Il servizio delle Iene su Lotito-Zarate
Claudio Lotito (Foto Insidefoto Andrea Staccioli)

Il servizio delle Iene su Lotito-Zarate non è ancora andato in onda ma ha già sollevato un vespaio di polemiche. Anche se si parla di una vicenda, quella relativa alle modalità di pagamento di Mauro Zarate da parte della Lazio, già salita agli onori delle cronache negli scorsi anni.

Bisogna infatti tornare indietro di otto anni per il giudizio della Giustizia federale, di nove anni per lo scontro pubblico tra Zarate e Lotito e di ben 12 anni per il fatto in se.

Notizie non nuove, verrebbe da dire, se non che lo scontro tra Mauro Zarate e il presidente della Lazio, Claudio Lotito, è tornato a riempire le pagine di quotidiani e siti negli ultimi giorni, complice il servizio delle Iene su Lotito-Zarate che ha fatto riemergere la diatriba. Ma non solo, considerando già a gennaio 2020, come emerge dalla semestrale al 31 dicembre 2019 del club biancoceleste, la Pluriel Limited aveva chiesto alla società 3,2 milioni di euro proprio per la questione Zarate.

Il servizio delle Iene su Lotito-Zarate, le parole di Luis Ruzzi

La vicenda viene ricostruita dalle parole di Luis Ruzzi, intermediario per gli affari Batistuta e Simeone in Italia oltre ovviamente a Zarate, nel servizio delle Iene, non andato in onda lasciando a Lotito il diritto di replica verso la prossima puntata. “Voglio denunciare le grandi irregolarità che ha fatto il presidente Lotito”, esordisce Ruzzi. Nella trattativa per portare Zarate in Italia durante l’estate 2009 (dopo il primo anno in prestito dall’Al Sadd) “il presidente mi dice ‘guarda Luis per essere tranquillo ti offro 20 milioni in 5 anni, va bene?’. Va bene, allora firmiamo per la Lazio”.

“Quando arriviamo al giorno della trattativa finale, lui viene fuori dicendo: ‘Non vi dò i 20 milioni come stipendio, come stipendio ve ne dà 7, il resto ve lo dò tramite un amico mio’ e ci presenta questo personaggio che è Riccardo Petrucchi, agente Fifa, però si presentava per una società inglese che si chiama Pluriel. Con cui firmiamo un contratto, tra la Pluriel e una società che ha dovuto aprire il fratello di Zarate in Uruguay, la Moisen. In questo contratto ci riconosce 14 milioni, uno se lo dovrà tenere per tutto questo servizio. La Pluriel girava i soldi che prendeva dalla Lazio, che erano i soldi  del giocatore, e i soldi viaggiavano”.

“È una cosa normale? Per Lotito è normale, per il resto del calcio no. Perché un datore di lavoro se dà 7 milioni a un dipendete, lo stipendio gliene costa più di 14 per le tasse. Invece su questi 15 milioni non paghi le tasse, è chiaro che stai facendo una evasione importante. Come ha fatto la federazione ad accettare tutto questo, come ha fatto a non castigarlo. Tornato dall’Inter, lo ha messo fuori squadra perché non ci voleva pagare. A ottobre ci doveva dare 3 milioni di euro attraverso questo giro, ma non li diede alla Pluriel. Il giocatore non sapeva che fare. Perché non ho detto niente finora? Non potevo raccontare la verità perché avrei dovuto dire cosa aveva fatto Lotito, che è una cosa fuorilegge. Avevo paura di pregiudicare la carriera del giocatore. Volevo solo andare via, pensavo che anche Lotito ci volesse agevolare sapendo di questa situazione ma non l’ha mai fatto. Lui è un prepotente, lui dice ‘non basta avere ragione, devi trovare chi te la dà’. In Federazione non gli dicono niente, lui si sente il proprietario”.

Il servizio delle Iene su Lotito-Zarate, il racconto di Zarate

Racconto a cui si aggiunge anche quello di Mauro Zarate in persona: “20 milioni in 5 anni? È vero, non solo me lo ha detto ma lo ha anche firmato. Soldi che partono da società inglese? Sì, con una persona che si chiama Petrucchi. Lui li dava a mio fratello e poi lui li girava a me. Io non l’ho mai visto ma dal primo giorno che ho firmato il contratto già sapevo come erano le cose”, le parole del gioatore a Le Iene.

Così, quindi, Ruzzi e Zarate hanno raccontato a Le Iene la loro versione della vicenda. In cui entra in gioco anche Paolo Di Canio, che già nel 2011, in diretta su Mediaset Premium proprio con Lotito, svela le cifre: “Si parla di 37 milioni spesi per Zarate, mi sembra di aver letto 14,9 milioni di transazioni” al cartellino. Parole che mandano su tutte le furie Lotito in diretta.

Zarate-Lotito, a gennaio causa da 3,2 mln alla Lazio

L’inchiesta della Procura federale del 2012 sui casi Zarate e Cruz

Tuttavia, anche la Procura Figc vuole vederci chiaro, così come la Covisoc che nel febbraio 2012 invia una segnalazione ai procuratori della Federazione sulle cifre dell’affare Zarate, oltre che quelle relative a Julio Cruz. La Commissione Disciplinare Nazionale della Figc indaga e il 26 aprile 2012 emette il suo verdetto, ricostruendo tra l’altro numeri e affari

Tuttavia, il centro dell’indagine riguarda il fatto di essersi “avvalso dell’attività dell’agente Sig. Riccardo Petrucchi, ed aver corrisposto per la medesima attività un compenso alla Società Pluriel Limited, di cui il Petrucchi era Legale Rappresentante anziché all’agente personalmente, per la stipulazione del contratto di prestazione sportiva con il calciatore Sig. Mauro Zarate del 4/6/2009”, le motivazioni per il deferimento.

“L’attività di indagine della Procura federale ha preso avvio da una nota inviata dalla Commissione Vigilanza Società di Calcio (Co.Vi.So.C.) con la quale, a seguito della visita ispettiva effettuata presso la sede della Società Lazio in data 22 ottobre 2009, veniva evidenziato che nella stagione sportiva 2009/2010 erano stati iscritti in contabilità debiti risultanti da pagamenti effettuati in favore di Procuratori stranieri. In particolare la CO.VI.SO.C. segnalava: A) La Società Van Dijk B.V. (Olanda) per il calciatore Julio Ricardo Cruz per € 2.150.000; B) la Società Pluriel Limited (Inghilterra) per il calciatore Mauro Matias Zarate per € 2.350.000”, spiega la Commissione Disciplinare.

“La Co.Vi.So.C. osservava anche che in relazione alla scrittura privata con la Società londinese Pluriel Limited per il tesseramento del calciatore Mauro Mattias Zarate, calciatore proveniente da Società estera (Società araba Al Saad), il Legale rappresentante, Sig. Riccardo Petrucchi, risultava invece essere un agente calciatori della F.I.G.C.. La nota Co.Vi.So.C. evidenziava anche che l’accordo con la Pluriel Limited prevedeva la corresponsione, in cinque anni, dell’’esorbitante compenso complessivo di € 14.950.000,00 netti mentre per il costo di acquisizione del calciatore Zarate risultava iscritto a bilancio l’importo di € 20.200.000,00 come da pagamento effettuato alla precedente Società titolare del tesseramento (Società araba Al Saad); l’importo complessivo del contratto economico 4 giugno 2009, della durata di cinque anni, con il calciatore Zarate era infine pari ad € 7.200.000,00 netti comprensivo di premi. La CO.VI.SO.C. faceva notare che la Società Lazio si era avvalsa delle prestazioni della Società Pluriel Limited per diversi calciatori non solo per la stagione sportiva 2009/2010 ma anche per quella 2008/2009, pattuendo compensi di rilevante entità, non in linea con i costi di acquisizione dei calciatori”.

Petrucchi non si presenta alle audizioni della Commissione Disciplinare, anche se probabilmente una difesa sarebbe servita a poco. “Il Petrucchi ha certamente violato la normativa federale sotto vari profili. Non solo non ha utilizzato il modulo prescritto per ottenere il mandato in questione ma non ha neppure depositato alcun mandato scritto presso i competenti organi federali”, si legge. “Il Regolamento agenti impone infine che il mandato debba essere conferito personalmente all’agente che può organizzare la sua attività imprenditorialmente. La Pluriel Limited esercita attività di impresa e quindi il Petrucchi poteva certamente organizzarsi con questa modalità operativa. Il mandato a lui conferito avrebbe dovuto però essere rilasciato non già alla Società bensì alla persona fisica anche al fine di rendere immediatamente percepibile chi fosse l’agente (che non può celarsi dietro fantasiose denominazioni) e che non ricorressero situazioni di incompatibilità. Come già detto in questa delicata materia che coinvolge molteplici aspetti, anche fiscali, il rigore formale è essenziale e costituisce l’unica garanzia di trasparenza e di regolarità amministrativa”.

Lazio-Zarate, la sentenza della giustizia sportiva

Si arriva così alla sentenza: “Per quanto attiene il mandato rilasciato dal Lotito in favore della Società Pluriel Limited, valgono le considerazioni in ordine alla necessità che il mandato sia conferito personalmente all’agente nonchè all’utilizzo dei moduli all’uopo predisposti. Non c’è dubbio infatti che il mandato rilasciato dal Lotito sia stato conferito direttamente alla Pluriel Limited anziché al Petrucchi in palese violazione della normativa vigente”. Per poi aggiungere: “Tutte le violazioni contestate ai deferiti devono quindi ritenersi provate”.

La condannda, anche per il caso Cruz, è una inibizione di 10 mesi per Lotito con multa da 80mila euro per la Lazio, mentre sospensione della licenza per 7 mesi e multa di 30mila euro per Petrucchi. Il 28 agosto 2012, poi, in appello l’inibizione di Lotito viene ridotta a due mesi e la multa alla Lazio a 20mila euro. Una sentenza che riguarda tuttavia la sola violazione relativa al mancato mandato diretto che andava dato a Petrucchi e non alla società: ora invece la Procura Figc pare intenzionata ad approfondire le presunte irregolarità nelle modalità di pagamento dello stipendio del calciatore argentino con possibili violazioni della disciplina fiscale e di redazione dei bilanci delle società professionistiche, elementi non trattati nella prima indagine della Procura nel 2012.