[FOOTBALL AFFAIRS] Effetto Juve sul FPF, la UEFA corre ai ripari. Basterà?

Il caso del club bianconero pesa sulla corsa Champions, mentre la UEFA per evitare problemi in futuro è pronta a mettere mano al regolamento su plusvalenze e mercato: l’obiettivo resta allontanare non solo lo spauracchio Superlega ma anche mantenere il vantaggio nel Continente su altre competizioni come la NFL, che guarda sempre più all’Europa.

Nuove regole multiproprietà UEFA
Aleksander Ceferin (Foto: PATRICIA DE MELO MOREIRA/AFP via Getty Images)

La tre giorni delle coppe europee hanno lasciato aperte le porte a qualsiasi opzione per le cinque squadre italiane impegnate, ovverosia Fiorentina, Inter, Juventus, Milan e Roma. E quindi la Serie A può tuttora cullare il sogno di piazzare una sua squadra (se non due) nelle finali di ogni competizioni europea.

Tutto questo avrà evidentemente un impatto sulla corsa Champions che sta infiammando il campionato. Così come lo avrà anche la notizia arrivata in settimana che la sentenza della Corte FIGC su una eventuale nuova penalizzazione della Juventus in classifica legata alla questione plusvalenze dovrebbe arrivare nella giornata di lunedì 22 maggio. Se così fosse significherebbe che la nuova graduatoria sarà comunicata ad Atalanta, Lazio, Inter e Milan quando a queste squadre non rimarranno che due giornate di campionato, mentre a Juventus e Roma ne rimarrebbero tre visto che bianconeri e giallorossi saranno impegnati proprio in quella serata rispettivamente a Empoli e Salernitana.

Si può discutere all’infinito sulla opportunità o meno di queste sentenze a stagione in corso e se il campionato sia stato in qualche falsato. Ma questo è. In questa sede si vuole soltanto ribadire una volta ancora come, nei tempi stabiliti dall’UEFA per permettere la compilazione delle liste delle squadre italiane partecipanti le coppe nella prossima stagione, sia la procura federale sia la Juventus abbiano tutto il diritto di usufruire di tutto il tempo necessario per argomentare le proprie tesi e sfruttare al meglio le loro opzioni sul tavolo.

D’altronde bisogna abituarsi al fatto che le conseguenze del caso Juventus accompagneranno ancora per lungo tempo le cronache calcistiche visto che il club bianconero dovrà anche affrontare il procedimento sportivo per la questione stipendi mentre per quello penale la prossima udienza è stata fissata per il 26 ottobre presso un TribunaleTorino, Roma o Milano – che la Cassazione sceglierà nel frattempo.

In particolare sulla questione salari va segnalato come secondo le ultime indiscrezioni la Juventus potrebbe chiedere un patteggiamento per ottenere una sanzione che può essere scontata anche della metà rispetto a quella che sarebbe comminata nel processo. Attendendo invece il deferimento, e procedendo solo successivamente con un patteggiamento, la pena potrebbe essere ancora scontata, ma solamente di un terzo.

Ora il patteggiamento non rappresenta una ammissione di colpa, anche se il Tribunale di Brescia sul suo sito spiega che il «presupposto del patteggiamento è l’implicita ammissione di colpevolezza da parte dell’imputato». In questa sede si vuole solo sottolineare che volenti o nolenti mediaticamente questo è il messaggio che viene veicolato generalmente. E quindi che se eventualmente il club bianconero dovesse decidere in tal senso, questa scelta verrebbe inevitabilmente letta, almeno nel dibattito popolare, quantomeno quale un presa di distanza della nuova Juventus targata Ferrero-Scanavino-Elkann nei confronti della precedente gestione griffata Andrea Agnelli (sugli altri temi invece la nuova gestione ha sempre preferito difendere le proprie tesi accettando di andare a processo).

LE IDEE DELLA UEFA TRA JUVE E AGGIUSTAMENTI AL FPF

Non certo da ultimo va ricordato inoltre che la UEFA possa pensare di volere di agire di sua sponte e in questo senso le indiscrezioni parlano della possibilità che la federcalcio continentale possa togliere le coppe ai bianconeri per il prossimo anno qualora la FIGC non arrivasse a una sentenza nei tempi necessari.  D’altronde proprio in un precedente appuntamento di questa rubrica si era anticipato il fatto che i vertici di Nyon fossero irritatissimi con i bianconeri e quindi nulla si può escludere in questo senso.

Non a caso alla questione Juventus si lega in parte anche la notizia forse più importante della settimana per chi si occupa di regolamenti e norme finanziarie: la UEFA sta pensando di inserire a partire dal prossimo mercato che inizia a giugno norme più stringenti per quanti concerne ammortamenti, plusvalenze fittizie e prestiti di comodo (ovvero quelli tra società amiche o legate).

Questo nuovo pacchetto di regole presentato dalla Commissione licenze UEFA, presieduta per altro dal numero uno della FIGC Gabriele Gravina, ha quale obiettivo impedire campagne acquisti folli come l’ultima portata a termine dal Chelsea nel mercato invernale scorso. Oppure scambi di giocatori con valori fuori mercato e senza passaggio di denaro quali il celebre ArthurPjanic sull’asse Juventus-Barcellona nel 2020. Nei fatti andando a coprire alcune vacatio nel regolamento del nuovo Fair Play Finanziario che consentivano di eludere alcune regole permettendo comportamenti opportunistici.

Il caso più clamoroso come si ricordava è quello del Chelsea che tra l’estate 2022 e l’inverno 2023 ha speso oltre 600 milioni sul mercato. Il club ha operato approfittando della legge inglese che consente di “spalmare” le spese in otto/dieci anni, periodo fin troppo comodo. In questo quadro per esempio la commissione ha deciso che, per i conti UEFA, l’ammortamento andrà suddiviso in massimo cinque anni, anche se va segnalato che non si può però intervenire retroattivamente, quindi il divieto sarà valido dal prossimo mercato.

Un altro tema è quello delle cosiddette plusvalenze fittizie. Da luglio 2023 sono previste due novità cruciali, che consentiranno di limitare il fenomeno:

  • In caso di scambio con denaro, la plusvalenza sarà data solo dalla differenza pagata con soldi reali;
  • In caso di semplice scambio di giocatori, senza cash, il valore sarà quello iscritto a bilancio e non quello deciso dalle parti (come fu per esempio nel caso ArthurPjanic, valutati rispettivamente 72 e 60 milioni più bonus da Juve e Barcellona).

Altro strumento d’elusione recente sono stati valutati i prestiti tra club amici o appartenenti allo stesso gruppo: fino a oggi è possibile fare un favore e prestare a 10 milioni un giocatore che magari a bilancio vale 50 milioni. Domani si potrà sempre fare, ma i -40 milioni diventeranno una minusvalenza per chi presta.

È prevista però una deroga in caso di prestito di calciatore infortunato che ha bisogno di recuperare giocando. E qui secondo qualche malpensante si potrebbe trovare l’inganno alla nuova legge.

Le novità si uniranno ai principi già approvati in relazione al nuovo regolamento sul controllo dei costi:

  • Solvibilità: obbligo di pagare i debiti (stipendi, spese di mercato) entro 90 giorni, con quattro controlli all’anno;
  • Stabilità: non più deficit massimo di 30 milioni, ma di 60 (90 per i club con i conti a posto), contando però tutte le spese, anche quelle per giovani e impianti un tempo escluse;
  • Controllo costi: per stipendi, mercato e commissioni agenti si potrà spendere non più del 70% del fatturato (valore a regime nel 2025, fino ad allora sarà ammesso prima il 90% e poi l’80%);
  • Sanzioni fisse: una griglia predeterminata in relazione alla violazione.

LO SPAURACCHIO SUPERLEGA DIETRO LE MOSSE UEFA

È evidente e non si può non salutare come importante e opportuno il fatto che la UEFA stia cerando di mettere delle toppe laddove si presentino falle per cercare di affinare un impianto normativo, quello del FPF, che se da un lato ha permesso di stabilizzare molte situazioni di club sull’orlo della bancarotta – soprattutto nei Paesi dell’Europa Orientale- , dall’altro è accusato di aver portato a una cristallizzazione al vertice creando una super élite di club a livello europeo.
In questo quadro non si può non notare come la giusta celerità che la UEFA sta mostrando nelle mettere una pezza (poi vediamo se funzionerà) alla questione delle plusvalenze non sembra esserci sul problema dei ricavi legati a sponsorizzazioni da società di comodo, correlate o in qualche modo amiche. E qui ogni riferimento a società quali il Paris Saint-Germain o il Manchester City è puramente voluto. Nel caso dei Citizens per esempio è emerso che addirittura una società che era sponsor non era mai esistita.

La ragione forse è legata, come spesso accade, potrebbe essere legata ai soldi. «Magari perché con le sponsorizzazioni fittizie entra veramente denaro fresco nel mondo del calcio, mentre con le plusvalenze no», spiega a Calcio e Finanza un navigato manager sportivo che preferisce non farsi citare su questo tema. «E nessun comparto industriale sputa sul denaro che entra dall’esterno e entra in circolo in quel settore. Al limite si chiude un occhio».

Volendo vedere la parte migliore è da salutare con ottimismo il fatto che la UEFA stia cercando di muoversi in maniera anche celere per cercare di mettere delle pezze su alcune falle del proprio sistema. Quasi che l’”urlo di dolore” dei club (per dirla con Andrea Agnelli) legato alla Superlega qualche scossone l’abbia prodotto tra la burocrazia molto spesso ingessata di Nyon.

Sarà sufficiente? Vedremo. Secondo l’ex presidente UEFA e vicepresidente FIFA Michel Platini, al di la del suo risentimento verso i vertici odierni delle due organizzazioni, prima o poi la Superlega sarà effettiva. «Prima o poi si farà, ma non così. Non dico di più», ha spiegato in settimana in una intervista a La Stampa. Aggiungendo ombre sul nuovo modello “svizzero” con cui si giocherà la Champions League a partire dal 2024/25. Un modello che almeno nel Regno Unito ha già alimentati molto scetticismo non solo per via del numero di partite ma anche per l’arbitrarietà nello scegliere le contendenti nella prima fase.

Quel che è certo è che la UEFA, nella sia battaglia per fare restare il calcio lo sport più popolare almeno in Europa, dovrà sicuramente difendersi dall’offensiva mediatica e non solo degli sport statunitensi: NBA di basket e NFL di football americano in testa.

Proprio la NFL in settimana ha annunciato che saranno cinque (in aumento dalle quattro del 2022) le partite di regular season che saranno disputate sul suolo europeo nel 2023 tra Londra (Wembley e Tottenham Hotspurs Stadium) e Francoforte. Segno evidente di come quella che molto nello sport & business reputano la best practice nella gestione di leghe sportive stia puntando molto forte sul Vecchio continente per allargare la propria base di sostenitori.

E l’affare è anche per le città ospitanti. Secondo uno studio di The Sports Consultancy Group la partita giocata lo scorso anno all’Allianz Arena di Monaco di Baviera tra Tampa Bay Buccaneers e Seattle Seahawks ha avuto un impatto economico di 70,2 milioni di euro sulla città tedesca. Tra questi 32,2 milioni in spesa diretta per la partita mentre i tifosi arrivati in Germania da ogni parte d’Europa per il match hanno speso al giorno in città in media 333 euro a testa. Una cifra considerevolmente più alta di quella che un turista medio spende a Monaco, 225 euro al giorno. Per altro le vendite da merchandising alla Allianz Arena sono state le più alte mai registrate per un match della NFL al di fuori degli Stati Uniti. Segno evidente di come in Europa questo sport stia aumentando il suo seguito.