Gli abbonati a Mediaset Premium alla fine di settembre erano 1,815 milioni totali per un incremento di 112 mila unità da inizio giugno. Il tanto atteso dato ufficiale è stato pubblicizzato per la prima volta dall’inizio della stagione sportiva: l’attenzione era naturalmente rivolta all’effetto “Champions League”.

Oggi a Il Sole 24 Ore Marco Giordani, Cfo del gruppo e presidente Mediaset Premium definisce “speculazioni” le cifre (intorno ai 50 mila abbonamenti) che erano uscite nei giorni scorsi, e fissa l’obiettivo: 200 mila abbonamenti entro fine anno. Anche ottobre – secondo i dati Mediaset – sarebbe in crescita.

Rimane aperta quindi l’accentuata concorrenza Sky-Mediaset a colpi di esclusive e nuovi pacchetti da offrire agli utenti.

Se si guarda al numero di spettatori che ha visto un minuto di una qualsiasi partita, nella seconda giornata di Champions League su Premium la copertura è stata di 2,3 milioni di persone (dati Auditel elaborati dallo Studio Frasi). Due anni prima, quando Premium e Sky trasmettevano la Champions insieme i contatti furono di poco superiori ai 3 milioni: una sforbiciata del 25%.

Giordani tuttavia propone un’altra lettura: “Tra il 2010 e il 2014 il mercato pay ha perso il 15% e anche Mediaset Premium è stata in linea, i dati di ascolto in questo momento scontano un mercato pay più piccolo e Mediaset ha deciso di non far vedere i match in pay per view”.

L’unico indicatore che Mediaset invita a guardare, quindi sono i 112 mila abbonati netti in più. Un incremento, peraltro, costruito in tempi di ferie. Basteranno i nuovi abbonati a ripagare l’investimento Champions superiore ai 600 milioni? A 26 euro al mese di certo servono ben altri numeri.

Il calcolo esatto secondo Giordani è n altro: “Ogni stagione di Champions ha un costo di 200 milioni di euro per l’esclusiva pay o free sulle reti generaliste. Quindi sul lato dei ricavi va considerata la crescita degli abbonamenti, la crescita dei ricavi medi per abbonato e la crescita della raccolta pubblicitaria”. Ottimismo quindi, considerando anche “un costo spalmato su tre anni”.