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David Han Li, Marco Fassone, Massimiliano Mirabelli (Insidefoto.com)

La Uefa non ha concesso al Milan il settlement agreement proposto per quanto riguarda la questione del Fair Play Finanziario. La risposta del massimo organismo europeo arriva dopo che già era stata respinta la richiesta da parte del club rossonero di siglare un voluntary agreement.

«La camera di investigazione dell’Organo di Controllo Finanziario per Club UEFA (CFCB) ha deciso di rinviare l’AC Milan alla camera arbitrale del CFCB per la violazione delle norme di fair play finanziario, in particolare in merito al requisito di pareggio di bilancio – si legge nella nota dell’Uefa -. Dopo un attento esame di tutta la documentazione e delle spiegazioni fornite dal club, la camera di investigazione considera che le circostanze del caso non consentano la conclusione di un settlement agreement».

«In particolare, la camera di investigazione è del parere che, tra gli altri fattori, permangano incertezze sul rifinanziamento del debito e sugli effetti passivi da pagare entro ottobre 2018. La camera arbitrale prenderà una decisione in merito a tempo debito. A giugno, la camera di investigazione comunicherà eventuali altre decisioni in merito al monitoraggio dei club per i quali sono in corso indagini o settlement agreement».

Lo spettro delle sanzioni è ampio: nelle ipotesi, si va dal semplice avvertimento fino all’esclusione dalle Coppe, passando per stop al mercato, limitazioni della rosa, multa, ma resta un’ipotesi complessa da pronosticare al momento attuale. La decisione dovrebbe arrivare a metà giugno, con tempi non troppo lunghi, perché dal futuro nelle coppe del Milan potrebbe, nella peggiore delle ipotesi per la società rossonera, dipendere anche quello delle altre squadre italiane.

L’indagine sul club rossonero è partita in seguito alla violazione delle norme FPF in relazione all’obbligo di raggiungere il break-evene nelle stagioni 2014/15, 2015/16 e 2016/17. L’aver respinto sia voluntary che settlement agreement è legato, però, alla nuova proprietà: l’eventuale rifinanziamento potrebbe tuttavia cambiare nuovamente le carte in tavola.

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