Il Milan si avvicina sempre di più ad avere la propria seconda squadra iscritta in Serie C. I rossoneri sarebbero il terzo club di Serie A a optare per questa strada dopo Juventus e Atalanta.
Per l’ufficialità, la società di RedBird, che ha già messo a punto un piano da 12 milioni di euro, dovrà attendere le prossime settimane quando la Covisoc darà i suoi verdetti in merito alla documentazione presentata dalle varie squadre che hanno il diritto di iscriversi al campionato. La situazione che sembra più incerta, al momento, è quella dell’Ancona che è riuscita a rispettare i tempi, ma su cui pende il mancato pagamento di alcune mensilità.
Seconda squadra – I problemi infrastrutturali in casa Inter
Per regolamento, la seconda squadra di una formazione di Serie A può accedere alla Serie C solamente se una delle società che ha diritto a iscriversi al torneo viene esclusa, lasciando così un posto vacante. L’Inter avrebbe avuto diritto per prima di costituire la seconda squadra (tra i club di Serie A), ma in casa nerazzurra il progetto per ora non ha preso piede. Ma da cosa dipende questa scelta? Che differenze ci sono con il Milan?
Considerando che l’aspetto economico è meno rilevante per un progetto di questo tipo (a livello di costi), una seconda squadra comporta impegni logistici non di poco conto. Infatti, oltre al fatto di dover affrontare delle trasferte che possono diventare parecchio insidiose (in base all’inserimento in uno dei tre gironi disponibile), c’è da considerare la necessità di spazi addeguati – e quindi di infrastrutture – per gli allenamenti e le partite. E qui anche delle grandi società come l’Inter riscontrano attualmente problemi all’apparenza insormontabili.
A parlarne è stato recentemente l’amministratore delegato e neo presidente del club nerazzurro, Giuseppe Marotta: «È chiaro che, come Inter, abbiamo un problema che spero si possa risolvere presto, quello delle strutture, perché non abbiamo un centro sportivo adeguato che consentirebbe all’Under 23 di allenarsi bene. Il motivo è legato alle strutture, che è un problema di tutti anche a livello giovanile», ha sottolineato durante la recente presentazione del nuovo logo della Serie C. E sullo stesso tema si è espresso così Massimo Tarantino, responsabile del settore giovanile nerazzurro: «Il livello prima squadra è così alto che è difficile per un nostro giovane inserirsi a breve in prima squadra ma ci sono comunque giocatori con potenzialità per fare carriere di buon livello. Tutti i grandi club ce l’hanno in testa e tra questi anche l’Inter rifletterà per capire quando è il momento più opportuno. È un progetto non semplice ma ho la convinzione che nel prossimo futuro anche l’Inter allestirà una Under23», le sue parole durante il Festival della Serie A a Parma.
Insomma, il progetto seconde squadre può piacere a molte realtà della nostra Serie A, ma a recitare un ruolo predominante è il fattore infrastrutture. E se trovare un impianto che rispetti le norme per ospitare le partite ufficiali non sembra essere un particolare problema, il fatto di dover trovare uno spazio per gli allenamenti settimanali, senza staccare la seconda squadra dalle altre realtà di un club, può costituire un problema.
Infatti, ormai sette anni fa, l’Inter aveva pensato di trasferire tutte le proprie attività a Milano, lasciando così Appiano Gentile. Risale al 2017 l’ormai naufragato progetto di sfruttare la cosiddetta Piazza D’Armi, che si estende per 45 ettari tra la Caserma Santa Barbara, i magazzini militari di Baggio, l’ospedale San Carlo Borromeo e via Forze Armate.
Una strada che sembrava anche ben avviata in quegli anni con dei colloqui fra l’Inter e Invimit, la società che era incaricata del recupero e della valorizzazione dell’area, con incontri fra le parti a cui ha partecipato quello che è tutt’ora l’amministratore delegato Corporate dei nerazzurri, Alessandro Antonello. Il progetto aveva anche il placet iniziale dell’amministrazione comunale, che vedeva il progetto Inter come una grande possibilità per riqualificare l’intero quartiere.
L’opzione Piazza d’Armi è ormai decaduta, ma un progetto di ampliare la Pinetina per ricavare nuovi spazi è nell’idee dell’Inter, che comunque non la considera una priorità, visto anche il momento storico del club nerazzurro, appena passato sotto il controllo del fondo statunitense Oaktree e che ha già sul tavolo diversi progetti, fra cui quello del nuovo stadio. Anche a livello di settore giovanile, se il Milan ospita tutte le sue squadre al Centro Sportivo Vismara (ora Puma House of Football), le giovanili dell’Inter si dividono tra Accademia Inter (fino all’Under 14) e Interello (dall’Under 15 in su), senza dimenticare che la Primavera ha spesso giocato in anni recenti le sue partite casalinghe allo stadio Breda di Sesto San Giovanni, che ospita la Pro Sesto in Serie C.
Seconda squadra – Le scelte del Milan
Al momento, quindi, la creazione di una seconda squadra sembra porre una serie di problematiche per i nerazzurri. Intanto, nell’altra sponda del Naviglio sono pronti a dare il via al progetto Under 23 con Daniele Bonera in panchina e Francesco Camarda, ormai prossimo alla firma del primo contratto da professionista, a guidare il gruppo dei giovani rossoneri.
Il club di RedBird dovrebbe aprire le porte di Milanello anche al nuovo gruppo squadra, per un totale di 50-55 giocatori da considerare separati solamente a livello “formale”. L’allenatore della Prima Squadra avrà a disposizione un gruppo “aggregato” di giocatori da cui attingere. Superato il problema strutture per gli allenamenti, per quanto riguarda le partite la soluzione individuata risponde al nome di “Chinetti”, lo stadio di Solbiate Arno per il quale il Milan ha previsto un investimento da oltre 700mila euro al fine di apportare le migliorie necessarie per disputarvi match di Serie C.