Milan stipendi e costo della rosa 2018-2018
Esultanza dei giocatori del Milan (Foto Image Sport / Insidefoto)

Milan stipendi e costo della rosa 2018-2019 – Qual è il peso della rosa del Milan, in termini di stipendi, ammortamenti e costo dei giocatori arrivati in prestito, sui conti 2018-2019 della società rossonera?

Una domanda che in molti si stanno ponendo, non solo alla luce del ventilato passaggio di Gonzalo Higuain al Chelsea e dell’eventuale arrivo in rossonero di Krzysztof Piątek dal Genoa, ma anche a seguito della decisione della Uefa di imporre al club il raggiungimento del break-even ai fini del fair play finanziario entro il 2021 (30 milioni la perdita massima aggregata consentita nel triennio). Decisione nei confronti della quale la società presieduta da Paolo Scaroni e guidata da Ivan Gazidis ha già fatto ricorso al TAS.

Per calcolare il costo della rosa del Milan relativo alla stagione 2018-2019 siamo partiti dai dati relativi al parco giocatori riportati nel bilancio al 30 giugno 2018 del Milan, utilizzando poi per le elaborazioni i dati sugli stipendi pubblicati dalla Gazzetta dello Sport a inizio campionato (tenendo conto, nel caso, di eventuali adeguamenti legati ai rinnovi contrattuali) e altre informazioni riportate da fonti ufficiali (es. i comunicati stampa emessi dalla Juventus al momento della cessione di Mattia Caldara e del prestito di Gonzalo Higuain) o considerate autorevoli (il database di Transfermarkt per il valore degli acquisti dell’ultima sessione di mercato).

Prima di addentrarci nella simulazione relativa alla stagione 2018-2019, prenderemo in considerazione il costo della rosa relativo al 2017-2018, quando il Milan, allora controllato dall’uomo d’affari cinese Yonghong Li, era guidato dall’ad Marco Fassone e dal ds Massimiliano Mirabelli.

Milan stipendi e costo della rosa 2017-2018

Nella stagione 2017-2018, chiusa dai rossoneri con il sesto posto in Serie A, la sconfitta nella finale di Coppa Italia contro la Juve e l’eliminazione agli ottavi di Europa League da parte dell’Arsenal, il costo dei calciatori in rosa, inteso come somma di stipendi lordi (al netto dei premi), ammortamenti dei diritti alle prestazioni sportive e costo dei calciatori arrivati in prestito, si è attestato a 181,49 milioni, in crescita rispetto ai 145,8 milioni della stagione 2016-2017.

Questo aumento, come affermato dagli stessi amministratori del Milan nel bilancio 2018, è legato prevalentemente alla «significativa» campagna acquisti condotta nell’estate del 2017 da Fassone e Mirabelli.

Campagna acquisti che, a fronte di investimenti sul mercato per 240 milioni, ha visto arrivare in rossonero i calciatori André Silva, Ricardo Rodriguez, Fabio Borini, Mateo Musacchio, Hakan Calhanoglu, Andrea Conti, Antonio Donnarumma, Nikola Kalinic, Lucas Biglia e Leonardo Bonucci. Quest’ultimo con uno stipendio da 7,5 milioni netti, pari solo a quanto percepito da Higuain alla Juventus nel 2017-2018.

Importante anche l’impatto economico del travagliato rinnovo di Gianluigi Donnarumma, il cui stipendio è passato dai circa 160mila euro del 2016-2017 a 6 milioni netti nel 2017-2018.

Nella seguente tabella viene riportato il quadro degli stipendi e del costo della rosa del Milan nella stagione 2017-2018.

Complessivamente gli ammortamenti dei calciatori in rosa nella stagione 2017-2018 sono stati pari a 70 milioni circa, mentre gli stipendi lordi al netto dei premi si sono attestati a 111,46 milioni.

Considerando anche gli ammortamenti relativi ai giocatori di proprietà del Milan ma in prestito per tutta la stagione 2017-2018 (Carlos Bacca al Villareal e Andrea Bertolacci al Genoa) questa voce, come riportato nel bilancio del club al 30 giugno 2018, è pari a 81,95 milioni.

Come noto, inoltre, nel bilancio 2017-2018 il nuovo consiglio di amministrazione del Milan targato Elliott ha deciso di iscrivere nei conti della passata stagione alcune svalutazioni di calciatori ceduti a titolo definitivo nel corso dell’estate 2018 per circa 21,5 milioni.

Milan stipendi e costo della rosa – Il calciomercato 2018-2019

Nel corso della campagna trasferimenti estiva 2018-2019 il Milan, prima sotto la regia di Mirabelli e poi sotto la guida del duo Leonardo-Maldini, ha effettuato acquisti a titolo definitivo di 5 calciatori: Reina, Strinic, Halilovic, Caldara e Laxalt per un totale di 54 milioni di euro.

Nel corso del mercato della sessione invernale il club rossonero ha inoltre ufficializzato l’acquisto dal Flamengo di Lucas Paquetà per 35 milioni, portando l’investimento complessivo a 89 milioni.

Tre i giocatori arrivati in prestito la scorsa estate: Gonzalo Higuain e Tiémoué Bakayoko, entrambi con diritto di riscatto a fine stagione, e Samu Castilejo con obbligo di riscatto.

Complessivamente la spesa per i prestiti sul bilancio 2018-2019 dovrebbe essere di 26 milioni.

Relativamente al mercato in uscita, le cessioni a titolo definitivo sono state cinque, quelle di Bonucci, Kalinic, Zanellato, Zigoni e Bacca, per un ammontare di 57,75 milioni.

I giocatori girati in prestito con obbligo di riscatto sono due (Gustavo Gomez e Manuel Locatelli), mentre André Silva è passato al Siviglia con la formula del prestito con diritto di riscatto (diritto che il club andaluso ha già detto di voler esercitare).

Complessivamente l’incasso per i prestiti dovrebbe aggirarsi attorno ai 6,5 milioni.

Milan stipendi e costo della rosa 2018-2019

In attesa degli sviluppi del calciomercato rossonero, ad oggi, se la rosa del Milan rimanesse quella attuale, il suo costo in termini di stipendi, ammortamenti e costo per i giocatori arrivati in prestito sarebbe pari a 216,74 milioni, in ulteriore crescita rispetto ai 181,49 milioni della stagione 2017-2018.

Nel dettaglio il monte stipendi lordo è pari a 130,33 milioni (111,46 milioni nel 2017-2018), gli ammortamenti dei diritti alle prestazioni sportive dei calciatori in rosa dovrebbero attestarsi a 60,41 milioni (70,03 milioni nel 2017-2018) e il costo dei giocatori arrivati in prestito dovrebbe essere di 26 milioni (pressoché nullo nel 2017-2018, essendo state contabilizzate tutte le operazioni del duo Fassone-Mirabelli come acquisti a titolo definitivo).

Gli ammortamenti relativi ai tre giocatori attualmente di proprietà del Milan ma in prestito ad altri club con diritto o obbligo di riscatto (André Silva, Gustavo Gomez e Manuel Locatelli) dovrebbe invece essere pari a 8,86 milioni.

Milan stipendi e costo della rosa – Conclusioni

Tenendo conto anche di questo dato, il costo complessivo del parco giocatori del Milan per la stagione 2018-2019 (quelli in rosa più quelli in prestito ma a bilancio) dovrebbe attestarsi dunque a 225,61 milioni (214,94 milioni nel 2017-2018).

Questo dato non tiene conto di eventuali operazioni in entrata e in uscita che potrebbero essere realizzate da qui alla chiusura del mercato di gennaio.

Questi costi sono sostenibili alla luce dei ricavi attesi del Milan per la stagione 2018-2019? Proveremo a dare una risposta in una prossima analisi sui conti del club alla chiusura del mercato di gennaio.

11 COMMENTI

  1. Il bilancio del Milan 2017-18 è fatto circa così:
    +213,7 mln di ricavi operativi.
    -243,9 di costi operativi.

    Poi ci sono:

    +42,1 milioni di ricavi gestione calciatori (plusvalenze + prestiti)
    -110,5 milioni di ammortamenti e svalutazioni.
    Va detto che le svalutazioni sono di circa 21,1 milioni, che non si ripeteranno nel 2018-19.

    Si può quindi dire che, ancora prima di cominciare il 2018-19, si partiva per sviluppare un budget, da un prospetto circa così:
    +213,7 di ricavi
    -243,9-110,5+21,1 = -333,3 di costi totali
    In sostanza plusvalenze + ricavi operativi insieme devono coprire circa 120 milioni di differenza tra ricavi operativi e costi totali.
    Ma da dove possono venire fuori questi aumenti così grandi dei ricavi operativi per il 2018-19?
    Per la Champions arriveranno al meglio l’anno prossimo (sempre se si qualifica. N.B. a oggi si calcola che il Milan abbia meno del 20% di chances).
    E se non vengono fuori dai ricavi operativi allora devono venire fuori dal player trading, cioè devono fare circa un centinaio di milioni di plusvalenze e contemporaneamnte ridurre gli ingaggi per quanto possibile.
    Quello che Lei mostra non sembra molto incoraggiante.
    Può darsi che gli diano delle deroghe e facciano rientrare nel bilancio 2018-19 delle vendite estive, ma sempre su quelle cifre siamo.
    O sbaglio?

  2. Ma chi sono quelli vendibili al Milan per fare così tante plusvalenze?
    Donnarumma farebbe tante plusvalenze, però è un portiere che sui media è descritto sempre come un fenomeno, ma l’anno scorso ha chiuso quart’ultimo come rendimento e quest’anno finora è quart’ultimo ugualmente. Non è nemmeno solo quello il problema, è che per quel rendimento costa 11,1 milioni all’anno e per meno lui non si muove. Un Club calcola anche il TCO (Total Cost of Ownership) sui calciatori. Nel caso di Donnarumma scindendo il costo ingaggio che è elevatissimo, bisogna che il cartellino si rivaluti, ma il rischio rivalutazione è molto alto, dato che il rendimento non è cresciuto in un anno e mezzo.
    Quindi uno lo paga poco per dargli poi uno stipendio così alto e con un rischio rivalutazione altrettanto alto, cioè lo sconta sul prezzo.
    E poi chi c’è?
    Caldara, Paquetà, Castillejo sono appena stati presi, e non certo a prezzi di discount, quindi non contano.
    Calhanoglu, Rodriguez sono stati presi l’anno scorso, hanno un valore contabile alto e non si sono molto rivalutati, mi pare.
    Biglia avrà 33 anni, comprato a 19,2 mln. Laxalt è stato comprato a 14. Musacchio a 18.
    Bakayoko e Suso sono in prestito.

    Rimangono Conti, Kessiè, Romagnoli, Cutrone e forse Bonaventura e Calabria, in sostanza, e poco altro. Cioè il meglio del Milan. Ma allora con chi va poi in Champions l’anno dopo?

    Non mi pare una bella situazione.
    A Gazidis temo che verrà qualche mal di testa, per cercare di far quadrare le cose.

    • Suso è in prestito.
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      • C’è scritto infatti.
        “Bakayoko e Suso sono in prestito”.
        E’ scritto per i normodotati.
        Anche meno dei normodotati, diciamo non proprio per gli analfabeti funzionali, quelli capaci di leggere ma che non sono in grado di capire quello che leggono.
        Nemmeno una frasetta.

          • “Poi hanno trasformato in acquisto”, tipo nel 2015 che sono solo 4 anni fa.
            Tra l’altro, avendo una quota ammortamento di ca.200k€, significa che o ha un contratto lunghissimo (tipo 50 anni, ma direi anche no) o ha un valore di carico basso (direi di si).
            Ergo, SE venduto, porterebbe una plusvalenza “piena”. Io non sono bravo a determinare il valore dei giocatori, ma transkermarkt.com dice 50 milioni, quindi c’è un ordine di grandezza: metà della cifra sopra esposta.
            Direi che il sapore un po’ cambia, poco, ma cambia (*ironia*).

          • Riepilogo:
            – C’è un errore
            – Viene fatto notare
            – Chi l’ha fatto notare prende insulti
            – Viene fatto notare nuovamente
            – Correzione più nuovi insulti

            In questo processo qualcosa non torna. Forse mancano delle scuse.
            Sempre colpa mia poi, pazzesco.

            Dal pianto al rosicamento.

          • Ricordati che c’è sempre gente che sa leggere anche tra (e nei) numeri: ecco, la prossima volta controlla meglio prima di pubblicare la solita mezza verità.
            E non è che se urli o fai il prepotente hai ragione.

            Con questo commento chiudo tutta la faccenda. Adieu.

          • Però perdonami, al netto della inesattezza su Suso, mi dici cosa cambia in sostanza rispetto a quanto esposto nell’articolo e da Mincuo?
            Cioè, anche facendo 50 milioni di plusvalenza con Suso (e fidati, non li fai neanche morto), cosa hai risolto?
            Ti rimangono almeno altri 50 milioni di plusvalenze da doverti inventare, senza tener conto della grossa perdita di competitività della squadra dovuta alla vendita del giocatore spagnolo (che ad oggi, tolto Higuain e forse Romagnoli, mi sembra l’unico calciatore più o meno forte nella rosa).
            100 milioni di plusvalenze all’anno le fa la Juve, che però ha a disposizione un parco calciatori con un valore di mercato infinitamente più alto e che quindi riesce a sopperire più facilmente alla vendita di uno dei suoi calciatori più forti.
            Tutto questo poi, nell’ipotesi per nulla scontata che già da quest’anno il Milan aumenti i propri ricavi operativi di circa 20 milioni e senza tener conto soprattutto del fatto che gli stessi 100 milioni di plusvalenze te le dovrai inventare nuovamente anche il prossimo anno.

          • Cambia che hai un asset in più da poter sfruttare. Ti rimangono circa 50 milioni di plusvalenze da trovare che, però perdonami, sono il 50% del totale.
            Poi nessuno ha messo in dubbio la gestione non virtuosa, ma dimenticare un asset del genere in un’analisi cambia (o almeno sposta) un po’ le prospettive, che restano in ogni caso non positive.

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