Blazquez, i piani per il Genoa: «Ridurre il debito e aumentare i ricavi commerciali»

«L’obiettivo di Sucu è molto chiaro e riguarda quest’anno e il prossimo: vogliamo sostanzialmente stabilizzare il club».

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Andres Blazquez (Foto: Simone Arveda/Getty Images)

Dan Sucu sta per affrontate il primo anniversario da proprietario del Genoa. Il 19 dicembre 2024 l’imprenditore rumeno ha rilevato, grazie a un aumento di capitale da 40 milioni di euro, il 77% del club rossoblù. A fare da comune denominatore tra le proprietà è il CEO Andres Blazquez che ricopre questa posizione dal 2021, anno in cui 777 ha rilevato il club fino alle note vicende, che hanno portato a un cambio di proprietà con Sucu chiamato prima di tutto a rimettere i conti in ordine, avvalendosi delle capacità in primis del manager spagnolo.

Come raccontato dallo stesso Blazquez in un’intervista rilasciata a Off The Pitch, il lavoro con la nuova proprietà ha in primis una idea chiara che è stata condivisa con tutti: Șucu fornisce la direzione generale lasciando le responsabilità quotidiane ai responsabili dei vari settori, inclusi area sportiva, commerciale e management esecutivo. Un paradigma in netto contrasto con l’ultimo periodo contraddistinto fra 777 Partners e A-Cap, in cui era evidente una instabilità economica della società.

Proprio per questo, come ammesso dallo stesso Blazquez, il Genoa era obbligato a realizzare cessioni di calciatori non programmate, e questo modus operandi andava a inficiare già in partenza ogni progetto sportivo. Un esempio è la partenza dell’attaccante Mateo Retegui, venduto all’Atalanta per 20,9 milioni di euro dopo una sola stagione con i bergamaschi che lo hanno rivenduto, dopo un campionato da capocannoniere, per 68 milioni di euro in Arabia Saudita. «L’arrivo di Dan Șucu, ci ha permesso, già l’anno scorso, di non dover vendere nessuno a gennaio, cosa fondamentale per garantire la permanenza in Serie A», ha commentato Blazquez.

Sui prossimi obiettivi societari: «L’obiettivo di Sucu è molto chiaro e riguarda quest’anno e il prossimo: vogliamo sostanzialmente stabilizzare il club, il che significa competere per una posizione di metà classifica. Dopo, quando avremo minori vincoli finanziari, punteremo a posizioni migliori». Nel piano di sviluppo economico-finanziario del Genoa una posizione centrale ce l’ha la ristrutturazione, con un progetto ideato con la Sampdoria, dello stadio Ferraris, che a breve sarà giudicato dal Comune di Genova che ne vuole comunque mantenere la proprietà, come ribadito più volte dalla sindaca Silvia Salis.

Questo fa parte del piano societario che prevede l’aumento dei ricavi commerciali nei prossimi tre anni: «Nella situazione attuale, ci aspettiamo una crescita nei prossimi tre anni di circa il 15% complessivo su entrambi gli aspetti. Questi sono i miei obiettivi finanziari». Nell’ultimo periodo, analizza Blazquez, il Genoa ha ampliato in modo significativo la propria audience digitale nell’ultimo decennio, moltiplicando più volte la presenza sui social. Il club ha investito molto anche nella visibilità internazionale attraverso collaborazioni e sponsorizzazioni di alto profilo, dalle partnership con personaggi noti come The Undertaker e Rita Ora alla maglia da trasferta di quest’anno, pensata per il pubblico britannico. «Quando sono arrivato quattro anni fa, vendevamo circa 700-1000 maglie all’anno; ora siamo intorno alle 25.000», aggiunge il CEO Blazquez.

Spostando l’attenzione sulla situazione finanziaria del club va ricordato come il Genoa abbia registrato sei esercizi di bilancio in rosso, l’ultimo dei quali, quello relativo al 2024/25 con un -33,3 milioni di euro. A riguardo, Blazquez spiega che parte del risanamento recente ha riguardato il riconoscimento di perdite storiche accumulate negli anni precedenti. Secondo il CEO, quasi 70 milioni legati ad acquisti di giocatori del passato e agli impatti del periodo Covid sono stati ora contabilizzati tramite svalutazioni.

«Vogliamo continuare ad avere il giusto equilibrio tra cessioni di giocatori e scouting di nuovi talenti, in modo da poter anche ridurre il debito che abbiamo, che è ancora consistente – ha proseguito il CEO del Genoa –. Crediamo che in due anni saremo a un livello in cui il debito sarà sostenibile, ed è fondamentale per noi. Nel caso del Genoa, a causa dei gravi debiti riscontrati, oltre ai debiti emersi e non rivelati dal venditore iniziale, dobbiamo coprire in media 30-40 milioni di euro di pagamenti debitori ogni anno, oltre agli obblighi correnti. La mia ossessione è eliminare questo debito che ci trascina ogni anno. Ora siamo di nuovo sulla strada giusta, e credo che nei prossimi due anni raggiungeremo gli obiettivi finanziari di cui abbiamo bisogno».