Juve, domani la giustizia ordinaria: si decide sulla sede del processo

Dopo le motivazione del Collegio di Garanzia del Coni in sede sportiva, il club bianconero e 12 imputati sono chiamati a giudizio anche in sede civile.

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Andrea Agnelli, Pavel Nedved, Maurizio Arrivabene e Federico Cherubini (Photo by MARCO BERTORELLO/AFP via Getty Images)

Nella serata di ieri il Collegio di Garanzia del Coni ha pubblicato le motivazioni che lo hanno portato alla sentenza di ritirare la condanna, i 15 punti di penalizzazione, nei confronti della Juventus chiedendo alla Corte d’Appello della FIGC di riformulare il proprio giudizio. Una nuova sentenza che dovrebbe arrivare fra qualche settimana e che rischia di estromettere la Juventus dalle coppe europee il prossimo anno.

Parallelamente al giudizio sportivo, ecco che riprende anche quello civile con la giornata di mercoledì 10 maggio con la seconda udienza del processo (la prima si è svolta ormai un mese e mezzo fa), che vede imputati, oltre al club bianconero, anche 12 ex dirigenti e amministratori, fra cui Andrea Agnelli, Pavel Nedved, Maurizio Arrivabene e Fabio Paratici.

Come riporta l’edizione odierna di Tuttosport, una cinquantina di piccoli azionisti hanno chiesto di costituirsi come parte civile nel processo chiedendo la citazione per responsabilità civile non solo della Juve ma anche della Ernst & Young, la società di revisione che ha certificato i tre bilanci sotto accusa, a partire da quello della stagione 2018/19 per arrivare a quello della 2020/21. La palla passa al Gup che avrà il compito domani di stabilire chi, nel caso di rinvio a giudizio degli imputati, avrà diritto alla richiesta di risarcimento.

Sul tavolo anche la questione della territorialità, con le difese che chiedono lo spostamento del processo da Torino, dove si svolgerà la seconda udienza di domani, a Roma o Milano, visto che i reati contestati sono quelli di manipolazione di mercato e la Juve è una società quotata a Piazza Affari, sede milanese della Borsa italiana. Nella capitale, invece, si trova la Computershare, la società su cui la Juve dirotta i comunicati destinati al mercato borsistico. La Procura, al contrario, contesta che i reati compiuti siano avvenuti nella sede del club che si trova a Torino, più precisamente dalla Continassa, da dove, secondo le indagini, sarebbero partite le false comunicazioni per il mercato e la Borsa.

Il Gup, infine, potrà adottare una di queste tre strade: accettare o respingere la richiesta della difesa o, cosa che si fa sempre più probabile, rimettere nella mani della Corte di Cassazione la decisione, cosa prevista dalla legge Cartabia e che farebbe allungare ancora di più i tempi, con l’organo di giustizia che potrebbe impiegare fino a tre mesi per una decisione.