Federcalcio spagnola contro Liga-Cvc: «Accordo illegale»

La Federcalcio spagnola si è espressa sull’accordo tra la Liga spagnola e Cvc, che ha aperto l’ingresso al fondo d’investimento nel massimo campionato calcistico. Lo ha fatto in vista dell’assemblea…

Federcalcio attacco hacker

La Federcalcio spagnola si è espressa sull’accordo tra la Liga spagnola e Cvc, che ha aperto l’ingresso al fondo d’investimento nel massimo campionato calcistico. Lo ha fatto in vista dell’assemblea che si terrà nella giornata di domani, giovedì 12 agosto.

«La Federcalcio spagnola (Rfef) ha avuto modo di esaminare prima dell’Assemblea di domani e con un margine di sole 48 ore la documentazione fornita – non sappiamo se in modo completo – dalla LNFP che struttura l’operazione da essa voluta e da Cvc.

Tale operazione, effettuata in assenza della minima pubblicità e di competizione nella selezione dell’aggiudicatario, si articola in due parti: quella relativa alla commercializzazione dei diritti audiovisivi, da una parte; e il resto delle attività della LNFP, che costituiscono un gruppo eterogeneo, dall’altra», si legge nella nota.

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«Per quanto riguarda gli accordi tra LNFP e Cvc relativi ai diritti audiovisivi di società e società sportive – prosegue la nota –, la RFEF deve esprimere la sua opposizione. Non solo per ragioni legali, che indubbiamente genereranno numerosi contenziosi derivanti dall’accordo e potrebbero mettere in dubbio la propria fattibilità, poiché è destinato a forzare all’estremo alcune istituzioni legali; ma anche per ragioni economiche, dal momento che i diritti di club e SAD sono pesantemente tassati per i prossimi cinquant’anni in cambio di una piccola somma di denaro.

Ma la cosa più importante è che l’accordo aumenta le disuguaglianze e rende impossibile una ragionevole evoluzione del formato della competizione calcistica professionistica in Spagna. facendo sì che in pratica ed in applicazione dell’accordo la competizione sia pietrificata senza possibilità di evoluzione o possa essere modificata solo quando un terzo esterno alla struttura sportiva lo decida o acconsenta, fatto che viola la legge e il modello sportivo europeo.

Inoltre, dimenticatevi dei club che giocano competizioni non professionistiche che, al momento della loro promozione a competizioni professionistiche, vedranno i loro ricavi ridotti a causa della retribuzione di CVC, senza aver ottenuto alcun beneficio dal contributo di quell’ente.

Se ci sono club che, con i loro diritti inalienabili e indisponibili da terzi, vogliono indebitarsi volontariamente, non c’è problema a farlo, ma non attraverso un contratto illecito che li obblighi tutti, attraverso la falsa attribuzione in favore della LNFP di diritti che essa non possiede. Inoltre, vediamo poco rigoroso e molto opportunistico, cercare di andare oltre i confini della legge per raggiungere un accordo economico terribile e deplorevole per il futuro di tutto il calcio spagnolo e, invece, ottimo per un fondo e altri possibili beneficiari.

La Rfef deve anche avvertire che non permetterà di ridurre il modesto contributo al calcio che deriva da questi diritti audiovisivi durante quei cinquant’anni. Il regio decreto-legge 5/2015 ha istituito un modello di marketing centralizzato molto vantaggioso per la LNFP, stabilendo controlli e contributi obbligatori per determinati scopi.

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Se la LNFP ora intende aggirare i controlli e ridurre i contributi a cui la obbliga il regio decreto, la Rfef sarà obbligata a intraprendere le opportune azioni legali per difendere i propri diritti e quelli del calcio non professionistico. A questo punto, va ricordato che il Consiglio superiore dello sport si troverebbe nella stessa situazione della Rfef.

Per quanto riguarda il resto delle attività della LNFP, la Rfef si limita a verificare che intende creare un nuovo assetto societario, il cui unico scopo è che il Presidente della LNFP diventi Presidente della nuova entità, ricevendo anche nuovi emolumenti per questo ed evitando i già pochi controlli che ora gli vengono imposti. La Rfef, a conoscenza delle varie lamentele e commenti fatti da vari club di Prima e Seconda Divisione, ha comunicato la sua ferma opposizione a questo accordo, attraverso un burofax inviato alla LNFP».