Premier League partite febbraio
(Photo by Catherine Ivill/Getty Images)

Nella giornata di ieri è arrivata l’ufficialità dell’acquisto dello Spezia da parte di Robert Patekimprenditore partner di MSD Capital, che ha deciso di investire nel club ligure a titolo personale.

Un legame, quello con il calcio, che riguarda la stessa MSD, che con l’emergenza Coronavirus ha portato a termine diverse operazioni nel mondo del pallone nel Regno Unito. Come spiega il Financial Times, la crisi post-Covid ha portato con sè problemi di liquidità per le società calcistiche e il conseguente avvicinamento dei fondi d’investimento in grado di garantire queste risorse (ne è esempio anche la trattativa della Serie A con la cordata Cvc-Advent-Fsi).

Questo considerando che le banche commerciali in Inghilterra – spiega il FT – hanno paura ad avvicinarsi al calcio, troppo rischioso in questo momento, soprattutto per la paura del danno reputazionale che potrebbe derivare dal bussare alle porte di club con milioni di tifosi in difficoltà, soprattutto per la riscossione di un debito.

E così la MSD ha trovato spazio all’interno del calcio inglese, confidando nel fatto che il suo appeal e la sua portata globale riemergeranno indenni dalla pandemia. La compagnia ha già prestato 80 milioni di sterline al Southampton, ha provveduto a fornire 200 milioni per l’acquisizione del Burnley e ha concordato un prestito anche al Derby County.

Denaro che serve come l’ossigeno, in una Premier League che con la sola assenza dei tifosi negli stadi sta perdendo nel complesso 100 milioni al mese. L’altro grande vantaggio che può garantire MSD è l’orizzonte temporale dei prestiti, molto più esteso dei soliti prestiti a breve termine che caratterizzano i club calcistici.

Tutto ciò, ovviamente, ha un prezzo. A differenza del piano prestiti della Bank of England, che garantiva tassi di interesse significativamente bassi, quelli della MSD presentano costi considerevoli. Si prenda ad esempio l’accordo con il St. Mary’s Football Group, la holding proprietaria del Southampton: prestito di 78,8 milioni di sterline, da ripagare entro il 2025, con un tasso di interesse intorno al 9,14%. Tasso in linea con quanto richiesto ad altri club, ma troppo elevato per la Premier League, che ha infatti rifiutato la proposta.

La società americana, in ogni caso, non sarebbe interessata a rilevare nessuna delle società alla quale ha fatto avere risorse. Rimane comunque una riprova del recente attivismo dei fondi americani, che da diversi mesi guardano con occhio sempre più rapace al calcio europeo.

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