Si profila una corsa solitaria di Infront per l’assegnazione e la costruzione del nuovo stadio Mario Rigamonti a Brescia. E nelle intenzioni della società c’è la volontà di aprire i cantieri entro la fine della prossima stagione, quindi al più tardi a giugno del 2016. Per il Brescia quindi si profilerebbe l’ipotesi di giocare almeno una stagione in “trasferta” in un impianto vicino e omologato per la serie B (Mantova è un’ipotesi probabile ma vista la situazione societaria e la facilità di collegamenti stradali anche Parma potrebbe essere una destinazione possibile).

Il colosso svizzero – più volte evocato nel periodo del salvataggio del club – sarebbe l’unica realtà interessata a realizzare l’opera nel quartiere di Mompiano che dovrebbe sorgere sulle ceneri del vecchio Rigamonti, dove attualmente gioca il Brescia, recentemente retrocesso in Lega Pro ma in odore di ripescaggio in serie B.

Nei giorni scorsi a palazzo Loggia, sede del Comune di Brescia, si è tenuto un incontro con il presidente del Brescia calcio Alessandro Triboldi, il d.g. Rinaldo Sagramola e l’advisor della società sulla vicenda stadio, l’ingegnere Carlo Cocchi. Dall’altra parte il direttore generale Alessandro Beltrami, il capo di gabinetto Giandomenico Brambilla e il presidente della commissione urbanistica Aldo Boifava (Pd).

L’obiettivo ora è di far inserire nel Consiglio comunale di fine mese l’approvazione della variante al Pgt sul quale il Brescia dovrà lavorare per presentare il progetto dettagliato. L’obiettivo – già annunciato mesi fa da C&F in una lunga intervista a Triboldi – è quello di procedere spediti verso la realizzazione dell’opera che, stando agli obiettivi della società dovrebbe essere realizzata a partire da giugno 2016.

Gli incontri avvenuti negli ultimi giorni hanno evidenziato che Infront dovrebbe essere l’unica società interessata alla realizzazione e quindi, per l’assegnazione dei lavori, si è scelta la procedura della manifestazione d’interesse, che si usa quando il soggetto interessato alla costruzione di un’opera è uno solo.

A quel punto, con uno stadio di proprietà e una situazione finanziaria riportata nei ranghi, il Brescia calcio diventerebbe una società assai appetibile nel panorama internazionale, con un asset patrimoniale importante e una collocazione logistico-geografica estremamente interessante, adiacente a 2 aeroporti come Verona e Bergamo oltre a quello di Montichiari sempre in attesa di un piano di investimento.

La città peraltro sta realizzando anche l’ammodernamento del vecchio palazzetto EIB in disuso e entro due-tre anni potrebbe essere in grado di offrire un quadro interessante di infrastrutture sportive e non solo. Anche per questo Infront ha scelto di entrare in gioco in maniera lungimirante su una realtà che ritiene in grado di svilupparsi e crescere in maniera interessante nel lungo periodo.