La Russa due stadi Milano
Ignazio La Russa (Photo Samantha Zucchi Insidefoto)

Ignazio La Russa, presidente del Senato e noto tifoso dell’Inter, è tornato a parlare del progetto per il nuovo San Siro. «Io sono eretico, voglio due stadi» ha esordito a “La Politica nel pallone” su RAI GR Parlamento, trasmissione condotta da Emilio Mancuso

Il numero due dello Stato italiano ha poi aggiunto: «Che bisogno c’è di distruggere San Siro il cui costo per demolirlo sarebbe altissimo? Due stadi sono meglio di uno e se il Milan vuole uno stadio a Sesto San Giovanni se lo può fare mandare pronto e impacchettato dal Qatar».

Il presidente del Senato ha poi spostato il focus sulle voci che vogliono un ritorno di Beppe Marotta alla Juventus: «Non credo che Marotta tornerà alla Juventus, ormai lo consideriamo nerazzurro a tutti gli effetti, lo leghiamo con una catena a San Siro e non lo facciamo muovere da lì. È il migliore, è nostro e non si tocca».

Sulla vicenda giudiziaria che coinvolge i bianconeri: «Forse ha sbagliato più di altri, ma attenzione perché non è un pesciolino rosso in mezza a tanti altri e lo dico io che non sono juventino. Non sono per nulla felice di quello che è successo».

Una battuta sul Mondiale appena concluso: «Questo Mondiale è stato di livello tecnico superiore rispetto a tanti altri, probabilmente perché nelle precedenti edizioni i giocatori arrivavano dopo una stagione che li ha spremuti. Dal punto di vista della competizione mondiale, averla tenuta in questo periodo ha avuto un vantaggio nello spettacolo, con un danno per i campionati nazionali».

Parlando di una possibile riforma della Serie A con riduzione del numero delle squadre partecipanti, La Russa si è così espresso: «La soluzione potrebbe essere ridurre il numero delle squadre che giocano nei campionati nazionali, perché 20 squadre in Serie A sono decisamente troppe visti i vari impegni. Così, probabilmente, l’equilibrio ci può stare e non avremmo avuto bisogno di giocare ogni tre giorni».

Ultima battuta sulla “sua” Inter che al ritorno del campionato, il prossimo 4 gennaio, giocherà in campo contro la capolista Napoli: «Se è un’ultima chiamata per lo Scudetto? Bisogna nn pensarci, l’unico modo di competere è non pensarci. Il distacco è ampio, il Napoli è forte e sarebbe da folli pensare a una rimonta. Se il 4 gennaio vinciamo, allora se ne può parlare, se vince il Napoli non mi metto certo a piangere».

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