Juve, dubbi sul futuro: Comolli in bilico, Spalletti parlerà con Elkann

La mancata qualificazione in Champions potrebbe portare a serie riflessioni sull’operato della dirigenza in casa bianconera.

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Damien Comolli (Foto: Nicolo Campo / Insidefoto)

La sconfitta casalinga contro la Fiorentina mette a serio rischio la corsa alla prossima Champions League per la Juventus, una situazione che ha riportato in auge il tema del prossimo futuro della società bianconera. L’eventuale mancato quarto posto (quando mancano solamente 90 minuti alla fine della Serie A 2025/26) porta con sé lo spettro di dover aprire un nuovo percorso sportivo.

Come riporta l’edizione odierna de La Stampa, la mancata qualificazione alla Champions, con conseguente piazzamento valido per l’Europa League, porterebbe a un ammanco milionario per le casse bianconere nell’ordine dei 25-30 milioni di euro (cifra che si amplia con l’avanzare delle due competizioni) ma soprattutto sarebbe la certificazione di un fallimento sportivo. A farne le spese, come evidenziato nell’editoriale di Calcio e Finanza della scorsa settimana, potrebbe essere l’amministratore delegato Damien Comolli. Il dirigente francese pagherebbe uno dei mercati più costosi e fallimentari visti nell’ultimo periodo e uno scarso feeling con Luciano Spalletti.

Con la mancata partecipazione alla prossima Champions League, potrebbe addirittura emergere l’ipotesi di un nuovo aumento di capitale da parte di Exor, ma ogni discorso su questo fronte è rimandato a fine campionato, quando sarà ufficiale il risultato sportivo. Per rendere meno cara questa mossa della proprietà anche sul piano sportivo ci saranno eventualmente dei ripensamenti. Giocatori che venivano considerati i cardini del nuovo ciclo Spalletti potrebbero dover salutare Torino, ovviamente di fronte a cifre ritenute irrinunciabili.

Il primo a cui va il pensiero è Kenan Yildiz, rinnovato fino al 2030 proprio per respingere qualsiasi assalto delle big europee, ma che potrebbero tornare a bussare alla porta bianconera. È bene sottolineare come la cessione del giovane talento turco, che sarà protagonista con la nazionale di Vincenzo Montella ai Mondiali, sia l’extrema ratio in sede di mercato. Quello che è certo che una mancata qualificazione in Champions andrebbe a intaccare i piani in sede di acquisizioni sul mercato. Infatti, un conto è andare a trattare con calciatori come Bernardo Silva con la certezza di offrirgli il più prestigioso palcoscenico europeo, l’altra è avere in mano solamente il biglietto per l’Europa League.

In questo scenario, anche la permanenza dello stesso Spalletti sarebbe da mettere in discussione. Anche se solamente per una sua volontà personale, visto che la fiducia che ha portato al rinnovo anticipato fino al 2030 – a 5 milioni di euro netti a stagione – non sembra essere venuta meno. La firma sul contratto, anche se non è scattata il rinnovo automatico con qualificazione alla Champions 2026/27, è arrivata per il grande feeling fra il tecnico, Giorgio Chiellini e soprattutto John Elkann. Insieme si iniziava già a programmare il futuro prossimo dei bianconeri, pronti a tornare a essere competitivi in Italia puntando allo scudetto. Scenario che diventa assai più complicato senza i ricchi ricavi della Champions League.

«Parlerò con Elkann in settimana», ha annunciato Spalletti dopo la sfida con la Fiorentina a testimonianza del legame forte fra i due, ma anche della distanza siderale che esiste fra l’allenatore di Certaldo e l’Ad Comolli. «Devo fare un’analisi su me stesso, perché devo portare robe diverse da queste qua», ha concluso Spalletti. Si apre quindi un periodo di riflessioni aspettando la trasferta all’Olimpico Grande Torino del prossimo weekend – molto probabilmente si giocherà di domenica sera –, con sul tavolo il tema più importante: il prossimo futuro della Juventus che quasi sicuramente sarà senza Comolli in dirigenza, ma rischia di essere con un altro allenatore. In quest’ultimo caso, la palla è completamene nelle mani di Spalletti, visto che la fiducia di società, e soprattutto proprietà, è rimasta intaccata anche dopo la sconfitta con la Fiorentina.