fininvest bilancio 2016
Silvio Berlusconi (Insidefoto)

Con Fininvest, attualmente al 38,3%, e impossibilitata per legge a comprare altre azioni Mediaset almeno fino ai primi mesi del 2017, i vertici del biscione hanno affilato le armi legali per contrastare la scalata dei francesi di Vivendi, che ieri hanno annunciato l’intenzione di salire dal 20% al 30% nel gruppo televisivo di Cologno Monzese.

L’obiettivo di Silvio Berlusconi è quello di congelare i diritti di voto dei francesi nel capitale di Mediaset e per questo nei giorni scorsi sono stati presentati due esposti: il primo alla Procura della Repubblica di Milano, il secondo alla Consob, che già nelle prossime ore potrebbe avviare le audizioni dei soggetti in campo per verificare la regolarità degli acquisti e il rispetto degli obblighi informativi al mercato.

Secondo il quotidiano La Repubblica, la tesi accusatoria dei legali del biscione, affidata sul piano penale all’avvocato Niccolò Ghedini, è che Vivendi potrebbe aver avuto in portafoglio il 20% di Mediaset ben prima dell’annuncio di voler salire a quella soglia di capitale.

Vivendi verso il 30% di Mediaset
Vivendi verso il 30% di Mediaset

«Vi è il sospetto – si legge nella denuncia presentata da Ghedini alla Procura di Milano – che le percentuali indicate dal comunicato di Vivendi (quello in cui ventilava l’ipotesi di crescere fino al 10-20% del capitale del Biscione, ndr) siano già, se non nella materiale disponibilità della stessa, quantomeno opzionate da terzi, non avendo altrimenti senso l’annuncio, se non quello di incedere nuovamente sul titolo».

Per ottenere la sterilizzazione dei diritti di diritto di voto di Vivendi la denuncia penale è la strada più praticabile, anche se pure in questo caso il fattore tempo rema un po’ contro.

Per bloccare la partecipazione il tribunale dovrebbe provare le accuse di Mediaset. A meno che, naturalmente, le prove e i documenti che i legali del biscione sta provando a mettere assieme siano così schiaccianti da portare a un intervento immediato.

Il sospetto dei Berlusconi è che alcuni alleati occulti di Vincent Bolloré possano aver rastrellato quote delle tv a Piazza Affari dopo la disdetta dell’intesa su Premium di luglio, quando il titolo è crollato da 3,9 fino a 2,3 euro. Pacchetti che – dicono a Cologno – potrebbero essere stati “opzionati” dal raider bretone.

Difficile immaginare a questo punto quale potrebbe essere la pistola fumante in grado di far intervenire con urgenza i magistrati. Con ogni probabilità si dovrebbe provare l’esistenza di acquisti a termine concordati (ad esempio con Lazard, Axa e Rotschild, i francesi spuntati nel capitale negli ultimi mesi) che avrebbero dovuto essere dichiarati alla Consob in anticipo. Ma ovviamente, vista l’esperienza nelle scalate del finanziere bretone, è difficile immaginare che si sia mosso oltre i limiti di legge.

Mediaset, Vivendi sale al 25%

Intanto in serata Vivendi ha confermato di aver fatto un altro passo verso l’obiettivo 30%: il gruppo francese ha infatti ora il 25,75% del capitale di Mediaset e il 26,77% dei diritti di voto

Nel frattempo, il cda di Mediaset ha deliberato la presentazione di un esposto all’Agcom in cui si segnala l’illegittimita’ della condotta posta in essere da Vivendi in violazione della disciplina di settore. Lo comunica Mediaset in una nota, specificando che si ipotizza la violazione dell’articolo 43 comma 11 del testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici. Inoltre, Mediaset lamenta un possibile ostacolo alle strategie di sviluppo di Mediaset in ragione del collegamento incrociato con Telecom Italia, incumbent delle tlc, determinato dall’iniziativa di Vivendi. Nell’esposto, infine, si richiedono interventi anche in via provvisoria e di urgenza.

Complice l’ennesima giornata di borsa, in cui il titolo Mediaset ha chiuso in rialzo del 23% (scambiato il 10% del capitale), dall’inizio del blitz di Vivendila quotazione della tv del biscione ha messo a segno un balzo del 61% a Piazza Affari, passando da 2,75 a 4,44 euro. In termini di capitalizzazione l’aumento è stato di poco inferiore ai 2 miliardi di euro, mentre per la controllante Fininvest il valore della quota in Mediaset in 10 giorni è lievitato di circa 750 milioni di euro.

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