Il ruolo di Infront nel calcio italiano è stato tra i più discussi e controversi degli ultimi anni.

Per la serie A, in particolare, la società è stata advisor per la commercializzazione dei diritti tv e nel tempo ha stretto rapporti (di tipo commerciale – pubblicitario) con diverse società. Accordi che sono anche finiti al vaglio della magistratura ordinaria come nel caso di Genoa e Bari.

Ora la società si prepara ad un nuovo ruolo, in qualche modo ridimensionato, ma apparentemente più chiaro e lineare.

A confermare la svolta (fortemente voluta dal Parlamento che con la riforma della legge Melandri dovrebbe definire il perimetro d’azione dell’advisor) era stato anche Luigi de Siervo.

Il nuovo presidente di Infront Italia aveva confermato in una intervista di qualche mese fa, ripresa anche da CF – calcioefinanza.it: “Un consulente come Infront non potrà più acquisire i diritti di marketing delle squadre. Ma non potranno farlo neppure le tv, ed anche questo paletto è sacrosanto”.

Di Infront si era parlato anche come azienda interessata ad entrare in alcune operazioni di ristrutturazione di nuovi stadi. In particolare a Brescia, dove nel luglio 2015 sembrava chiaro a tutti che l’azienda stesse per varare con la società e il Comune l’operazione nuovo stadio.

Scriveva sulla base di fonti attendibili vicine al dossier sempre CF – calcioefinanza.it in quei giorni: “Il colosso svizzero – più volte evocato nel periodo del salvataggio del club – sarebbe l’unica realtà interessata a realizzare l’opera nel quartiere di Mompiano che dovrebbe sorgere sulle ceneri del vecchio Rigamonti, dove attualmente gioca il Brescia, recentemente retrocesso in Lega Pro ma in odore di ripescaggio in serie B”.

Ma Infront come detto avrà un ruolo nuovo, e le conferme di un suo diverso orizzonte d’azione arrivano proprio da Brescia, dove oggi i quotidiani locali danno notizia di un confronto “molto costruttivo” in Comune sul nuovo stadio.

«Avere il progetto preliminare pronto entro primavera sarebbe un bel risultato: è il limite che ci siamo dati» ha dichiarato – come riportato da Bresciaoggi – Alessandro Triboldi il presidente del Brescia, al termine dell’incontro di martedi pomeriggio in Loggia tra la società e l’Amministrazione comunale sullo stadio.

Ed ancora: “Abbiamo pianificato l’iter da seguire, concordato i passi da fare. Adesso dobbiamo solo dare l’incarico per lo studio di fattibilità”.

Sul tavolo ci sono 5 progetti, la scelta a breve.

Lo stesso quotidiano locale si chiede, chi lo finanzierà? Tempo fa si parlava di Infront come unico giocatore della partita: «Con il Brescia Infront ha esclusivamente un contratto di 5 anni per lo sfruttamento degli spazi allo stadio, stipulato all’inizio della nostra gestione – ricorda il presidente biancazzurro -. Se sarà Infront a occuparsi del nuovo stadio di Mompiano? Prematuro dirlo, comunque non è una scelta obbligata. Al momento opportuno faremo le nostre valutazioni».

A specifica domanda di CF – calcioefinanza.it sul coinvolgimento di Infront, o di società che possano in qualche modo far riferimento al suo management attuale o passato, lo stesso presidente Triboldi ha poi risposto: “Non è nei programmi, valuteremo dopo la prima fase che durerà almeno un anno, il perimetro dei partecipanti del resto non è mai stato definito”.

Nuovi scenari, quindi, che aprono peraltro nuovi spazi di mercato nel calcio italiano. 

Venendo meno il ruolo “commerciale” di Infront (lo stesso De Siervo ha detto chiaramente su cosa vuole puntare per lo sviluppo italiano della società svizzera che fa riferimento a Philippe Blatter) rimarrà un vuoto (ovvero nuove opportunità per aziende nascenti o iniziative di manager già presenti nel mondo del calcio), anche perchè Infront aveva acquisito nell’estate del 2015 GSport, ovvero l’altro player di maggior rilievo in qualità di partner.

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