Non solo la data del 22 maggio, quando la Corte federale d’Appello stabilirà una nuova sentenza (e molto probabilmente una nuova penalizzazione) per il caso plusvalenze. La Juventus guarda interesse anche alla data di domani – sabato 13 maggio – che potrebbe rivelarsi una tappa fondamentale in merito al secondo filone di indagini tra stipendi, rapporti con gli agenti e partnership sospette con altri club.
Mercoledì 12 aprile è stata notificata ai bianconeri la chiusura delle indagini e il procuratore Chinè – entro 30 giorni – aveva il tempo di deferire i soggetti coinvolti oppure archiviare. Dagli uffici romani – scrive Tuttosport – trapela però la notizia di una richiesta di proroga nei tempi da parte proprio dello stesso procuratore federale.
Una mossa che potrebbe essere il preludio ad un “accordo”. Si tratta di rito alternativo al processo, il cosiddetto patteggiamento: dopo aver preso visione della notifica di chiusura delle indagini, e quindi capito quali siano le contestazioni della Procura, la difesa può proporre una pena che – se ritenuta congrua dal procuratore – può essere comminata immediatamente senza processo.
Il vantaggio è che la sanzione può essere scontata anche della metà rispetto a quella che sarebbe comminata nel processo. Attendendo invece il deferimento, e procedendo solo successivamente con un patteggiamento, la pena potrebbe essere ancora scontata, ma solamente di un terzo.