Dalla Premier alla Serie A, tutti i conti dei top campionati d’Europa a confronto: ricavi a 26 miliardi ma cresce il rosso

I ricavi crescono del 5%, ma costi e ammortamenti spingono le perdite a 1,5 miliardi: solo la Bundesliga chiude in utile.

FC Bayern München v Real Madrid CF - UEFA Champions League 2025/26 Quarter-Final Second Leg
i conti dei top club europei
(Photo by Adam Pretty/Getty Images)

Il calcio europeo continua a crescere sul fronte dei ricavi, ma la redditività resta sotto pressione. I cinque principali campionati (Bundesliga, Liga, Serie A, Premier League e Ligue 1) nel 2024/25 raggiungono 26,5 miliardi di euro di fatturato complessivo (+5% sul 2023/24), ma l’incremento dei costi e il peso strutturale degli ammortamenti continuano a comprimere i margini. È questo il quadro che emerge dall’analisi realizzata da Calcio e Finanza sui conti dei club dei principali tornei continentali.

La spinta arriva ancora una volta da tutte le principali linee di fatturato, con i ricavi da gara che registrano l’incremento più marcato (+15%, a 3,35 miliardi), segnale di una piena normalizzazione post-pandemia e di una crescente capacità di monetizzazione degli stadi. In crescita anche i ricavi commerciali (+12%, a 7,2 miliardi), che si confermano una leva sempre più centrale nei modelli di business dei club, mentre i diritti audiovisivi restano la voce principale con 9,58 miliardi, ma mostrano un aumento più contenuto (+2%), segnale di una possibile fase di maturità del ciclo dei diritti TV. In calo invece gli “altri ricavi” (-5%).

Bilanci calcio: i ricavi dei club europei

Complessivamente, i ricavi al netto della gestione calciatori salgono a 22,2 miliardi (+6%), mentre quelli legati al player trading crescono solo marginalmente (+2%), arrivando a 4,29 miliardi. Il sistema continua quindi a beneficiare di una crescita strutturale delle entrate operative, ma con un contributo sempre meno determinante delle plusvalenze.

  • Ricavi da diritti audiovisivi: 9,58 miliardi (+2%), pari a circa il 36% del totale
  • Ricavi commerciali: 7,21 miliardi (+12%), pari a circa il 27%
  • Ricavi da gestione calciatori: 4,29 miliardi (+2%), pari a circa il 16%
  • Ricavi da gara: 3,35 miliardi (+15%), pari a circa il 13%
  • Altri ricavi: 2,08 miliardi (-5%), pari a circa l’8%
  • Totale ricavi: 26,51 miliardi (+5%), pari al 100%

In termini di composizione, i diritti audiovisivi pesano per circa il 36% del fatturato totale, seguiti dai ricavi commerciali (27%), dal player trading (16%), dai ricavi da gara (13%) e dagli altri ricavi (8%). Un mix che conferma la forte dipendenza del sistema dai diritti TV, ma anche il progressivo rafforzamento della componente commerciale.

bilanci club europei

Bilanci calcio europeo, i costi

Sul fronte dei costi, però, la dinamica resta critica. Il totale dei costi operativi aumenta del 6%, arrivando a 21,35 miliardi. In particolare, il costo del personale – la voce più rilevante – cresce del 3% fino a 13,48 miliardi, mentre gli altri costi operativi registrano un incremento più sostenuto (+12%, a 7,87 miliardi).

Il primo indicatore chiave è proprio il rapporto tra costo del personale e ricavi. A livello aggregato, il costo del personale pesa per circa il 51% dei ricavi totali (13,48 su 26,51 miliardi), un dato ancora elevato ma in leggero miglioramento rispetto al passato. Se si guarda ai ricavi al netto della gestione calciatori, il rapporto sale invece a circa il 61%, evidenziando come la sostenibilità resti fortemente legata al contenimento degli stipendi.

  • Costi del personale: 13,48 miliardi (+3%), pari a circa il 50% del totale costi
  • Altri costi operativi: 7,87 miliardi (+12%), pari a circa il 29%
  • Ammortamenti e svalutazioni: 5,80 miliardi (+10%), pari a circa il 21%
  • Totale costi (incl. ammortamenti): 27,15 miliardi (+7% circa), pari al 100%

Completano la struttura dei costi gli ammortamenti e le svalutazioni, in crescita del 10% fino a 5,8 miliardi, pari a circa il 22% dei ricavi: una voce sempre più determinante, che riflette l’intensità degli investimenti sul mercato e incide direttamente sulla redditività finale.

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Bilanci calcio europeo, i conti dei club

Il risultato è una marginalità operativa sostanzialmente stabile: l’EBITDA si attesta a 5,16 miliardi (+2%), pari a circa il 19% dei ricavi. Tuttavia, a livello operativo l’EBIT resta negativo per 637 milioni, mentre il risultato netto complessivo scivola a -1,47 miliardi, confermando come la crescita dei ricavi non sia ancora sufficiente a compensare il peso della struttura dei costi.

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Il confronto tra le principali leghe

Passando al confronto tra leghe, la Premier League si conferma il campionato dominante con 9,55 miliardi di ricavi (circa il 36% del totale), trainata in particolare dai diritti TV e dal commerciale. È anche la lega con la maggiore capacità di generare EBITDA (oltre 2 miliardi, margine superiore al 20%), ma presenta una struttura di costi molto aggressiva: il costo del personale supera il 54% dei ricavi e gli ammortamenti (2,6 miliardi) sono di gran lunga i più elevati in Europa. Il risultato è una perdita netta di quasi 900 milioni, che evidenzia un modello fortemente orientato alla crescita ma ancora squilibrato.

 

La Bundesliga rappresenta il benchmark di sostenibilità. Con 5,12 miliardi di ricavi, mantiene il miglior equilibrio tra le principali voci: il costo del personale si ferma al 41% (il più basso tra le big), gli ammortamenti restano contenuti e il margine operativo è tra i più elevati (circa 24%). Questo consente alla lega tedesca di chiudere con un utile netto di 242 milioni, unica tra le cinque.

La Liga (4,79 miliardi) si colloca in una posizione intermedia: il costo del personale è intorno al 52% dei ricavi, mentre gli ammortamenti superano i 600 milioni. L’EBITDA (871 milioni) garantisce una base operativa positiva, ma il risultato netto resta sostanzialmente in equilibrio (-3 milioni), segnale di una struttura più controllata rispetto al passato ma ancora fragile.

La Serie A (4,04 miliardi) mostra un rapporto costo del personale del 49%, quindi leggermente migliore rispetto ad altre leghe, ma paga una minore capacità di generare ricavi e soprattutto un peso rilevante degli ammortamenti (oltre 1 miliardo). Questo porta a un EBIT negativo (-173 milioni) e a una perdita netta di 349 milioni, evidenziando un equilibrio operativo discreto ma insufficiente a sostenere il livello degli investimenti.

Infine, la Ligue 1 (3 miliardi) presenta le maggiori criticità strutturali: il costo del personale raggiunge il 58% dei ricavi, il più alto tra i cinque campionati, mentre la marginalità operativa è molto ridotta (EBITDA di 203 milioni, circa il 7%). Anche gli ammortamenti incidono in modo significativo, portando a una perdita netta di 466 milioni, la più elevata in rapporto al fatturato.