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Il trofeo della Champions League (Insidefoto.com)

La riforma della Champions League, che entrerà in vigore dalla stagione 2018-2019, comincia già a fare discutere. L’Italia (insieme a Spagna, Germania e Inghilterra,) infatti, tornerà ad avere quattro squadre partecipanti, senza passare attraverso i rischiosi spareggi estivi, che negli ultimi anni hanno mietuto diverse vittime. Lo stesso destino, però, non toccherà alle formazioni francesi, che non hanno voluto nascondere il proprio malcontento.

Come riporta la testata online Ecofoot.fr, sta infatti diventando sempre più numeroso il fronte di chi ha deciso di protestare contro la decisione dell’ECA, approvata dalla UEFA.

 

Nel corso della riunione di Lega che si è svolta nella giornata di ieri il patron dell’Olimpique Marsiglia, Jean Michael Aulas, ha così espresso in maniera decisa l’insoddisfazione per questa riforma. Pur essendo un rappresentante delle formazioni francesi all’interno della Confederazione europea, il presidente ha sottolineato, in sua difesa, di non essere stato informato dei dettagli relativi ai negoziati che si stavano portando avanti.

Per cercare di smuovere la situazione c’è ora l’intenzione di organizzare un gruppo di lavoro composto da alcuni membri della Lega e della Federcalcio francese con l’obiettivo di fornire soluzioni per salvaguardare gli interessi del calcio transalpino.

Difficile però stabilire se a questo punto l’iniziativa possa davvero avere successo. Le modifiche al regolamento della massima competizione europea sono infatti ormai state approvate.

Accontentare tutti era comunque praticamente impossibile in partenza. Fino a qualche settimana fa, infatti, le big chiedevano l’iscrizione per meriti storici, ma questo avrebbe eliminato in maniera pressoché definitiva ogni tipo di meritocrazia. Ora la competizione vedrà la presenza di ben 16 su 32 formazioni appartenenti ai massimi campionati europei, ma era una scelta quasi inevitabile per contrastare il varo della Superlega.

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