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Bilanci serie A 2016 – I conti ancora non tornano in Serie A, ma i diritti tv hanno permesso una (minima) crescita nei ricavi. È questo il quadro generale dei club della massima serie italiana nella scorsa stagione.

Le 20 squadre in Serie A nella stagione 2015/16 (considerando i bilanci al 31-12-2015 delle società che seguono l’anno fiscale e non la stagione sportiva) hanno avuto un fatturato aggregato di 2,3 miliardi di euro, in crescita di quasi 200 milioni rispetto al 2014/15 (in cui le squadre conteggiate erano però 19, a causa del fallimento del Parma), con un risultato netto negativo per 251 milioni.
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Bilanci serie A 2016, i ricavi

Un balzo in avanti, dicevamo, di quasi 200 milioni per i ricavi, spinti in particolar modo dai diritti tv (per l’entrata in vigore dell’accordo relativo al triennio 2015/18) e dai ricavi commerciali, ma soprattutto dalle plusvalenze, cresciute rispettivamente di 70, 60 e 80 milioni circa.

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Nel corso delle ultime sei stagioni, la crescita è stata circa del 17,6%: un aumento del fatturato abbastanza lento (circa 300 milioni in 6 anni), anche perché all’estero vanno quasi al doppio (in Germania +32,63% dal 2013/14 al 2015/16). 

La voce più consistente restano così i diritti tv, che nella scorsa stagione hanno pesato da soli per il 48,32% dei ricavi: a seguire, plusvalenze e ricavi commerciali. bilanci serie a 2016

Per fare un confronto diretto, in Bundesliga (che nella scorsa stagione ha avuto un fatturato aggregato di 3,2 miliardi) i diritti tv valgono “solo” il 28,7%, con ricavi da gara e plusvalenze al 16% e ricavi commerciali intorno al 30%.

Bilanci serie A 2016, i costi

In costante aumento anche i costi aggregati, che nella scorsa stagione hanno raggiunto quota 2,6 miliardi di euro. La voce di maggiore spesa restano i costi del personale, seppur in calo: nel 2015/16 le società hanno speso 1,132 miliardi di euro, il dato più basso delle ultime sei stagioni e in decisa contrazione rispetto ad un anno fa (quando, con 19 squadre, gli stipendi valevano 1,251 miliardi di euro). I costi per il personale coprono così il 56,3% del fatturato aggregato, mentre gli ammortamenti (in calo a 499,15 milioni) valgono un altro 20%.

A queste diminuzioni, nella scorsa stagione ha fatto da contraltare un importante aumento nelle minusvalenze e nei costi dei prestiti, che hanno toccato quota 119 milioni: una cifra quasi il doppio del valore più alto rispetto agli ultimi sei anni nei bilanci Serie A 2016.

Bilanci serie A 2016, risultato in profondo rosso

Dopo la pesante perdita aggregata della stagione 2013/14, la Serie A è riuscita a diminuire la perdita nel risultato netto, passando da -363 milioni a -251, nonostante al netto di proventi/oneri straordinari il 2015/16 sia stata la seconda migliore annata nel periodo preso in considerazione.

Un risultato che pone la Serie A lontana dalle avversarie: le 18 squadre della Bundesliga hanno generato un risultato netto complessivo di 206,2 milioni di euro nella stagione 2015/16, mentre, aspettando i dati aggiornati, i club di Ligue1 hanno fatto registrare un -102,1 milioni aggregati nel 2014/15 e quelli della Liga addirittura un +15,1 milioni.

Bilanci serie A 2016, la situazione dei club

Andando ad analizare i bilanci Serie A 2016, il club con il fatturato più alto nelle scorsa stagione è stata la Juventus: alle spalle dei bianconeri sul podio ci sono Roma e Inter.

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Solo sei società hanno chiuso in attivo: il risultato migliore è stato quello del Torino (+9,5), mentre il Milan è il club con il peggior risultato netto (-89,3), seguito da Inter (-59,6) e Bologna (-32,7).

Dal punto di vista dei ricavi, il fatturato aggregato della Serie A è fortemente influenzato dalle big: nella scorsa stagione infatti i ricavi di Juventus, Roma, Inter e Milan hanno rappresentato il 48,4% del fatturato complessivo della massima serie.

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