Lotito vince: sì del governo al Salva-calcio e alla rateizzazione delle tasse

Il presidente della Lazio Claudio Lotito ha vinto la sua battaglia e ha ottenuto la rateizzazione delle tasse non pagate per i club di Serie A.

È quanto ha appreso Calcio…

Lotito Decreto Crescita Governo
(Foto: Marco Rosi - SS Lazio/Getty Images)

Il presidente della Lazio Claudio Lotito ha vinto la sua battaglia e ha ottenuto la rateizzazione delle tasse non pagate per i club di Serie A.

È quanto ha appreso Calcio e Finanza da fonti parlamentari circa l’articolo della 38 bis della manovra di governo 2022. In particolare la norma consentirà  il pagamento in 60 rate diluite in 5 anni dei versamenti tributari.

Questo quanto successo in serata dopo che nelle convulse ore di questo pomeriggio era tornata in bilico la possibilità di inserire nella manovra 2022 il decreto salva-calcio proposto dal patron della Lazio, che è anche tra le file di Forza Italia in Senato.

La misura in particolare consentirà di versare dal 2023, in 60 rate e con maggiorazione del 3%, gli 889 milioni di tasse sospese durante la pandemia e in scadenza giovedì, una cifra riconducibile per oltre metà (circa 500 milioni) alla Serie A. Il governo l’ha inserita in manovra con un emendamento, rispettando l’indicazione dell’ordine del giorno (mutuato da una proposta sottoscritta anche da Claudio Lotito, senatore di FI e presidente della Lazio) approvato in Senato durante l’esame del dl Aiuti quater.

In particolare, si legge nel testo:

“La disposizione prevede che i versamenti dovuti a titolo di ritenute alla fonte, comprensive delle addizionali regionali e comunali e dell’IVA, oggetto di precedenti sospensione e scadenti alla data del 22 dicembre 2022, siano effettuati in un’unica soluzione entro il 31 dicembre 2022 oppure in 60 rate di pari importo, con scadenza delle prime tre rate entro il 31 dicembre 2022 e le successive mensilmente, entro l’ultimo giorno di ciascun mese, a decorrere dal mese di gennaio 2023. In caso di pagamento rateale, alla prima rata va aggiunta una maggiorazione pari al tre per cento delle somme complessivamente dovute”.