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Il trofeo della Champions League (Insidefoto.com)

La riforma della Champions League, che entrerà in vigore dalla stagione 2018-2019, continua a fare discutere, anche se i più scontenti sono certamente i francesi.

Già qualche giorno fa, infatti, il patron dell’Olimpique Marsiglia, Jean Michael Aulas aveva sottolineato la necessità di organizzare un tavolo di lavoro per provare a salvaguardare gli interessi del calcio d’Oltralpe.

Come riporta la testata francese Ecofoot, Bernard Caiazzo, co – presidente del Saint Etienne e presidente dell’Unione dei club francesi, in unìintervista rilasciata a “France Football” ha continuato a esprimere la sua strenua opposizione alle modifiche introdotte nel regolamento della massima competizione calcistica europea. Il dirigente ha inoltre sottolineato che il suo punto di vista è condiviso dalla maggior parte dei club transalpini.

Il punto di vista delle società francesi non può essere sottovalutato: su 19 formazioni partecipanti al passimo campionato ben 16 si sono dette contrarie all’introduzione della riforma. Solo Lione e Paris Saint Germain, due tra le squadre che negli ultimi anni hanno partecipato maggiromente alla manifestazione, hanno preferito mantenersi neutrali.

 

Ma quali sono i motivi principali che spingono i club francesi a non nascondere la propria contrarietà alla riforma? Innanzitutto le nuove modalità con cui le squadre possono qualificarsi (la Serie A, che torna ad avere quattro squadre partecipanti senza passare dai pericolosi spareggi estivi, può considerarsi certamente la più avvantaggiata). Un altro aspetto da non trascurare riguarda la modalità con cui vengono spartiti i proventi derivati dalla “Coppa dalle grandi orecchie”.

Queste decisioni non farebbero che incrementare ulteriormente le differenze tra i francesi e le altre big del calcio europeo come ha sottolineato lo stesso dirigente: “Il divario con i club spagnoli, tedeschi, italiani e inglesi non può fare altro che aumentare. Soprattutto perché è prevista l’introduzione di un bonus per anzianità”.

Almeno per ora, però, l’UEFA ha preferito non comunicare ufficialmente quali saranno i nuovi criteri utilizzati per la distribuzione del montepremi della Champions League a partire dalla stagione 2018-2019. Il 30% del bilancio totale, però, potrebbe essere assegnato sulla base di un criterio di anzianità. In particolare, verrebbero presi in considerazione i risultati ottenuti negli ultimi dieci anni di partecipazione alla competizione e il palmares acquisito in Champions League.

Questi criteri però non sarebbero totalmente negativi per tutti i club. Lione e Paris Saint Germain, ad esempio, potrebbero ricevere dei bonus dall’introduzione di queste modifiche.

 

 

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