Salvini San Siro cattedrale deserto
(Foto: Claudio Villa/Getty Images)

La demolizione dello stadio di San Siro è «insensata». E’ l’attacco del sottosegretario alla Cultura, Vittorio Sgarbi, alla giunta guidata dal sindaco di Milano Giuseppe Sala. «Stiamo preparando un vincolo per tutelare il monumento. L’iter è già partito, a breve lo firmerà il direttore generale del ministero. Da Berlusconi a Salvini, fino a Milly Moratti, a Milano non c’è nessuno che abbia detto di volerlo buttare giù e spendere 50 milioni per abbatterlo è davvero assurdo», ha esordito in un’intervista a La Repubblica.

La sovrintendenza aveva già valutato la possibilità di mettere un vincolo storico, ma il responso fu negativo perché del progetto originale del 1926 è rimasto ben poco. Per questo, spiega Sgarbi, si tratterà di un «vincolo di tutela storico relazionale, articolo 10 del Codice dei beni culturali, che non riguarda l’età del monumento ma il suo valore simbolico, la sua importanza in quanto memoria storica per i tifosi, per Inter e Milan e per Milano».

«Le faccio un esempio: se viene realizzato un brutto monumento dedicato a Falcone e Borsellino nessuno può buttarlo giù neanche dopo dieci anni. La sua forza è la memoria, quello che quel monumento significa per la collettività, un valore immateriale che va rispettato e tutelato a prescindere dalla bellezza dell’opera. Lo stesso vale per il Meazza, che è lo stadio dei milanesi. E non mi si dica che è una posizione di Vittorio Sgarbi contro il sindaco Sala», ha aggiunto.

«Non è un mio capriccio personale. Ho semplicemente interpretato una istanza molto ampia, appoggiata sia da destra che da sinistra. C’è un documento dell’Associazione gruppo verde San Siro che spiega tutto chiaramente; solo che ai tempi la sovrintendente non seguì le indicazioni per mancanza di rigore. Milly Moratti, che non è certo una persona di centrodestra, mi ha contattato più volte per chiedermi di intervenire. L’ho fatto avendone l’autorità», ha spiegato ancora Sgarbi.

Il sottosegretario alla Cultura ha poi concluso: «Il tema delle deleghe a cui si appella Sala è una fesseria: come sottosegretario posso dare un’indicazione politica che legittima l’azione di una sovrintendenza. Stadio senza squadre una spesa insostenibile? Milano è la città più ricca d’Italia, non avrà problemi a farlo».

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