L’Inter ha chiuso l’esercizio al 30 giugno 2025 con debiti finanziari netti pari a 248,4 milioni di euro, in calo rispetto ai 291,8 milioni del 2024. Una riduzione che riflette la stabilizzazione della struttura patrimoniale del club dopo anni di forte leva finanziaria. In base al bilancio al 30 giugno, il patrimonio netto consolidato torna vicino all’equilibrio (–12,3 milioni contro –99,7 milioni nel 2024), mentre l’utile dell’esercizio raggiunge 35,4 milioni di euro, ribaltando la perdita di 35,7 milioni dell’anno precedente.
Evoluzione dell’indebitamento dell’Inter (2016–2025)
Dal 2016 al 2025 l’Inter ha mantenuto un livello strutturalmente elevato di indebitamento netto, con valori oscillanti tra 190 e oltre 300 milioni di euro.
Dal 2018 in poi, il club ha progressivamente sostituito i prestiti bancari con emissioni obbligazionarie, collocate attraverso la controllata Inter Media and Communication S.p.A.
Dopo il bond da 300 milioni del 2017 e quello da 415 milioni del 2022 (6,75% di interesse, scadenza 2027), nel giugno 2025 è stato emesso un nuovo prestito obbligazionario da 350 milioni di euro, destinato a rimborsare integralmente il precedente.
Il nuovo bond, con scadenza 24 giugno 2030 e tasso nominale del 4,52% (TIR 4,77%), prevede pagamenti semestrali di interessi e il rimborso del capitale in un’unica soluzione a scadenza. È garantito dai flussi di cassa futuri derivanti da contratti media, sponsorizzazioni e licensing gestiti da Inter Media.

Al 30 giugno 2025, le obbligazioni in essere ammontano a 346,4 milioni di euro, tutte a lungo termine. I parametri finanziari previsti (in gergo detti covenant), secondo quanto riportato nel bilancio nerazzurro, risultano pienamente rispettati.
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I debiti nel bilancio Inter 2025
I debiti totali ammontano a 660 milioni di euro, in riduzione di circa 75 milioni rispetto al 2024, grazie al rimborso del bond precedente e alla chiusura di passività verso altri finanziatori.
La struttura al 30 giugno 2025 è così composta (valori in migliaia di euro):
- Obbligazioni: 346.422
- Debiti verso soci: 31.365
- Debiti verso banche: 20.107
- Debiti verso fornitori: 66.693
- Debiti tributari e previdenziali: 55.270
- Debiti verso società di calcio: 99.525
I debiti verso soci si riferiscono a interessi maturati e non liquidati sui prestiti concessi dalle controllanti Great Horizon S.à.r.l. e Grand Tower S.à.r.l., con scadenza posticipata al 31 dicembre 2026.
I debiti bancari (20 milioni) riguardano un finanziamento per i lavori di ristrutturazione dei training center.
Rendiconto finanziario 2025: forte generazione di cassa
Il rendiconto finanziario consolidato evidenzia una generazione di cassa operativa pari a 102,7 milioni di euro, più che doppia rispetto ai 46 milioni del 2024.
I flussi da attività d’investimento mostrano uscite per 103,3 milioni, mentre i flussi da attività di finanziamento risultano positivi per 3,7 milioni. Il saldo netto dell’esercizio è positivo per 3,1 milioni, con liquidità finale di 118,2 milioni di euro.
La gestione di cassa operativa al servizio del debito
La gestione di cassa operativa, cioè i flussi di cassa generati dalle attività del club, è il principale indicatore della sostenibilità del debito, più del risultato netto o dell’EBITDA. Misura la liquidità prodotta dal core business (diritti TV, stadio, sponsorizzazioni, premi UEFA, plusvalenze) da cui si pagano stipendi, imposte e debiti. In sintesi, mostra se un club può sostenere il debito e investire con risorse proprie o se dipende da nuovi prestiti e capitalizzazioni.
Nel bilancio 2024/2025, l’Inter ha generato 102,7 milioni di flussi di cassa operativi, contro i 46 milioni del 2023/2024. È un segnale positivo, perché:
- copre ampiamente gli oneri finanziari (35,9 milioni di interessi pagati);
- lascia spazio per gli investimenti in calciatori e infrastrutture;
- dimostra che il club può reggere l’attuale leva finanziaria (circa 250 milioni di debiti netti) senza bisogno di iniezioni immediate di capitale.
L’importante generazione di cassa operativa dell’esercizio 2024/2025 è stata determinata in larga parte dai maggiori incassi legati alla partecipazione alla nuova Champions League – con 136,6 milioni di ricavi UEFA grazie all’approdo in finale (contro i 65,6 milioni del 2023/2024) – e dai 31,4 milioni derivanti dalla partecipazione al Mondiale per Club.
Tuttavia, nel 2025/2026 il contesto sarà differente:
- il Mondiale per Club non si disputerà, e quindi mancheranno i relativi 31 milioni di ricavi;
- i ricavi UEFA potrebbero diminuire qualora il club non replicasse il risultato sportivo della finale.
Pur avendo raggiunto l’atto conclusivo della Champions in due delle ultime tre stagioni, un nuovo exploit non può essere dato per scontato. Un mancato ricavo che sarà, seppur solo in minima parte, impattato positivamente dall’aumento degli incassi da plusvalenze (stimati in circa 28 milioni rispetto ai 14 milioni del 2024/25).
Sul fronte dei costi, invece, un impatto positivo arriverà dalla diminuzione degli oneri finanziari visti i valori più bassi legati al nuovo bond emesso, con cifre quindi inferiori rispetto ai 35,9 milioni di interessi pagati nel 2023/24. Per quanto riguarda invece le altre voci, non sono previste variazioni significative: secondo le stime di Calcio e Finanza, il costo della rosa dell’Inter per la stagione 2025/2026 registra una lieve flessione da 200 a 194 milioni.
Tuttavia, in caso di necessità nel corso della stagione 2025/2026, l’Inter avrebbe davanti due opzioni principali:
- Fare cassa attraverso il player trading, monetizzando parte del valore latente della rosa;
- Fare ricorso a nuova finanza del socio Oaktree, che ha già confermato il proprio sostegno patrimoniale e finanziario alla società.
Sul fronte del player trading, i margini sono ampi: al 30 giugno 2025, i diritti pluriennali dei calciatori iscritti a bilancio ammontano a 164,5 milioni di euro, a fronte di un valore di mercato della rosa stimato tra 690 milioni (fonte: Transfermarkt) e 724 milioni (fonte:Football Exchange).
Questo gap di oltre mezzo miliardo tra valore contabile e valore di mercato rappresenta una leva finanziaria strategica, che il club potrebbe azionare in caso di minori ricavi sportivi o televisivi, generando plusvalenze mirate e mantenendo la sostenibilità del bilancio senza compromettere la stabilità patrimoniale.
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Debiti Inter, il sostegno di Oaktree
Dal 22 maggio 2024, l’Inter è controllata da Oaktree Capital Management, fondo americano con 209 miliardi di dollari di asset in gestione (AUM), che ha rilevato il 99,6% del capitale del club, a seguito al mancato rimborso del prestito triennale concesso dalla stessa Oaktree alle società a monte del club controllate dalla famiglia Zhang (Suning).
Nel corso dell’esercizio 2024/2025, Oaktree ha:
- Convertito 3 milioni di euro di finanziamenti in riserva di capitale;
- Effettuato versamenti complessivi per 49 milioni di euro.
La missione del fondo è “garantire stabilità operativa e finanziaria al Gruppo F.C. Internazionale Milano”, mantenendo la competitività sportiva e incrementando la presenza commerciale globale, tanto da confermare il proprio impegno finanziario e patrimoniale a supporto della società anche per quanto riguarda il progetto del nuovo stadio.