Dai club più solidi a quelli in tensione: i cinque cluster economico-finanziari della Serie A
Il gap dell'Italia sugli stadi: dal 2000 solo 6 nuovi o ristrutturati. Nel resto d'Europa sono 226
Rimini e Ternana, i casi più recenti
La fotografia storica si lega direttamente alle vicende dell’ultima stagione. Il caso più evidente è quello del Rimini. Nel novembre 2025, a fronte di un disavanzo di bilancio pari a circa 4 milioni di euro, l’assemblea dei soci ha deliberato la messa in liquidazione volontaria. Il 28 novembre la FIGC ha disposto l’esclusione dal campionato e la revoca dell’affiliazione, mentre il 23 dicembre 2025 il Tribunale di Rimini ha dichiarato il fallimento della società.
La relazione ricorda inoltre che per il club romagnolo si tratta del quarto episodio di radiazione o revoca nella propria storia recente, dopo quelli del 1994, 2010 e 2016. Situazione analoga per la Ternana. Dopo la messa in liquidazione nell’aprile 2026, due aste per la cessione del ramo d’azienda sportivo sono andate deserte. Il 27 maggio 2026 il Tribunale di Terni ha quindi dichiarato il fallimento della società, con conseguente revoca dell’affiliazione FIGC.
Anche in questo caso non si tratta di una prima volta: la relazione ricorda infatti un precedente dissesto concorsuale risalente al 1993.
Triestina e Siracusa, crisi senza fallimento immediato
Non tutte le situazioni di difficoltà sfociano però nella liquidazione giudiziale. La Triestina, per esempio, è stata ammessa nell’agosto 2026 a una procedura di composizione negoziata della crisi, con un’esposizione debitoria stimata tra 12 e 14 milioni di euro. Il club ha ottenuto 120 giorni per presentare un piano di risanamento.
Il Siracusa, invece, ha evitato il fallimento nell’aprile 2026 dopo il ritiro dell’istanza presentata dai creditori. La stagione si era comunque chiusa con la retrocessione in Serie D e con ulteriori penalizzazioni da scontare. Anche per il club siciliano la relazione ricorda precedenti interruzioni dell’attività professionistica nel 1995, 2012 e 2019.