Lazio caso Zarate
(Photo by Paolo Bruno/Getty Images)

Il nome di Mauro Zarate è balzato nuovamente agli onori della cronaca, nonostante siano ormai trascorsi oltre tre anni dalla sua ultima apparizione in Serie A. A far tornare d’attualità il calciatore ci ha pensato la trasmissione televisiva Le Iene, con un servizio che coinvolge l’argentino e la Lazio di Claudio Lotito.

Al centro dell’inchiesta, il pagamento dello stipendio del calciatore, che sarebbe avvenuto in parte in nero. Il servizio era in programma per la serata di ieri, ma Le Iene lo hanno sospeso per offrire a Lotito diritto di replica. Nel frattempo, anche la Procura della FIGC ha aperto un’inchiesta.

La storia tra la Lazio e Zarate si dimostra travagliata sin dal principio, a seguito dell’operazione che porta il giocatore a vestire la maglia biancoceleste. Zarate era di proprietà dell’Al-Sadd, club qatariota dal quale i biancocelesti lo rilevarono (prima in prestito, per 2,4 milioni e poi a titolo definitivo, per 20 milioni).

Dal trasferimento nacque un contenzioso tra il Velez – società in cui Zarate era cresciuto – e il club di Lotito sul pagamento dei contributi di solidarietà. La Lazio sosteneva che nessun contributo fosse dovuto, poiché non vi era stato nessun accordo tra club, e Zarate aveva solamente esercitato il proprio diritto di recedere dal contratto con l’Al-Sadd per trasferirsi in Italia.

Dopo una lunga battaglia il TAS confermò tuttavia che la Lazio dovesse versare 727 mila euro al club argentino per i contributi di solidarietà.

I contrasti tra Zarate e la Lazio hanno inizio invece nel luglio del 2013, quando il giocatore provvede a risolvere unilateralmente il contratto con i biancocelesti, ricevendo dalla FIFA l’ok per il provvisorio tesseramento del giocatore, di ritorno al Velez Sarsfield.

Si sussegue una battaglia a colpi di ricorsi e contro-ricorsi, durante la quale la Lazio chiede – e inizialmente ottiene – un risarcimento del danno per 5,26 milioni di euro più interessi. In seguito, è lo stesso Zarate ad appellarsi al TAS (nel 2015), con il Tribunale che stabilisce che nulla deve essere riconosciuto alla Lazio da parte dell’attaccante e del Velez.

Il successivo ricorso della Lazio sulla questione – datato 2016 – viene respinto e «pertanto si è proceduto alla svalutazione integrale del valore residuo del diritto sportivo iscritto in bilancio, come meglio dettagliato nelle note illustrative», si legge nel bilancio 2017 del club biancoceleste.

Il nome di Zarate torna tuttavia a fare capolino nella semestrale 2019/20 del club biancoceleste. «Nel mese di gennaio 2020 – si legge nel documento – è stato notificato alla S.S. Lazio Spa una citazione dalla Pluriel Limited per l’importo di Euro 3.287 migliaia, quale somma risultante dalla differenza tra il compenso di Euro 3.750 migliaia dovuto nella Stagione Sportiva 2013/2014 e quello di Euro 463 migliaia percepito per il periodo 01.07.13-14.08.13, sul presupposto della responsabilità della Lazio nella risoluzione del contratto con il calciatore Zarate».

«La Società – prosegue il comunicato –, dato che sia il lodo arbitrale che la sentenza della Corte di Appello di Roma hanno escluso tale responsabilitaà e sulla base del parere del proprio legale, ritiene che non possano derivare ulteriori passività significative da iscrivere in bilancio».

Dunque, il rapporto tra i biancocelesti e il calciatore argentino appare sempre più intricato. Il servizio de Le Iene – in programma martedì prossimo, 2 giugno – potrà forse fornire qualche risposta in più sulla questione.