Tether, in stand-by il piano di raccolta da 20 miliardi in attesa del primo audit completo

La società – secondo azionista della Juventus – ha raggiunto un accordo con una delle Big Four per la sua prima revisione contabile completa.

Tether raccolta 20 miliardi
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I piani di Tether – secondo maggiore azionista della Juventus – per raccogliere fino a 20 miliardi di dollari sono in pausa. Il colosso delle stablecoin attende i risultati della sua prima revisione contabile completa, un passaggio che potrebbe rilanciare una delle raccolte di capitale più attese nell’era degli asset digitali. 

Secondo quanto riportato da Bloomberg, durante il processo di raccolta fondi potenziali investitori e banchieri hanno fatto pressione su Tether affinché fornisse maggiore trasparenza sui propri conti. Tuttavia, alcuni possibili finanziatori restano pronti a sostenere la società anche senza l’audit.  

Su questa spinta, nella giornata di ieri Tether ha annunciato di aver incaricato una delle cosiddette “Big Four” — il gruppo di grandi società di revisione che normalmente include Deloitte, PwC, EY e KPMG — di condurre l’audit, che l’azienda ha definito come il più grande audit iniziale mai realizzato nella storia dei mercati finanziari. Il nome della società non è stato però reso noto. 

La società con sede in El Salvador ha avviato il processo di raccolta fondi alla fine dello scorso anno con l’obiettivo di raccogliere tra i 15 e i 20 miliardi di dollari a una valutazione di 500 miliardi. L’operazione avrebbe reso Tether una delle aziende private con la valutazione più alta al mondo. Tuttavia, il processo — inizialmente previsto per concludersi entro la fine del 2025 — ha subito diversi ritardi.  

Tether ha dichiarato di aver registrato 10 miliardi di dollari di profitto lo scorso anno, un risultato notevole per un’azienda con appena 300 dipendenti. Tether ha utilizzato questi fondi per finanziare un’ondata di investimenti in numerosi settori, tra cui intelligenza artificiale, materie prime, media ed energia. Proprio grazie alla sua forte posizione di cassa, l’azienda non è sotto pressione per raccogliere nuovi capitali. 

Sebbene la società di revisione BDO fornisca attestazioni trimestrali sugli asset che garantiscono la stablecoin USDT, da anni Tether deve affrontare richieste di maggiore trasparenza, anche riguardo alla governance e alla struttura societaria. Il CEO di Tether, Paolo Ardoino, aveva dichiarato in un’intervista all’inizio dell’anno che ottenere un audit formale era una priorità assoluta.