Calciatori in politica
Foto: Fabrizio Carabelli

«Si sono mescolati politica e calcio ed è il primo errore». Così Sergio Ramos, capitano del Real Madrid, commentava qualche anno fa la presa di posizione del compagno di Nazionale e difensore del Barcellona Gerard Piquè, a proposito del referendum per l’indipendenza della Catalogna.

Quello dell’incrocio tra il mondo del pallone e la politica è da sempre un tema molto dibattuto, e diversi sono gli esempi di calciatori che si sono spesi – e prestano tuttora la loro voce – per questioni che valicano il terreno di gioco.

Tra le più recenti ricordiamo la denuncia del trequartista ex Arsenal Mezut Ozil sul trattamento subito dai musulmani dello Xinjiang in Cina (gli Uiguri), ma anche la polemica tra LeBron James e Zlatan Ibrahimovic, con lo svedese che aveva detto di non amare «quando le persone con qualche tipo di “status” parlano di politica, fai solo quello in cui sei bravo», scatenando la replica del campione dell’NBA.

La notizia di giornata riguarda tuttavia un ex calciatore italiano: Claudio Marchisio. L’ex centrocampista della Juventus, già noto per essere attivo su diversi temi fuori dal campo (nel 2019 ha iniziato anche a collaborare con Il Corriere della Sera), potrebbe essere il candidato a sindaco di Torino per conto del PD.

Calciatori in politica – Da Tardelli a Rivera

Non si tratta del primo giocatore accostato a un ruolo di questo tipo, dato che per la corsa alle elezioni comunali che si terranno a Milano era stato indicato l’ex difensore del Milan Franco Baresi come potenziale candidato a sindaco per conto del centrodestra.

Ma la storia recente è piena di storie di ex calciatori, che a fine carriera hanno tentato il percorso politico. Basti pensare a Marco Tardelli, candidato nel 2014 con il Partito Democratico per le elezioni europee, senza però essere eletto.

Marco Tardelli
Marco Tardelli (Insidefoto)

Come lui, altri eroi del Mondiale di Spagna ’82 ci hanno provato. Alessandro “Spillo” Altobelli, per esempio, negli anni novanta è stato assessore allo sport per il comune di Brescia e nel 1996 ha provato a entrare alla Camera per il collegio Brescia – Roncadelle ma, nonostante l’appoggio del centrodestra, non ha ottenuto la percentuale di voti necessaria.

Antonio Cabrini si è candidato invece tra le fila dell’Italia dei Valori di Di Pietro assumendo il ruolo di responsabile per la regione Lazio del Dipartimento politiche dello sport, mentre Paolo Rossi – scomparso di recente all’età di 64 anni – si è candidato nel 1999 alle elezioni europee nel collegio Nord-Est con Alleanza Nazionale, entrando pure nelle grazie di Gianfranco Fini.

Del gruppo del Mundial fanno parte anche Giovanni Galli – candidato sindaco di Firenze per la coalizione di centrodestra alle elezioni amministrative del 2009 – e Francesco “Ciccio” Graziani, che nel 1994 è stato sostenuto da Forza Italia e dalle altre forze di destra per il Senato per il collegio di Arezzo. Tuttavia, un basso numero di voti non gli ha permesso di essere eletto.

Uno degli ex giocatori più attivi in politica è stato sicuramente Gianni Rivera. Pallone d’Oro nel 1969, Rivera è stato eletto quattro volte alla Camera con la Democrazia Cristiana e Patto Segni, per poi candidarsi senza successo al Senato con Bruno Tabacci.

Rivera aveva poi lasciato il movimento di Segni dapprima per Rinnovamento Italiano e poi per i Democratici di Romano Prodi, coi quali confluì in seguito nella Margherita. È stato sottosegretario alla Difesa per i governi Prodi I, D’Alema I e II e Amato II.

Nel 2005 subentrò a Mercedes Bresso come deputato del Parlamento europeo, cui era stato candidato alle elezioni del 2004 per la lista di Uniti nell’Ulivo ricevendo in Nord-Ovest 45 mila preferenze. Ha fatto parte del gruppo dei Non iscritti, per aderire poi nel 2008 al movimento politico centrista della Rosa per l’Italia.

Alle elezioni europee del 2009 si ricandida, nelle file dell’Udc nella circoscrizione Centro ricevendo 7.600 preferenze, non sufficienti a essere rieletto. In occasione delle elezioni amministrative del 2011 ha sostenuto a Milano il candidato sindaco di centrodestra Letizia Moratti, presentandosi come capolista della lista Unione Italiana-Librandi, ottenendo tuttavia solo 20 preferenze.

Nel 2013 – infine – si è candidato infine alle elezioni politiche per il Senato nelle liste del Centro Democratico di Bruno Tabacci; il risultato del partito in Emilia-Romagna e Friuli-Venezia Giulia non gli ha consentito di ottenere un seggio all’assemblea di Palazzo Madama.

Anche l’ex Juve Massimo Mauro ha tentato la carriera nell’ambiente e nel 1996 è stato eletto per la Calabria nella Camera dei Deputati con il partito L’Ulivo. Sempre dal bianconero la storia di Stefano Tacconi, che nel 1999 si candida, senza successo, con Alleanza Nazionale.

Meglio è andata a Carlo Nervo, diventato sindaco del comune di Solagna nella provincia di Vicenza. Un incarico che ha mantenuto dal 2009 al 2014, per conto della Lega Nord. Stesso partito per cui si è candidato a Bergamo Giuseppe Savoldi, anche lui ex Bologna come Nervo.

Infine, tra gli italiani non si può dimenticare Renzo Ulivieri, iscritto al Partito comunista italiano negli anni Sessanta, diventato consigliere comunale ed assessore, per confluire negli anni Novanta nei Democratici di sinistra, per poi aderire alla fine negli anni Duemila prima al Partito democratico e poi a Sinistra ecologia libertà.

Julio Cruz
Julio Cruz ai tempi dell’Inter (Insidefoto / Paco Serinelli)

Calciatori in politica – Storie dall’estero

E all’estero? Altri volti noti che sono passati per la Serie A – ma non solo – si sono reinventati (o hanno provato a farlo) nel mondo della politica, come ad esempio l’ex Inter Julio Ricardo Cruz, che si è candidato a sindaco della città di Lomas de Zamora vicino a Buonos Aires.

Maggio successo ha ottenuto invece Kakhaber Kaladze, attualmente sindaco di Tiblisi in Georgia, che tra il 2012 e il 2017 è stato anche Ministro dell’Energia nel Paese. Tra gli altri ex Milan si ricordano anche Shevchenko, che ha scelto di aderire al partito “Ucraina – Avanti!”, ma soprattutto George Weah, che al suo terzo tentativo è diventato Presidente della Liberia.

Anche l’ex allenatore di Belgio e Costa d’Avorio Marc Wilmots si dimise nel 2003 dallo Schalke 04 per entrare in politica e diventare membro del Senato belga per il partito liberale dei francofoni. Nel 2005 si dimise dal ruolo di senatore, uno dei pochissimi nella storia del Belgio ad averlo fatto.

Chiusura dedicata infine alla leggenda del Brasile Romario, che dopo aver scritto la storia del calcio, ha pensato bene di candidarsi al Senato carioca, ottenendo al primo tentativo una poltrona. Sulle sue orme anche Bebeto: l’ex attaccante di Flamengo e Deportivo La Coruna ha tentato la strada politica sempre in Brasile, preferendo però un livello maggiormente “locale” ed è stato eletto Deputato regionale nel 2010.

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