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Il presidente Rybolovlev e Alberto di Monaco al Louis II (Insidefoto.com)

Anche il Monaco avrebbe tentato di aggirare le regole relative al Financial Fair Play. Lo rivelano ancora una volta i documenti di Football Leaks, secondo i quali il club francese ha cercato – senza effettivamente riuscirci – di incassare 140 milioni di euro tramite una sponsorizzazione fittizia, dopo essersi qualificato per la fase a gironi di Champions League nel 2014.

La necessità di trovare risorse per poter sottostare ai vincoli del FFP ha spinto dunque il club del Principato – secondo quanto scrive il sito d’informazione francese “Mediapart” – a siglare una partnership con AIM Digital Imaging.

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L’obiettivo del proprietario del Monaco Dimitri Ryblovlev era quello di far entrare nelle casse del club 140 milioni di euro l’anno dai propri fondi, tramite una sponsorizzazione con la società in questione, un’offshore a Hong Kong che a sua volta riceveva lo stesso importo più 2,2 milioni di commissioni annui proprio dal patron del club stesso. 



Tuttavia, al contratto non è mai stata data esecuzione. Rybolovlev ha dunque dovuto trovare un accordo con l'UEFA (con a capo Michel Platini), che ha optato per una sanzione piuttosto morbida: 2 milioni di euro di multa a fronte di un rosso di bilancio da 167 milioni di euro in tre anni, nettamente superiore al limite consentito dal FFP.

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A seguito della notizia, il Monaco si è difeso in una nota, attraverso la quale ha spiegato: «Il club nega fermamente di aver aggirato il Financial Fair Play attraverso un contratto con un'agenzia di marketing, contrariamente a quanto affermato dai media francesi ed europei». Il club ha ammesso di aver cercato un accordo con la società in questione, seppur questo contratto includesse «risorse di marketing, sponsorizzazioni ma anche tutte le entrate legate alla Champions League. L'agenzia avrebbe solo dovuto trovare 30 milioni di euro di risorse aggiuntive. Ma questo contratto (che si è rivelato troppo ambizioso e irrealizzabile) non è mai stato portato a termine e come tale non è mai entrato nei conti del club. Non è stato quindi mai utilizzato nel contesto del Fair Play Finanziario».

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