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Quanto guadagnano i procuratori dei calciatori? Secondo i dati relativi all’anno solare 2016 riportati nei documenti ufficiali della FIGC, le società di Serie A hanno speso in commissioni per agenti e procuratori 193,3 milioni di euro, più del doppio rispetto agli 84,4 milioni del 2015.

Un balzo in avanti legato in modo importante al passaggio di Paul Pogba al Manchester United, che ha fatto lievitare quanto speso dalla Juventus dai 6,38 milioni del 2015 ai 51,8 milioni di euro del 2016: una cifra sui ha un importante impatto la percentuale versata a Mino Raiola per l’affare Pogba-United, ma non solo.

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Una tendenza, quella relativa all’aumento delle commissioni pagate dai club agli agenti, registrata anche a livello globale.

Secondo il report Fifa Intermediaries in international transfers: a livello globale, tra il 2013 e il 2016, sono stati spesi 1,1 miliardi di dollari per le commissioni agli agenti nei trasferimenti internazionali monitorati con il TMS (Transfer Matching System).

Vagonate di denaro portate letteralmente fuori dal sistema calcio, senza alcuna prospettiva di reinvestimento.

Ma come si è arrivati a questo punto? La svolta, in negativo è stata la deregulation varata dalla Fifa ed entrata in vigore il 1° aprile 2015. Basta albi per gli agenti, chiunque può improvvisarsi e prestare servizio per un atleta o una società iscrivendosi all’elenco tenuto dalle federazioni nazionali, che si sono dovute adeguare.

La Figc, che aveva una normativa piuttosto ferrea, ha ripensato totalmente il regolamento, per esempio abolendo il divieto per un agente di rappresentare contemporaneamente il calciatore e il club, con buona pace dei conflitti d’interesse.

Quanto guadagnano i procuratori dei calciatori? Nessun tetto alle commissioni

La nuova regolamentazione Fifa sugli agenti, recepita dalle federazioni nazionali nei propri regolamenti interni, non pone tetti alle commissioni.

Il tetto del 3% dello stipendio lordo del giocatore o del prezzo del trasferimento, contemplato nell’articolo 7 del regolamento, è una semplice «raccomandazione», spesse volte disattesa. Tanto più che adesso i grossi guadagni dei procuratori sono realizzati sulle intermediazioni per le compravendite, piuttosto che sui servizi resi agli atleti in fase di sottoscrizione (o rinnovo) di un contratto.

Quanto guadagnano i procuratori dei calciatori? I grandi affari in mano ai soliti noti

«L’eccessiva apertura della Fifa – spiega l’avvocato Carlo Rombolà alla Gazzetta dello Sport – ­ ha permesso da un lato la proliferazione di figure senza esperienza e competenze con l’unica condizione, molto vaga, della reputazione impeccabile, dall’altro la concentrazione in un gruppo ristrettissimo di agenti della stragrande maggioranza delle movimentazioni globali. Su quest’ultimo punto non si può agire perché qualsiasi intervento verrebbe visto come una limitazione all’esercizio della professione».

Sul resto si può fare tanto. «La Fifa ha il dovere di reintrodurre una barriera d’ingresso per gli agenti, porre un limite vero ai compensi e precisare meglio la materia delle TPO (le proprietà delle terze parti, ndr) che sono state bandite nel 2015 ma ancora esistono».

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