Ricavi Mediaset Premium – Martedì 10 novembre si riunirà il consiglio di amministrazione di Mediaset per approvare i risultati del terzo trimestre e dei 9 mesi del 2015. Sul mercato e tra gli analisti finanziari c’è grande attesa per conoscere la performance di Mediaset Premium, la piattaforma di pay-tv controllata con l’89% dal gruppo guidato da Piersilvio Berlusconi e partecipata con l’11% dagli spagnoli di Telefonica, che sta provando a vincere la sfida con Sky attraverso l’esclusiva per trasmettere in esclusiva la Champions League in Italia.

Secondo gli analisti di Barclays, che hanno un giudizio «underweight» (sottopesare) sul titolo Mediaset con target price a 4 euro (+0,34% a 4,7 euro a Piazza Affari), Mediaset Premium dovrebbe chiudere i 9 mesi al 30 settembre con ricavi per 402,4 milioni di euro, pressoché invariati rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Nel complesso gli esperti della banca inglese non sembrano avere una visione positiva sull’andamento futuro della pay-tv del biscione. Gli analisti di Barclays ritengono infatti che ricavi Mediaset Premium per l’intero 2015 si possano attestare a 550 milioni di euro. Una previsione inferiore a quella del consensus (la media degli analisti che coprono il titolo Mediaset) che indica in 590 milioni i ricavi attesi dalla pay-tv per il 2015, e di poco inferiore al risultato conseguito da Mediaset Premium nel 2014, quando i ricavi della piattaforma erano stati pari a 538,4 milioni (552 milioni nell’intero 2013).

Ricavi Mediaset Premium, Barclays li vede flat nei 9 mesi
Ricavi Mediaset Premium, Barclays li vede flat nei 9 mesi

Le stime di Barclays si basano sui dati forniti dal cfo di Mediaset e presidente di Premium, Marco Giordani, in una recente intervista al Sole 24 Ore: 112 abbonati in più rispetto ai giugno, per un totale al 30 settembre pari a 1,815 milioni di utenti. «Siamo molto soddisfatti», aveva commentato Giordani, «e convinti senza alcun dubbio di raggiungere l’obiettivo di 200 mila nuovi abbonati entro fine anno».

Basteranno dunque questi nuovi abbonati per ripagarsi dell’investimento della Champions League superiore ai 600 milioni di euro e raggiungere, come previsto dal piano industriale, il pareggio al secondo anno e arrivare all’utile dal terzo? «Se vogliamo fare i calcoli esatti», osservava Giordani, «ogni stagione di Champions ha un costo di circa 200 milioni di euro per l’esclusiva sia pay sia free sulle nostre reti generaliste».

Quindi, nel ragionamento del manager Mediaset, per coprire i costi relativi all’investimento sulla Champions, è giusto considerare la crescita degli abbonamenti e la crescita dell’Arpu (i ricavi medi per abbonato, indicati per ora a 32 euro) ma anche la crescita della raccolta pubblicitaria che per Mediaset fa leva anche sulle reti generaliste e quindi su valori e bacini di ascolto di gran lunga superiori. Di qui, forse, la scelta di mandare in onda in chiaro su Canale 5 la partita di Champions League tra la Roma e il Bayer Leverkusen, ma anche quella di allargare l’offerta di Premium dal digitale terrestre e dallo streaming online anche al satellite, già nel 2016.

«Oggi il cliente può scegliere se guardare Premium in digitale terrestre o streaming online», aveva spiegato Giordani, «A breve arriverà anche il satellite, con un’offerta più corposa e con una spinta maggiore verso l’Hd. A quel punto il cliente avrà la massima libertà di scelta e il prezzo dell’abbonamento sarà proporzionale al valore delle varie offerte».

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