Ezio Maria Simonelli, presidente della Lega Calcio Serie A, è intervenuto questo pomeriggio in conferenza stampa, a seguito dell’assemblea che ha visto la partecipazione dei 20 club del massimo campionato italiano.
Tra i temi affrontati, c’è stato quello di una «proposta del Milan di mettere un tetto al prezzo del biglietto del settore ospiti: non mi sembra ci sia grande condivisione, si è deciso di costituire una commissione che dovrà portare a una proposta e poi a una votazione. Alla proposta, che nasce dal Milan, si sono associate anche altre squadre, tra cui Juventus e Inter».
L’idea, come noto, è quella di porre un tetto massimo al prezzo dei biglietti nei settori ospiti, per evitare disparità tra i tifosi che viaggiano per seguire le proprie squadre in trasferta. Simonelli ha anche affrontato il tema – svelato la scorsa settimana in esclusiva da Calcio e Finanza – della proposta effettuata da DAZN alla Lega di una partecipazione minima nel Gruppo a livello globale.
Iniziativa, quella di DAZN, che si muove nella direzione di rafforzare ulteriormente la partnership che recentemente si è ampliata anche con l’acquisizione dei diritti di trasmissione del nostro campionato domestico in altri Paesi come il Regno Unito, attraverso un modello di gestione che passerebbe attraverso la co-creazione di valore.
«Non dipende dalla Lega, ma dalle singole squadre. È un’iniziativa economica importante di DAZN, che prevede la quotazione in pochi anni: ogni presidente deve valutare se quell’investimento può interessarlo o meno. È una cosa che DAZN sta offrendo come opportunità, anche a condizioni vantaggiose, alle singole società o alle rispettive proprietà: per esempio, nel caso del Milan, penso che potrebbe essere non il club calcistico, ma RedBird. Se dovessero farlo loro, sarebbe già un buon indicatore della bontà dell’investimento», ha spiegato Simonelli.
Sull’ipotesi che ci possa essere uno squilibrio qualora solamente alcuni aderissero a questa proposta, Simonelli ha spiegato che «intanto sarebbe una partecipazione marginale. Molti presidenti avevano azioni della FIAT, ma non incidevano sulle scelte della Juventus. È un esempio paradossale, ma per dire che un azionista di minoranza non ha grande grip».
Un pensiero anche a proposito di Milan-Como in Australia: «Ho letto cose non corrette in questi giorni. Non è un’ipotesi tramontata, ma in itinere: abbiamo avuto tanti pareri favorevoli, tra cui dall’Asia. L’AFC è l’unica che non ha dato un ok pulito, ma con due condizioni talmente impraticabili da non potersi considerare valide. Per questo abbiamo chiesto alla FIFA di dare una risposta finale: non reputiamo accettabili quelle condizioni, ma non perché non le vogliamo accettare».
«È impossibile andare a giocare una partita di campionato italiano senza definirla come tale. Come pure andare a giocare in Australia senza arbitri italiani. Ma poi io dico: cara confederazione asiatica, ti sei accorta che noi a breve andremo in Arabia Saudita, nel territorio asiatico, a giocare una competizione, la Supercoppa, con arbitri italiani? Siamo andati in Cina, in Qatar: forse è un abbaglio. E se è un abbaglio consideriamo quelle condizioni inesistenti e lo prendiamo come parere favorevole. Questo non vuol dire che abbiamo la certezza che si giocherà: vedrò Infantino a Doha a giorni, poi se la FIFA dirà che la partita non s’ha da fare ne prenderemo atto. Non mi sbilancio, e non do nemmeno giudizi, dico solo che il percorso è ancora attivo», ha aggiunto.
Esiste comunque una deadline: «Sicuramente sì, può essere questo incontro a Doha del 17. Poi se dovesse emergere la necessità di un approfondimento vedremo, ma intanto già il 18 avremo chiaro se ci sarà un orientamento favorevole».