quote scudetto 2017-2018
Juan Cuadrado e Paulo Dybala della Juventus Foto ImageSport/Insidefoto

La corsa solitaria della Juventus verso il sesto scudetto consecutivo e la possibilità di giocarsi alla-grande i quarti di Champions League contro il Barcellona fanno bene allo spirito dei tifosi e alle tasche degli azionisti bianconeri: nel mese in cui è cambiata la stagione sportiva del club, la Juventus ha visto aumentare il suo valore in Borsa giorno dopo giorno e ora tocca una capitalizzazione record da 452,49 milioni di euro. Oggi in chiusura una singola azione della società guidata da Andrea Agnelli è stata acquistata a 0,4567 euro, con una variazione del +1,71% che ha avvicinato il titolo ai massimi dell’anno: solo a marzo sono passati di mano share del club per 50 milioni di euro; non è un primato, ma gli assomiglia parecchio.

Per rendere l’idea di quanto la società abbia acquistato valore nelle ultime settimane bisogna fare un salto indietro: un mese fa la stessa azione di oggi valeva 0,3589 euro; il 28 dicembre 2016 sempre quel pezzettino di club è stato pagato appena 0,3021 euro. Quelle che nella vita reale sono solo poche settimane possono essere sintetizzate con percentuali quando ci si riferisce al mercato borsistico: in tre mesi di scambi azionari il titolo della Juventus è cresciuto del 51,17% e più si allarga lo spettro temporale, più la differenza di prezzo è maggiore e riavvolgendo il nastro ad un anno fa si scopre che il titolo è cresciuto dell’80%. Poche chiacchiere, chi ha comprato all’epoca e ha venduto oggi ha fatto un affarone grazie a Beppe Marotta&co.

juventus valore delle azioni in borsa
Andamento del titolo della Juventus in Borsa, da febbraio a marzo 2017

A incidere sulle buone performance della Juventus a Piazza Affari è sicuramente la capacità che ha il club di saper coniugare rigore nei conti e successi sul campo, con l’utile semestrale a 72mln che fa da sorridente contraltare agli otto punti di vantaggio sulla seconda in Serie A. Come alcuni analisti hanno fatto notare, poi, un grande aiuto lo ha avuto anche la recente modica dei regolamenti della Champions League: dalla stagione 2018-2019 saranno quattro le italiane che si qualificheranno direttamente ai gironi del torneo e di fatto la Juventus può dirsi certa di partecipare al più prestigioso torneo internazionale di calcio, vista la blanda concorrenza interna. Questo permetterà al management bianconero di poter programmare la propria attività confidando nella ricca distribuzione dei premi UEFA.

In questo scenario, con l’attesa per la distribuzione dei ricavi televisivi sullo sfondo, gli investitori hanno incominciato a guardare con occhi diversi il titolo della Juve in Borsa. Quello che era un mercato, tra virgolette, per tifosi si è fatto via via più grande e con la promozione dei bianconeri al FTSE Mid Cap -avvenuta il primo gennaio – è partito il rally, con il titolo che è sempre stato più richiesto dai borker.

A fine febbraio aveva impressionato quanto fosse alta la domanda, con la Juventus scambiata in un paio di giorni per l’1,25% del capitale; poi a marzo le cose si sono ingigantite. Nella seduta di oggi a Piazza Affari sono passate di mano 2,8 milioni di azioni del club su oltre un miliardo di share complessive, per un controvalore superiore a 1,3 milioni di euro. Poco, ma quanto basta per essere una cifra significativa: è proprio grazie alla seduta di oggi che a marzo 2017 il controvalore degli scambi supera la soglia psicologica dei 50 milioni di euro, parecchio se paragonato al valore complessivo mese per mese registrato nel passato, con febbraio che valeva 12 milioni, gennaio 4 e così via. Insomma, la bella Signora è corteggiata, resta da capire se ci sia davvero un solo uomo pronto a diventare il terzo socio rilevante del club.

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