Il Rayo Vallecano è considerata la terza squadra di Madrid, dopo Real e Atletico. Rappresenta il quartiere di Vallecas e negli anni ha spesso dovuto sopportare l’ombra ingombrante delle altre due squadre della capitale, che nel 2014 si sono addirittura scontrate nella finale di Champions League.

Ogni tanto, però, tocca anche al Rayo fare notizia. In questo caso, se confermata, sarebbe un colpo niente male. Il club biancorosso starebbe definendo l’acquisizione delle quote di maggioranza dell’Oklahoma City, club che nella prossima stagione sarà una delle nuove franchigie della Nasl (North American Soccer League), la seconda lega di soccer negli Usa.

Il progetto del Rayo

Dopo un lungo periodo di negoziati e viaggi negli Usa, il club madrileno è pronto allo sbarco nella Nasl attraverso la nuova franchigia. Il Rayo avrà la maggioranza del club, mentre la quota restante sarà in mano a un partner di fiducia del club stesso, che avrà il compito non facile di aprire le porte al calcio a una città che, grazie soprattutto ai Thunders, vede la propria attenzione concentrata sul basket e la Nba.

Non è la prima volta che il club guarda all’estero: nel 2014, il Rayo ha raggiunto un accordo con la Qbao, azienda cinese impegnata nel settore web, come nuovo shirt sponsor. Non è un caso che a Vallecas sia arrivato Zhang Chengdong, primo cinese della storia del club. Ora, lo sguardo verso gli Stati Uniti, dove al momento solo un’altra squadra ha compiuto una mossa simile: il Manchester City, attraverso il City Group, ha fondato la nuova franchigia di New York, alla quale di recente si sono aggregati Pirlo e Lampard. La prima squadra della Liga ad investire in un campionato straniero è stato invece l’Atletico Madrid con l’Atletico Kolkata nella Indian Premier League. 

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Le nuove maglie del Rayo, con lo sponsor cinese

La rinascita della Nasl

Dopo decenni di stallo, la Nasl è rinata nel 2009. Nel 2010 è iniziato il campionato con 8 squadre ai nastri di partenza, tra cui i Fort Lauderdale Strikers club che nel dicembre 2014 ha visto l’ingresso nel proprio capitale di Ronaldo. L’ex Fenomeno, che dopo il ritiro è diventato testimonial di un brand di poker online, ha acquistato il 10% del pacchetto del club della Florida.

E proprio qui si annida il successo della Nasl. Fort Lauderdale, Tampa Bay, Jacksonville militano nella Nasl mentre la sola Orlando è una squadra della Mls. L’arrivo di Kakà a Orlando ha però messo in evidenza quale sia il potenziale del soccer nello Stato con 40mila spettatori accorsi allo stadio in occasione del match contro Los Angeles nell’ultima stagione. Una situazione che ha motivato le altre squadre della Florida ad incrementare il proprio business. I Tampa Bay Rowdies, che militano nella Nasl, hanno speso 2 milioni di dollari per rifare il campo da baseball, riadattandolo al calcio.

E poi c’è Miami, con il leggendario capitano di Milan e Nazionale Paolo Maldini tornato nel calcio attivo con l’imprenditore Riccardo Silva, fondatore e numero uno di MP & Silva, società operante nella distribuzione dei diritti tv a livello internazionale nonché distributore dei diritti televisivi della Serie A al di fuori dell’Italia.

Ma non c’è solo la Florida. Perché in tema di club storici rinati, ci sono i New York Cosmos. La franchigia aveva sospeso ogni attività nel 1985, mantenendo però marchio e ragione sociale. Nel 2009 un consorzio di imprenditori guidato da Paul Kemsley, ex numero due del Tottenham, ha acquistato il marchio con l’obiettivo di iscrivere la squadra alla Mls, dirottando poi il progetto nella rinata Nasl. Inoltre è ritornato anche Pelè, nelle vesti di presidente onorario. Il club ha ora grandi ambizioni; del board fanno (o hanno fatto) parte Chinaglia come ambasciatore, Cantona come direttore tecnico e azionisti come Carlos Alberto (campione del mondo nel Brasile 1970) e l’attore Robert De Niro. Lo scorso anno hanno ottenuto la sponsorizzazione della Emirates Airlines, compagnia aerea di bandiera degli Emirati.