E’ notizia di oggi che la Procura di Milano ha chiesto l’archiviazione dell’indagine sulla proprietà del Milan, successiva alla vendita del club da Elliott a RedBird. Indagine che – va ricordato – era partita da un esposto presentato per conto di due ex soci di minoranza nel Milan legati al fondo Elliott, Salvatore Cerchione e Gianluca D’Avanzo del fondo Blue Skye. I due contestavano anche la concessione, nel 2022, di un pegno sulle azioni che a loro dire violava lo statuto dell’alleanza societaria allora in vigore.
Dalle carte dell’indagine emerge anche un passaggio interessante legato all’investimento di Elliott nel Milan, che — come ha riassunto la Procura — «comprendeva anche uno strumento finanziario atipico, warrant-like participation in approximately 5% of the club equity». In sostanza, dalle carte emerge che l’accordo per la cessione prevedeva uno strumento finanziario atipico, assimilabile a un warrant su circa il 5% del capitale del club.
Ma di cosa si tratta? Secondo quanto ricostruito da Calcio e Finanza, Elliott non mantiene alcuna partecipazione azionaria diretta nel Milan. Non si tratta di equity, né di azioni, né di diritti di governance o informativi. Si tratta esclusivamente di un warrant previsto nell’ambito dell’operazione di vendita del 2022, inserito nel contesto del vendor loan. Uno strumento tecnico-finanziario che comporterebbe solo un’eventuale partecipazione economica residuale in caso di futura vendita del club rossonero (a valori significativamente superiori) rispetto a quelli di quattro anni fa.
La prassi è comune in operazioni che prevedono un vendor loan (come nel caso del Milan, vendor loan che è stato poi recentemente estinto) ed è un modo per compensare il rischio che il venditore si assume prestando denaro all’acquirente, invece di incassare quanto dovuto nell’immediato. In sostanza, questo strumento serve al venditore (il fondo Elliott in questo caso) per mantenere un’esposizione economica alla crescita futura della società anche dopo averne ceduto il controllo.
Per fare un esempio sulla base dei dati che abbiamo a disposizione, ricordiamo che il Milan fu valutato poco meno di 1,2 miliardi di euro al momento della cessione. Un diritto collegato a circa il 5% del capitale equivaleva allora a un po’ meno di 60 milioni. Se in futuro il Milan dovesse essere ceduto con una valutazione superiore a quella dell’acquisto da parte di RedBird, per esempio a 2 miliardi, quel 5% varrebbe circa 100 milioni, consentendo a Elliott di beneficiare dell’aumento di valore pur non essendo più azionista del club.
Un portavoce del fondo statunitense ha confermato la situazione in una dichiarazione all’agenzia Ansa: «Elliott ha appreso con piacere» dai media «la richiesta della Procura di Milano di archiviazione dell’indagine sulla proprietà di AC Milan. Tuttavia, non è corretta l’affermazione che “Elliott manterrà una partecipazione azionaria”» nel club. Il fondo «non detiene azioni di AC Milan da agosto 2022 e la piccola partecipazione sotto forma di warrant non conferisce alcun diritto di governance o altri diritti associati alle azioni».