San Siro niente vincoli
(Photo by Marco Luzzani/Getty Images)

Una data chiave. Dopo due anni e mezzo di incontri, dibattiti e opposizioni, giovedì Inter e Milan conosceranno, insieme alla cittadinanza, il responso che arriverà dal Consiglio comunale di Milano che si esprimerà rispetto alle modifiche chieste da un gruppo di consiglieri di maggioranza.

Questo è almeno l’ordine del giorno, anche se ancora un testo definitivo non c’è. Infatti in questi casi si può arrivare all’ultimo minuto per le ultime modifiche, ma soprattutto si sta cercando di raccogliere più consiglieri, anche di minoranza, per un voto positivo.

Secondo quanto riporta La Repubblica, oltre ai nove consiglieri contrari a priori al progetto (i Verdi Carlo Monguzzi, Francesca Cucchiara e Tommaso Gorini; i dem Alessandro Giungi, Simonetta D’Amico e Rosario Pantaleo; Enrico Fedrighini e Gabriele Rabaiotti della lista Sala; Marco Fumagalli di Milano in Salute) si dovrebbero aggiungere al fronte del no anche quelli di Fratelli d’Italia vista la posizione della maggior parte del partito con capofila Ignazio La Russa. Ma i capigruppo non si sbilanciano: «Non abbiamo ancora visto il testo», spiega l’azzurro Alessandro De Chirico.

Quindi in soccorso alle società, e al documento dell’ordine del giorno, dovrebbero arrivare i pochi consiglieri di maggioranza favorevoli e alcuni di opposizione, fra le fila di Lega e Forza Italia. Insomma un intrigo, come spesso accade nella politica, ma che si somma alle varie difficoltà trovate dai club negli ultimi due anni e mezzo.

A Inter e Milan si vuole chiedere di rivedere il masterplan presentato durante il dibattito pubblico secondo alcune indicazioni: aumentare i posti dai 60 mila attuali fino a 70-80 mila; mantenere invariato il costo medio del biglietto; incrementare il verde; aggiungere alle opere di urbanizzazione extra-oneri una maggiore attenzione alla riqualificazione del quartiere; garantire la neutralità carbonica dell’operazione; allontanare la nuova arena dalle case di via Tesio da cui, secondo il progetto, dista una sessantina di metri.

L’appuntamento di giovedì è decisivo perché le squadre vogliono capire se la giunta ha la forza politica per portare avanti il progetto e il suo interesse pubblico. Ma anche in caso di parere nuovamente favorevole, non sarebbe di certo finita qui per i due club. Infatti, sul progetto pendono ben quattro ricorsi ( due presentati all’inizio del 2022 più due aggiuntivi) e un esposto alla corte dei Conti sui costi del dibattito pubblico proposto dall’ex vicesindaco Luigi Corbani, ora alla guida del comitato “Sì Meazza”.

A questo, si aggiungono le continue dichiarazione del sottosegretario alla Cultura, Vittorio Sgarbi, che riferisce di un ministero pronto a porre il vincolo sul Meazza e quindi vietarne l’abbattimento. Non sarà una cosa immediata e potrebbe rallentare, ancora una volta, l’intero iter fino al via libera per i lavori. Intanto Inter e Milan aspettano il responso dal Consiglio comunale e poi valuteranno il da farsi con le due opzioni di lasciare Milano, per Sesto San Giovanni e San Donato, che continuano a prendere piede soprattutto in casa rossonera.

SCOPRI L’OFFERTA SKYGLASS A 11,90 EURO AL MESE E ANTICIPO DI SOLO 1 EURO. SKYGLASS, MOLTO PIU’ DI UNA TV

PrecedenteIl piano Marotta: meno gare in Serie A, più match internazionali
SuccessivoDAZN, come riattivare l’abbonamento dopo la pausa