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Paulo Dybala e Douglas Costa (Insidefoto.com)

Il titolo Juventus prosegue il suo recupero verso i massimi raggiunti lo scorso maggio, quando le azioni del club bianconero a Piazza Affari erano arrivate a sfiorare quota 1 euro arrivando fino a 0,965 euro.

Dopo la flessione seguita al rally della scorsa primavera e alle prese di beneficio seguite alla sconfitta con il Real Madrid nella finale di Champions League a Cardiff, il titolo Juventus ha ripreso a tirare nel corso dell’estate passando dal minimo di 0,5215 euro del 15 giugno fino a 0,8225 euro della seduta di martedì 19 settembre.

Juventus, ricavi 2017 oltre 550 milioni con plusvalenze e Champions League

A ridare slancio ai corsi del titolo sono state in parte le aspettative relative ai risultati dell’esercizio 2016-2017. Se infatti già la scorsa primavera era possibile attendersi un bilancio record per il club presieduto da Andrea Agnelli, i numeri relativi al semestre gennaio-giugno 2017 riportati nei conti della controllante Exor hanno dato importanti garanzie in questo senso.

Juventus in rosso di 26,6 mln nel secondo semestre, ma l’esercizio chiuderà in utile

In base ai dati contenuti nella relazione semestrale di Exor al 30 giugno 2017 e a quelli riportati nella semestrale della Juventus al 31 dicembre 2016, i ricavi compresi quelli relativi alla gestione del parco calciatori dovrebbero superare i 550 milioni di euro, consentendo al club bianconero di chiudere l’esercizio 2016-2017 con un risultato netto superiore ai 40 milioni di euro.

Tanto che sul mercato c’è chi ritiene possibile che il consiglio di amministrazione della Juventus, che si riunirà venerdì 22 settembre per approvare il progetto di bilancio al 30 giugno 2017 possa decidere di proporre all’assemblea dei soci (in agenda per la terza decade di ottobre) la distribuzione di un dividendo a valere sull’utile realizzato.

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L’ultima volta che la Juventus ha distribuito una cedola ai propri soci è stato a valere sul bilancio della stagione 2001-2002, terminata con la vittoria del 26° scudetto della storia bianconera. Allora il club, guidato da Antonio Giraudo come amministratore delegato, chiuse il bilancio con un utile netto di 6,1 milioni, in crescita del 6,2% rispetto 2000-2001 e distribuì agli azionisti un dividendo di 0,012 euro per azione (0,011 nel 2001).

Al di là della possibilità che il board, oggi presieduto da Andrea Agnelli con Beppe Marotta come amministratore delegato, possa decidere di far felici i soci distribuendo una cedola (anche simbolica), le prospettive per l’esercizio in corso sono, al momento, incoraggianti.

Sebbene la campagna trasferimenti estiva abbia portato a un importante incremento del costo della rosa (monte ingaggi + ammortamenti), le plusvalenze realizzate in estate dovrebbero più che compensare l’aumento dei costi.

Calciomercato Juve e impatto sul bilancio: le plusvalenze compensano l’aumento dei costi

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