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Leonardo Bonucci e Hakan Calhanoglu (Foto: Insidefoto)

Il no della Uefa alla richiesta di settlement agreement avanzata dalla dirigenza del Milan e il rinvio della pratica sul Fair Play Finanziario alla camera arbitrale del CFCB, che si pronuncerà in giugno sulle sanzioni, rimette in moto le indiscrezioni su un possibile cambiamento negli assetti proprietari del club.

Uno dei punti sui quali si è concentrata l’ attenzione dell’ organismo di controllo della Uefa, come già in occasione della bocciatura della richiesta di voluntary agreement, è il rifinanziamento del debito (303 milioni) contratto dal Milan e dal suo azionista Yonghong Li nei confronti del fondo Elliott.

«Tra gli altri fattori, permangano incertezze sul rifinanziamento del debito e sugli effetti passivi da pagare entro ottobre 2018», ha fatto sapere la Uefa.

Ma altri dubbi sono legati alle reali consistenze patrimoniali di Li, al ruolo che avrà in caso Elliott e, infine, sulle potenzialità dello sviluppo del business in Cina.

In questo senso il quotidiano finanziario MF rilancia oggi uno scenario circolato già nelle scorse settimane, ma che avrebbe ripreso consistenza alla luce della decisione di ieri della Uefa.

Secondo MF, il dossier Milan sarebbe sulla scrivania dei manager della banca d’affari Goldman Sachs, che si starebbe muovendo assieme al miliardario americano  Stephen Ross, proprietario dei Miami Dolphins, squadra di football americano.

L’ interesse dell’ imprenditore made in Usa, come già riferito da Repubblica, è legato anche alla possibilità di definire un processo di sviluppo immobiliare e commerciale legato al business del calcio.
Mentre Goldman Sachs, già coinvolta direttamente e indirettamente nel progetto della Roma di James Pallotta e relativa realizzazione dell’ impianto sportivo a Tor di Valle, vorrebbe raddoppiare la presenza sul mercato calcistico e immobiliare italiano, aprendo il file del Milan. È probabile che tutto si chiarirà a giugno, prima che inizi il calciomercato.