Milan ai cinesi – Era stato inizialmente individuato in giovedì 14 luglio il giorno per la firma che dovrebbe sancire il passaggio di circa l’80% del capitale del Milan da Fininvest alla cordata di investitori cinesi rappresentata da Sal Galatioto e Nicholas Gancikoff. Ma, secondo quanto emerso nelle ultime ore, sembra possibile che la firma del preliminare di vendita possa slittare ancora di qualche giorno, andando oltre la data del 15 luglio, deadline in cui scade l’esclusiva concessa da Fininvest al consorzio cinese.

Uno slittamento tecnico, viene fatto sapere, legato all’esigenza di sincronizzare le agende dei rappresentanti della cordata. Nonostante il tentativo di Bee Taechaubol di rientrare in partita, sperando in un un ripensamento di Silvio Berlusconi, cui il broker thailandese ha offerto la possibilità di rimanere azionista di controllo, la trattativa tra la Fininvest e la cordata cinese sarebbe ormai alle battute finali.

A Milano dovrebbero arrivare da due continenti i protagonisti per firmare l’accordo: Sal Galatioto da New York e un rappresentante degli investitori cinesi dall’Asia.

Comunque anche se la firma slitterà di qualche giorno, tutto sembra pronto per il faticoso epilogo, che ha dovuto superare prima l’indecisione di Silvio Berlusconi, incerto se vendere o meno il club che ha rilevato da Giuseppe Farina trenta anni fa, e poi una trattativa estenuante di due mesi: per finire con il ricovero inaspettato di Berlusconi stesso al San Raffaele per problemi cardiaci, conclusosi con un’intervento chirurgico. Ora che il presidente ha superato anche questi problemi di salute, il dossier Milan attende di essere finalizzato.

Il contratto, seconda quanto riporta The Insider, il blog del giornalista de Il Sole 24 Ore, Carlo Festa, è stato preparato dagli studi legali Chiomenti e Ripa di Meana, è pronto e manca solo la firma di Fininvest, con il via libera di Silvio Berlusconi. Probabile anche che la holding di via Paleocapa decida di convocare una conferenza stampa subito dopo la firma.

Proprio in quell’occasione, se tutto andrà come nelle attese, dovrebbe essere alzato il sipario anche sulla composizione della cordata cinese, raggruppata in un veicolo finanziario costruito sulla falsariga di un fondo d’investimento.

I sottoscrittori del fondo sarebbero gruppi finanziari collegati allo Stato cinese, ma anche società industriali, sempre di Pechino.

La valutazione del Milan, trattata dagli advisor di Gsp Capital e di Lazard, è attorno ai 750 milioni di euro, compresi i debiti per oltre 200 milioni. Quindi l’80% che dovrebbe finire alla cordata cinese, dovrebbe essere valutato sui 400 milioni di euro.

Circa 100 milioni di euro verranno inoltre messi subito sul piatto, per coprire le perdite di bilancio dell’ultimo anno del Milan, mentre altri 400 milioni saranno pronti per la campagna acquisti del club nei prossimi anni.

Un’altra somma (sempre sui 400 milioni di euro) potrebbe essere stanziata per il progetto del nuovo stadio, se si deciderà di riportare sotto i riflettori il piano di costruzione tramontato alcuni mesi fa.

Da notare che il rafforzamento della squadra rossonera è stato deciso nelle ultime settimane con il via libera del consorzio cinese: a cominciare dall’arrivo del nuovo allenatore Vincenzo Montella (gradito anche agli investitori di Pechino e da Nicholas Gancikoff, che ha lavorato a fianco di Adriano Galliani).

Fininvest (con circa un 20% del capitale azionario) dovrebbe restare nella compagine per almeno 3 anni e a Silvio Berlusconi dovrebbe essere proposta la carica di presidente onorario. Il progetto sarebbe inoltre anche di più ampio respiro: prevede infatti lo sviluppo del merchandising del marchio Milan in Asia, già tra i più famosi tra i brand del calcio.