Il newtork Bitcoin sta vivendo ore molto intense. Bitcoin – spiega Il Sole 24 Ore – è una rete informatica decentralizzata che consente al suo interno di effettuare transazioni di satoshi (unità minima di Bitcoin). Le transazioni vengono iscritte e memorizzate per sempre e a disposizione di tutti nella blockchain di Bitcoin e vengono accorpate in blocchi che prendono il via circa ogni 10 minuti. Ogni blocco contiene circa 4.000 transazioni perché questa blockchain è in grado di gestire circa 7 transazioni al secondo.
Il costo di queste transazioni è generalmente molto basso, pari a circa 1 dollaro o anche meno. Ma nelle ultime ore è lievitato esponenzialmente e ha sfiorato i 20 dollari. Il tutto sta facendo aumentare la volatilità anche a bitcoin, ovvero il prezzo dell’asset finanziario, che ieri è sceso sotto i 28mila dollari dopo aver fallito qualche giorno prima l’ennesimo attacco alla resistenza in area 30mila dollari.
Gli effetti hanno impattato anche Binance, il più grande exchange centralizzato di criptovalute (noto anche nel calcio per essere sponsor di maglia della Lazio), che ha bloccato (per poi ripristinarli) nelle ultime 48 ore per ben due volte i prelievi di Bitcoin che nel frattempo hanno sfiorato la cifra record pari a 5 miliardi di dollari. Il movimento delle ultime sedute è la conseguenza della creazione lo scorso marzo, da parte di un analista on-chain che si fa chiamare Domo, dello standard Brc-20 che sta per “Bitcoin request for comment”.
Si tratta di un’implementazione tecnologica che consente di creare token fungibili anche nella blockchain di Bitcoin dove finora hanno “viaggiato” solo satoshi (una grande differenza, ad esempio, rispetto alla blockchain di Ethereum e del suo protocollo Erc-20 che consente, oltre alle transazioni del token nativo Ether, anche quelle di centinaia di altri token “ospitati” da questa blockchain).
«La novità, del tutto sperimentale, consente ai possessori di un wallet Bitcoin di scambiarsi satoshi in autonomia direttamente all’interno della blockchain, senza utilizzare l’intermediazione di un exchange – spiega Massimo Foglia, analista finanziario di Zeygos ed esperto in criptovalute -. Questa implementazione informatica, se da un lato ha creato i presupposti per lo scambio di satoshi senza intermediari, da un altro ha aperto il vaso di Pandora della creazione di token anche all’interno della blockchain di Bitcoin».
«In poche settimane sono state create migliaia di mene-coin, token privi di valore intrinseco ma atti solo a cavalcare bolle speculative, i cui scambi stanno intasando la rete Bitcoin». Clamoroso il caso di Pepe, il cui valore è balzato del 3.000% in pochi giorni. Cosa c’entra in tutto questo Binance? «La rete congestionata ha fatto salire le commissioni di transazione e Binance è stato colto alla sprovvista e non è riuscito ad aumentare le commissioni delle transazioni inviate attraverso il suo exchange. Di conseguenza gli utenti di Binance che avevano inviato transazioni di Bitcoin sono stati messi in coda, in quanto i miners hanno dato la prevalenza a chi pagava di più».