esclusioni eccellenti mondiali 2018 Argentina Usa Cina
(Insidefoto.com)

Il nastro è ben tirato e a Nanning per tagliarlo si aspetta solo che atterri qualche manager di Wanda Group e un esponente di peso del governo cinese. A quel punto le forbici faranno il loro dovere e si potrà inaugurare la China Cup, il primo torneo per nazionali organizzato dalla Cina con l’imprimatur della FIFA. L’evento, va da sé, ha un sapore storico e l’attesa è spasmodica, ovviamente per chi ha deciso di non perdersi i match e ha conquistato i propri ticket per il Guangxi Sports Center. In campo ci saranno Islanda, Croazia, CileCina, ma le nazionali non porteranno a Nanning il meglio della loro scuola calcio.

Come ha candidamente ammesso il ct croato, si vola nella regione autonoma di Guangxi per incassare il montepremi messo a disposizione da Wanda, anche se è piuttosto modesto: 700 mila dollari complessivi (662mila in euro) da dividersi tra vincitori (250) e vinti – ovvero secondi (200), terzi (150) e quarti (100).

Insomma, una trasferta ben pagata e poco più per due partite giocate da ciascuna nazionale. Si parte domani sera con Cina-Islanda e si prosegue l’11 gennaio con Croazia-Cile; poi si entrerà, diciamo così, nel vivo: le perdenti si sfideranno il 14 gennaio e le altre saranno in campo domenica 15 gennaio 2017, per la finale.

Marcello Lippi, commissario tecnico della Cina - Foto Andy Mueller/freshfocus/Insidefoto.ITALY ONLY
Marcello Lippi, commissario tecnico della Cina – Foto Andy Mueller/freshfocus/Insidefoto.ITALY ONLY

Wanda, società dell’uomo più ricco di Cina, Wang Jianlin, ha svariati interessi nel mondo del calcio e non è un semplice sponsor della manifestazione: è l’organizzatore, nonché ideatore del torneo che a luglio, ricorderete, ha ottenuto un’aurea di ufficialità grazie all’ok della FIFA guidata da Gianni Infantino.

Con l’assenso dell’autogoverno mondiale del calcio, la creatura di Jianlin può fregiarsi del titolo di organizzatore del primo torneo per nazionali in terra cinese. E per Wanda è un bel colpo, visto che la società è molto attenta agli sviluppi del pallone potendo contare, tra le altre partecipazioni in portafogli, sul 20% dell’Atletico Madrid e sul 70% di Infront.

La scelta di portare in Cina la sfida tra alcune nazionali – che per ora sono di seconda e terza fascia, domani chissà – sarà un credito che Wanda potrà spendere con il governo di Pechino che vuole promuovere, come è arcinoto, il soccer nel più popoloso Paese della Terra. L’obiettivo è alzare la Coppa del Mondo, quella vera, nel 2030 e Jianlin, che negli ultimi anni è stato più di un alfiere della politica di Xi Jinping in Europa, adesso vuole incominciare a mettere in pratica tutto il know-how risucchiato nel vecchio Occidente.

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