Investimenti cinesi nel calcio europeo, Pechino snobba l'Italia e punta su Spagna e Inghilterra

Investimenti cinesi nel calcio europeo – Il primo grande investimento cinese nel calcio europeo avrebbe dovuto riguardare l’Inter. Qualche anno fa Massimo Moratti, prima di cedere il controllo del club…

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Investimenti cinesi nel calcio europeo – Il primo grande investimento cinese nel calcio europeo avrebbe dovuto riguardare l’Inter. Qualche anno fa Massimo Moratti, prima di cedere il controllo del club all’indonesiano Erick Thohir era arrivato ad un passo dal convincere il colosso China Railway Construction Corporation e QSL, un gruppo attivo nella gestione dei diritti sportivi, a rilevare il 15% dell’Inter.

Dopo una trattativa durata alcuni mesi, costata alla holding del presidente nerazzurro circa 1 milione di euro in consulenze a Lazard e allo studio legale Cleary Gottlieb Steen & Hamilton (Ubs e lo studio Negri Clementi erano gli advisor dei cinesi), nell’agosto del 2012 era arrivato anche il comunicato ufficiale della società, che annunciava la finalizzazione dell’accordo. Accordo che invece, al di là dei proclami dell’estate di tre anni fa, non si è mai concretizzato, aprendo la strada al passaggio del controllo dell’Inter alla proprietà indonesiana.

Investimenti cinesi nel calcio – L’asse mai nato tra Pechino e Roma

Ma l’Inter non è l’unico caso in cui soggetti cinesi sono stati indicati come potenziali acquirenti di quote di un club italiano. Di recente anche la Roma, già passata sotto il controllo di James Pallotta e dei suoi soci americani, è stata accostata alla Cina. Nel novembre del 2013 Unicredit, che allora era azionista del club giallorosso con il 20%, lasciò trapelare al Sole 24 Ore la propria intenzione di cedere la partecipazione residua nella Roma a un gruppo cinese, che il quotidiano confindustriale indicò inizialmente con il colosso immobiliare Dalia Wanda Group di Wang Jianlin.

Un indiscrezione durata lo spazio di 24 ore, visto che il giorno seguente Il Messaggero aggiustò il tiro, indicando in Hna Group, una conglomerata con interessi nel trasporto aereo, turismo, immobiliare, vendite al dettaglio, società finanziarie, logistica e con un piede già in Italia, il gruppo cinese che sarebbe stato interessato a diventare socio di minoranza della Roma.

Come sono andate le cose è noto. Nessun gruppo cinese ha investito nella Roma e Pallotta, dopo non poche frizioni con Unicredit si è comprato il 20% del club in mano alla banca, finanziandosi aprendo il capitale della propria holding al gruppo immobiliare Usa Starwood.

Investimenti cinesi nel calcio – Sul Milan finora solo indiscrezioni

La sindrome cinese è toccata poi al Milan di Silvio Berlusconi. Negli ultimi mesi è stato un continuo susseguirsi di indiscrezioni sull’esistenza di gruppi cinesi interessati ad investire nel club rossonero. Il detonatore è stato l’arrivo sulla scena del broker thailandese Bee Taechaubol nel dicembre dello scorso anno, subito accreditato dai media nazionali di importanti entrature con il governo di Pechino, che sotto la presidenza di Xi Jinping sta puntando forte sul calcio, e con istituzioni finanziarie cinesi, a partire dal colosso bancario Citic.

Da allora è stato un continuo fiorire di nomi, alleati o concorrenti di Mr Bee: dalla misteriosa dama cinese, più volte indicata come presente a Casa Milan o nella residenza dell’ex premier ad Arcore, all’immancabile Wang Jianlin di Wanda Group, dal patron della Future Cola (la Coca Cola cinese) Zong Qinghou all’uomo di affari di Hong Kong, Richard Lee, più volte fattosi immortalare a San Siro accanto ai dirigenti del Milan, fino all’imprenditore Poe Qui Ying Wangsuo, noto anche come Mr Pink, balzato all’onore delle cronache grazie alle foto, diffuse sul web da un sito di gossip romeno, che lo ritraevano assieme a Berlusconi intento a firmare delle carte (ma si trattava di un accordo di sponsorizzazione e non del contratto di cessione del Milan).

Ma anche in questo caso, in attesa di sapere se Mr Bee riuscirà a trovare i 480 milioni necessari a rilevare il 48% del Milan, dalla Cina nelle casse del club rossonero non è ancora arrivato un euro.

Investimenti cinesi nel calcio – Gli affari si fanno all’estero

Se in Italia, l’unico vero investimento nel calcio è stato quello di Zhu Xiaodong e Wang Qiangming, i due imprenditori che di recente hanno rilevato il controllo del Pavia Calcio in Lega Pro, ma con l’obiettivo dichiarato di arrivare in pochi anni in Serie A, è all’estero che si sono chiusi i veri affari.

L’acquisizione di Infront, la multinazionale con sede in Svizzera che commercializza i diritti tv del calcio (tra cui quelli della Serie A) e di altri sport, da parte di Wanda Group è stato solo l’inizio. Lo scorso gennaio infatti Wang Jianlin ha anche acquistato il 20% dell’Atletico Madrid per 52 milioni di dollari. Perché lo ha fatto? Secondo alcuni come ripicca a Florentino Perez, che gli ha chiuso le porte del Real Madrid. Secondo altri per ottenere il supporto della municipalità di Madrid ad alcuni importanti progetti immobiliari che il gruppo Wanda vorrebbe realizzare nella capitale spagnola.

Sempre in Spagna il gruppo cinese Rastar ha sottoscritto un accordo che gli permetterà di acquistare, nei prossimi cinque mesi, una quota dell’Espanyol di Barcellona che potrebbe esser inizialmente del 41 % per poi arrivare successivamente al 56%, investendo sin all’inizio una cifra che si aggirerebbe intorno ai 45 milioni di euro.

Lo stesso ha fatto il gruppo CEFC China Energy Company, il sesto gruppo privato cinese attivo nel settore energetico e in quello dei servizi finanziari, che a settembre ha rilevato il 60% dello Slavia Praga. In questo caso le cifre dell’investimento non sono state rese note, ma il gruppo cinese ha importanti interessi economici extracalcistici in Repubblica Ceca che intende presidiare anche attraverso l’importante ritorno di immagine dato dal calcio.

Gli investimenti cinesi nel calcio europeo
Gli investimenti cinesi nel calcio europeo

Chi invece ha davvero fatto le cose in grande sono stati la China Media Capital Holdings di Li Ruigang, magnate dei media considerato il Rupert Murdoch cinese, e Citic Capital, controllata dall’omonimo colosso bancario più volte indicato come uno dei possibili partner del broker thailandese Bee Taechaubol nell’acquisto del 48% del Milan, che martedì 1° dicembre hanno annunciato l’ingresso nel capitale del City Football Group, la holding cui fanno capo tra gli altri Manchester City e New York City FC con il 13%, mettendo sul piatto 400 milioni di dollari (376 milioni di euro) e valorizzando l’intero gruppo 3 miliardi di dollari (2,82 miliardi di euro).