La ricetta di Simonelli per la Serie A: «Aumentare i ricavi e ripristinare il Decreto Crescita»

Il presidente della Lega Serie A è intervenuto al Senato sui Ddl di riforma del calcio italiano: no all’aumento della mutualità sulle risorse attuali, apertura sui ricavi incrementali.

Simonelli ricavi Serie A
Ezio Simonelli (foto CF - Calcioefinanza.it)

«Il calcio è un’industria strategica per il nostro Paese, stiamo facendo il massimo per ridurre l’indebitamento ma dobbiamo farlo aumentando i ricavi». È uno dei passaggi centrali dell’intervento di Ezio Maria Simonelli, presidente della Lega Serie A, in audizione in commissione Cultura e patrimonio culturale, istruzione pubblica al Senato. Il numero uno della massima serie ha illustrato la posizione della Lega sui disegni di legge in esame, partendo dalla necessità di rafforzare la sostenibilità del sistema senza ridurre la capacità dei club italiani di competere a livello internazionale.

Uno dei temi principali riguarda la mutualità. Oggi, ha ricordato Simonelli, la Lega Serie A destina il 10% delle risorse derivanti dalla commercializzazione dei diritti audiovisivi alle altre leghe. «Noi condividiamo l’impostazione di far crescere il movimento, ma contestiamo eventuali incrementi», ha spiegato il presidente. In uno dei Ddl in discussione viene infatti proposto di modificare il perimetro sul quale calcolare la quota, includendo non soltanto i diritti audiovisivi ma anche diritti digitali e accessori. La percentuale resterebbe quindi al 10%, ma aumenterebbe la base di calcolo e di conseguenza l’importo assoluto destinato alla mutualità.

«Non possiamo accettare questo incremento, siamo disponibili a lavorare su una diversa configurazione e sull’aumento dei ricavi incrementali», ha sottolineato Simonelli. La Serie A, dunque, non mette in discussione il principio della mutualità. «Siamo convinti che la mutualità verso le categorie inferiori vada fatta e che il calcio debba crescere dal basso», ha aggiunto, aprendo invece alla possibilità di condividere una quota ancora maggiore delle nuove risorse generate: «Sulla parte incrementale siamo disponibili non solo a dare il 10%, ma anche qualcosa in più».

Format dei campionati, la posizione della Serie A

Simonelli ha poi affrontato il tema della possibile riduzione per legge del numero delle squadre professionistiche, uno dei punti più delicati delle proposte in discussione: «Alcuni dei Ddl in esame pensano di poter ridurre per legge il numero delle squadre professionistiche. Probabilmente questa è la parte che presenta le maggiori criticità sotto il profilo del rispetto dell’autonomia dell’ordinamento sportivo», ha spiegato.

Secondo il presidente della Lega Serie A, una riforma dei format deve inoltre tenere conto dell’attuale ciclo dei diritti televisivi, che scadrà nel 2029: «La previsione di un obbligo per la FIGC di adottare una riforma dei campionati entro termini prefissati è oggettivamente una previsione irrealizzabile e che andrebbe ad incidere su un processo che deve essere definito dagli organi federali».

Simonelli ha quindi ribadito che «una legge statale non può imporre tempi per l’approvazione di una riforma la cui adozione dipende da decisioni autonome delle componenti sportive», chiedendo «il massimo rispetto dell’autonomia dell’ordinamento sportivo». Sul punto ha inoltre richiamato il possibile rapporto con la UEFA, sostenendo che eventuali forme di ingerenza statale nei confronti delle Federazioni associate potrebbero avere conseguenze anche rispetto a EURO 2032.

Giovani e calciatori formati nei club

Il presidente della Lega Serie A si è soffermato anche sulle ipotesi relative all’impiego dei giovani. Per Simonelli, introdurre parametri legati esclusivamente al minutaggio all’interno del singolo campionato rischierebbe di non fotografare correttamente il fenomeno. «Misurare il minutaggio all’interno di un singolo campionato ha poco senso quando molti dei nostri migliori giocatori vengono acquistati dai campionati esteri», ha osservato.

Quanto invece all’utilizzo di calciatori italiani formati nel club, Simonelli ha sottolineato che una disposizione di questo tipo «risulta coerente con il diritto dell’Unione europea solo nella misura in cui tali parametri siano effettivamente volontari e risultato di accordi liberamente negoziati tra Leghe interessate».

Scommesse e Decreto Dignità

Tra le richieste formulate dalla Lega Serie A torna anche il tema delle sponsorizzazioni legate al settore delle scommesse. Simonelli ha ricordato come la Lega abbia «più volte evidenziato l’esigenza di superare il divieto generalizzato introdotto dal cosiddetto Decreto Dignità», almeno per quanto riguarda la possibilità per società, eventi e competizioni sportive di utilizzare forme di pubblicità e sponsorizzazione collegate al comparto.

Secondo Simonelli, inoltre, «una quota delle risorse generate dalle scommesse sportive che si sviluppa direttamente sulla competizione calcistica debba poter tornare anche a favore di chi quella competizione la organizza».

Pirateria, vivai , stadi e Decreto Crescita

Un altro fronte riguarda la lotta alla pirateria audiovisiva. Simonelli ha aperto alla possibilità che le risorse derivanti dalle sanzioni possano essere utilizzate per finanziare vivai e impianti, chiedendo tuttavia che venga riconosciuta anche ai titolari dei diritti «una parte delle risorse recuperate».

Sul tema degli stadi, il presidente della Lega Serie A ha ribadito la necessità di introdurre «strumenti che consentano di accelerare e rendere economicamente sostenibili gli investimenti», indicando le infrastrutture come uno degli elementi indispensabili per aumentare i ricavi dei club e ridurre il gap competitivo con gli altri campionati. Sul tavolo resta anche il tema fiscale. Simonelli ha chiesto il «ripristino di un regime fiscale agevolato per gli sportivi professionisti trasferiti in Italia, sul modello del cosiddetto Decreto Crescita».

Una misura che, nella posizione della Lega Serie A, dovrebbe contribuire a rafforzare la capacità delle società italiane di attrarre talenti e competere con gli altri principali campionati europei: «La Lega Serie A è disponibile a proseguire il confronto con il Parlamento ed il Governo per contribuire a costruire un calcio italiano più sostenibile, più competitivo e capace di generare valore, nel rispetto dell’autonomia dell’ordinamento sportivo», ha concluso Simonelli.

L’obiettivo, ha aggiunto, è arrivare a «un sistema più sostenibile e competitivo, nel quale alla richiesta di maggiori responsabilità e investimenti da parte dei club corrispondano anche condizioni normative, fiscali e infrastrutturali adeguate».