Dalian Wanda cambia pelle e i dati finanziari della società riflettono le scelte strategiche del gruppo: nel 2016 Wang Jianlin ha provato a smarcarsi dalle proprietà immobiliari e ha investito risorse ed energie sull’industria culturale e sportiva. Risultato: per la prima volta i ricavi da real estate del conglomerato made in China sono meno della metà delle revenue complessive, vanno giù del 25% rispetto all’anno precedente e si attestano a 20 miliardi di euro. Bene, invece, gli incassi da intrattenimento, dal turismo al cinema, passando ovviamente per lo sport e il calcio.

Lo comunica la società in una nota nella quale presenta i risultati del 2016: ricavi complessivi in calo del 14%, recita Wanda, ma l’utile registra una crescita superiore al 10%, spiega il gruppo sorvolando sui dettagli.

Jianlin, il numero due dei papaeroni made in China con una spiccata passione per lo show, sta ridisegnando la struttura del gruppo, spostando pian piano il core business di Wanda dalle proprietà commerciali all’intrattenimento. Seguendo questa strada tracciata, nei 12 mesi appena archiviati sono aumentate (alla grande) le sale cinematografiche in portafoglio – diventate 1.352 per 14.347 schermi sparsi in tutto il mondo – così come le stanze degli alberghi e i villaggi turistici. Sono diminuite le proprietà in pancia, tanto da fissare al 2017-2018 il biennio in cui la società, si augura il patron, sarà considerata “no longer” un protagonista dell’immobiliare.

Gli investimenti nella cultura e nell’intrattenimento hanno spinto gli incassi da attività ricreative che sono aumentati del 25% nel 2016 attestandosi a poco meno di 9 miliardi di euro. Sul traguardo incide il cinema che vale da solo oltre la metà dell’intera torta, ma un ruolo lo giocano anche il turismo e lo sport. Le attività turistiche, con seimila nuove stanze di albergo inaugurate, sono aumentate del 37,1% yoy e si attestano a poco più di due miliardi di euro di ricavi; lo sport invece è sotto l’asticella del miliardo di euro di incassi, ma regala al gruppo fama.

I conti 2016 di Wanda Group, l’industria sportiva

La crescita dell’industria sportiva all’interno del conglomerato cinese per antonomasia è del 9% su base annua e il monte ricavi è pari a 927 milioni di dollari. La Wanda Sports Holding, da poche settimane è guidata da Hengming Yang, custodisce al suo interno tutto il business sportivo del gruppo, dal 70% di Infront al 20% dell’Atletico Madrid: per il micro-settore, come sottolinea la nota, il 2016 “è stato fantastico”. Wanda Sports, tra le altre cose messe a segno, ha chiuso accordi esclusivi con la FIFA, con la FederBasket mondiale e con la Federazione di Badminton, disciplina olimpica molto apprezzata in Cina.

Al fianco dei buoni accordi commerciali raggiunti, Jianlin da socio rilevante dell’Atletico si è potuto godere a Milano la finale di Champions League e ha visto passare dalla sua scrivania i dossier legati al ciclismo – grazie ad un altro accordo con l’UCI – e al Triathlon, con l’Iron Man che è direttamente nel portafogli della WSH. Per il 2017 il target della sezione sport prevede revenue per 6,9 miliardi di yuan, confermando di fatto i numeri registrati nel 2016 di poco sotto il miliardo di euro. Tre gli obiettivi: creare una partnership commerciale con un’altra Federazione, lavorare ad almeno due eventi internazionali e autoprodurre una nuova manifestazione sportiva, sulla scia della China Cup conclusasi a metà gennaio 2017 con la vittoria del Cile.