Il Cagliari prepara il passaggio di controllo. Non con una cessione immediata, ma attraverso una struttura progressiva, già definita nei dettagli nel verbale dell’assemblea straordinaria del 10 febbraio 2026 (consultato da Calcio e Finanza), che apre alla possibilità per il veicolo Cagliari 1920 LP – guidato da Maurizio Fiori e sostenuto da investitori internazionali – di arrivare fino all’80-90% del capitale entro giugno.
Alla data dell’assemblea, l’assetto vedeva ancora la holding Fluorsid (famiglia Giulini) in maggioranza con 749.526 azioni (circa il 55%), mentre Cagliari 1920 LP detiene 613.249 azioni (circa il 45%). Ma il documento fotografa solo il punto di partenza di un percorso già impostato.
Il primo passaggio è il raggiungimento della parità. Il nuovo socio potrà salire a 681.387 azioni, pari al 50% del capitale, attivando così la cosiddetta “Prima Condizione Sospensiva” (che dovrebbe essere scattato pochi giorni dopo, considerando la comunicazione del club del 18 febbraio).
In questa fase scatta anche la nuova governance: le azioni vengono convertite in due categorie (A e B), con diritti patrimoniali identici ma poteri amministrativi differenziati. In particolare, alcune decisioni strategiche – dalle modifiche statutarie alle operazioni straordinarie – richiederanno il voto favorevole delle azioni di categoria B, introducendo un sistema di controllo incrociato tra i soci.
La vera svolta è però rappresentata dal “Third Closing”. L’assemblea ha già autorizzato il trasferimento fino a 545.111 azioni da Fluorsid a Cagliari 1920 LP. Se completata entro il termine fissato – le ore 18 del 31 maggio 2026 – questa operazione consentirà al veicolo di salire fino a una quota compresa tra l’80% e il 90% del capitale, determinando di fatto il passaggio di controllo del club.
La struttura dell’operazione è costruita per adattarsi ai diversi scenari. Sono infatti previsti tre diversi statuti: uno valido nella fase intermedia di equilibrio al 50%, uno destinato a entrare in vigore in caso di completamento del Third Closing e uno alternativo qualora il closing non si realizzi entro la scadenza. Un meccanismo che consente alla società di modificare automaticamente le regole di governance in base all’evoluzione dell’azionariato.