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Amadou Diawara (Insidefoto.com)
Riduzione della perdita, contenimento dei costi, nuovo aumento di capitale. Sono le operazioni necessarie nell’immediato a cui Joey Saputo e il suo management dovranno dedicarsi per risanare ulteriormente il bilancio del Bologna.
La scorsa settimana è stato approvato il bilancio del club, a cui il quotidiano La Repubblica nell’edizione locale bolognese ha dedicato una ampia analisi.
Al 30 giugno 2015 il saldo finale era in “rosso” per 28,4 milioni, nell’ultima estate è arrivato a 32,6. Per raggiungere il pareggio, con questi livelli di spesa, il club dovrebbe aumentare le sue entrate di una trentina di milioni annui.
Nel frattempo la cessione di Diawara dovrebbe aiutare a migliorare le cose con un contributo da 15 milioni di euro (più un paio da Rossettini, al Torino).
Il presidente del Bologna, Joey Saputo
Le stime prudenziali del club parlano per la prossima stagione di una perdita che si dovrebbe attestare sui 13 milioni di euro.
Al momento il patrimonio netto si è assottigliato a 4,9 milioni. Dopo l’ultima recentissima assemblea, il Cda ha informato Saputo della necessità di un ulteriore esborso quantificato in 28 milioni.
I NUMERI. L’esercizio registra una perdita di 32,6 milioni (rispetto ai 28,4 dell’anno precedente). E questo nonostante Saputo abbia sottoscritto a ottobre di un anno fa un aumento di capitale di 35 milioni, finito di versare due mesi fa.
Le spese operative ammontano a 64,3 milioni e registrano un incremento, rispetto alla stagione precedente (che è quella della promozione in A) di 24,3 milioni.
I costi totali (compresi dunque gli ammortamenti sulle varie stagioni) la cifra schizza a 85,8 milioni.
La gestione del personale assorbe 46,9 milioni, con una crescita di 17,6 milioni nel confronto col 2014-2015: 25,6 milioni di compensi ai giocatori, 4,1 allo staff tecnico, 5,3 di bonus alla squadra, 3,8 di incentivi all’esodo sono le voci principali.
Tirando le somme, il personale tesserato che ruota attorno alla prima squadra costa 41,4 milioni (16 in più del campionato di B). Gli stipendi della stagione in corso, a quanto filtra, sono cresciuti ancora.
Gli amministratori (ovvero Fenucci, i consiglieri Bergamini, Piredda e Bottai, nel frattempo uscito dal Cda) hanno incassato 600mila euro.
Tra i principali esborsi per i giocatori:
– Donsah costò nell’estate del 2015 4,5 milioni
– Rizzo 4,5
– Mounier 1,750
– Diawara 800 mila euro
– Falco 1 milione;
Curioso invece il fatto che al Lanciano che non si sarebbe iscritto al campionato tre giorni dopo, sono stati versati 1,4 per Di Francesco e 200 mila euro per Boldor.
Ma sono cresciuti molto (di 2,6 milioni, sino ad arrivare a 8,4) anche i costi legati ai servizi, ossia le trasferte, le consulenze tecnico sportive e le spese per gli osservatori: queste ultime due voci sono passate da 200 mila a 1,6 milioni.

Vi sono poi altri particolari, ad esempio il numero degli impiegati in un anno è cresciuto di 20 unità: erano 23 le persone “mediamente in forza” (così recita il bilancio) sono ora 43. Sono raddoppiati i dirigenti (da 2 a 4), il totale del personale è passato da 111 a giugno 2015 a 147 un anno dopo.

I RICAVI. Sono aumentati di 22,4 milioni (+ 58%), principalmente grazie ai diritti televisivi, e oggi raggiungono la cifra di 54,1 milioni.
Da Sky il Bologna ne incassa 34, col 66% la voce più significativa fra le entrate; 4,1 milioni arrivano dalle sponsorizzazioni (l’8%, più che raddoppiate), altri 4 da altri proventi pubblicitari.
A dimostrazione della solidità della proprietà, va notato come in questi due anni i debiti a lungo termine con le banche siano stati di fatto azzerati, tanto che la cifra residua ammonta ora a 3,3 milioni.
Si tratta del mutuo acceso per lo stadio (e forse anche per il centro tecnico) con il Credito sportivo.
E in aprile sotto l’egida di Fenucci è nata la Bfc Real Estate che «si occuperà della gestione immobiliare» delle attività che fanno capo al club.

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