Con l’inizio della preparazione estiva prende forma anche la mappa dei ritiri del calcio professionistico italiano. Sommando Serie A e Serie B, emergono alcune tendenze ormai consolidate e altre decisamente più recenti: dalla leadership del Trentino e della Lombardia alla crescita dei ritiri “in casa”, fino alla progressiva riduzione delle destinazioni estere.
L’analisi delle sedi scelte dai 40 club delle prime due divisioni fotografa un’estate sempre meno caratterizzata da lunghi trasferimenti e sempre più orientata verso soluzioni logistiche efficienti, senza rinunciare al richiamo delle località montane tradizionali.
Trentino e Lombardia restano il cuore dei ritiri
Ancora una volta sono Trentino e Lombardia a conquistare il primato assoluto.
Tra Serie A e Serie B saranno infatti 19 club a svolgere almeno una parte della preparazione nei due territori.
Nel dettaglio:
Trentino (10 club)
- Serie A (5): Genoa, Napoli (prima fase), Parma, Sassuolo e Torino.
- Serie B (5): Cremonese, Modena, Padova, Verona e Vicenza.
Lombardia (9 club)
- Serie A (5): Atalanta, Cagliari, Como, Milan, Monza (senza considerare l’Inter che farà il raduno ad Appiano Gentile ma poi svolgerà la preparazione all’estero)
- Serie B (4): Arezzo, Catanzaro, Mantova, Sampdoria.
Il dato conferma come i due territori continuino a rappresentare il principale polo estivo del calcio italiano grazie a un mix di fattori: strutture ormai specializzate nell’accoglienza delle squadre professionistiche e una consolidata capacità di attrarre migliaia di tifosi durante la preparazione estiva.
Ritiri estivi 2026, la classifica per territorio in Italia
- Trentino – 10 club: Napoli (1° ritiro), Torino, Parma, Genoa, Sassuolo, Modena, Cremonese, Verona, Padova, Vicenza
- Lombardia – 9 club: Atalanta, Monza, Milan, Como, Cagliari, Arezzo, Mantova, Sampdoria, Catanzaro
- Alto Adige – 4 club: Bologna, Südtirol, Palermo, Carrarese (1° ritiro)
- Toscana – 3 club: Fiorentina, Empoli, Carrarese (2° ritiro)
- Umbria – 3 club: Frosinone, Ascoli, Benevento
- Abruzzo – 2 club: Napoli (2° ritiro), Avellino
- Piemonte – 1 club: Juventus
- Lazio – 1 club: Lazio
- Veneto – 1 club: Venezia
- Emilia-Romagna – 1 club: Cesena
- Campania – 1 club: Juve Stabia
- Liguria – 1 club: Entella
- Valle d’Aosta – 1 club: Pisa
Crescono i ritiri “in casa”
C’è però un’altra tendenza che si sta consolidando.
Sempre più società scelgono infatti di non spostarsi affatto, oppure di rimanere nelle immediate vicinanze della propria sede.
In Serie A il fenomeno è particolarmente evidente. Atalanta, Monza, Milan, Juventus, Fiorentina, Lazio e Como svolgeranno la preparazione direttamente nei rispettivi centri sportivi o in strutture di proprietà. Anche Inter (nella prima fase) e Cagliari inizieranno il lavoro nei propri centri prima del trasferimento nella sede del ritiro.

In Serie B si osserva una dinamica simile: l’Empoli lavorerà a Monteboro, mentre Cesena, Südtirol, Entella, Juve Stabia, Mantova e altre società hanno scelto località facilmente raggiungibili dalla propria sede.
Una scelta che risponde a diverse esigenze: contenimento dei costi organizzativi, minori complessità logistiche, utilizzo di strutture costruite su misura e una gestione più semplice dei calciatori che rientrano in tempi diversi dagli impegni internazionali, in particolare dopo il Mondiale 2026.
Chi guarda all’estero
C’è però anche chi ha scelto di effettuare la preparazione estiva lontano dall’Italia.
In Serie A soltanto quattro club hanno optato per un ritiro all’estero:
- Inter (Germania);
- Roma (Galles);
- Udinese (Austria);
- Lecce (Austria).
In Serie B, invece, nessuna squadra ha programmato un vero ritiro internazionale.

Restano le tournée commerciali
Il fatto che solo quattro club di Serie A abbiano scelto di effettuare il ritiro all’estero non significa però un minore interesse verso i mercati internazionali.
Terminata la preparazione, diversi club voleranno comunque all’estero per disputare amichevoli e tournée a forte valenza commerciale.
Inter, Juventus e Milan saranno protagoniste tra Hong Kong, Australia e Indonesia, mentre la Fiorentina volerà in Inghilterra. In Serie B spicca invece il Palermo, atteso in Australia per l’Anglo-Palermitan Trophy contro Melbourne e Juventus.
I ritiri “itineranti”
Un’altra tendenza riguarda le società che hanno deciso di dividere la preparazione tra più sedi.
Il caso più noto è quello del Napoli, che dopo il ritiro di Dimaro svolgerà una seconda fase a Castel di Sangro, in Abruzzo.
La Carrarese inizierà invece il lavoro a Caldaro, in Alto Adige, per poi trasferirsi a Pontremoli, in Toscana, mentre Inter e Cagliari alterneranno il centro sportivo alle successive sedi di ritiro.
La geografia dei ritiri cambia
L’impressione è che il modello tradizionale del ritiro estivo stia evolvendo.
Da una parte rimangono centrali territori che da decenni hanno costruito un’offerta dedicata alle squadre professionistiche, come il Trentino e l’Alto Adige. Dall’altra cresce il valore strategico dei centri sportivi di proprietà, diventati un vero asset tecnico e organizzativo.
Il risultato è un calendario sempre più flessibile: meno lunghi trasferimenti, maggiore continuità con il lavoro svolto durante la stagione e tournée internazionali concentrate soprattutto nella fase finale dell’estate, quando prevalgono le esigenze commerciali rispetto a quelle strettamente sportive.