Il quadriennio Olimpico è terminato e il mondo del calcio è pronto per una nuova era. Si parte con l’elezione dei presidenti delle vari componenti federali, non senza qualche problema come ha dimostrato la Serie B, per poi arrivare a designare il nuovo presidente della FIGC dopo la decisione di Gabriele Gravina di anticipare le elezioni.
Come riporta l’edizione odierna de Il Fatto Quotidiano, nella partita per la carica di numero uno del calcio italiano è pronto a entrare anche il governo, soprattutto Fratelli d’Italia e Lega. Infatti, la loro attenzione si è spostata sul piano locale, più precisamente sui Comitati regionali. Infatti, la base del calcio italiano è fondamentale per la stabilità del presidente federale.
Gravina, ha i suoi fidati collaboratori che gli garantiscono stabilità, mentre il governo, deciso a guadagnare terreno nella Federcalcio, cerca di inserire i propri rappresentanti. Nel Lazio, ad esempio, tra i candidati emergono esponenti politici locali, molti vicini a Fratelli d’Italia. Bisogna ricordare che le elezioni per la FIGC si terranno all’inizio del 2025, ma le prime votazioni coinvolgeranno le varie componenti, inclusi i Comitati regionali della Lega Dilettanti, che rappresenta il 34% del voto, in attesa di un cambiamento dello statuto, che si preannuncia non semplice.
L’opposizione del governo a Gravina è evidente, soprattutto nel Lazio, dove si è formato un gruppo intorno a Giacomo Tramati, dirigente nel settore paralimpico. La sua candidatura ha una chiara connotazione politica e potrebbe contare, secondo le indiscrezioni, sul sostegno di Claudio Lotito, patron della Lazio e senatore di Forza Italia. Tramati è apertamente supportato da figure della Regione Lazio, come l’assessore al Bilancio, Giancarlo Righini, di Fratelli d’Italia.
Nella lista di Tramati si trovano diverse personalità del centrodestra, tra cui Pierpaolo Marcuzzi, ex vicesindaco di Terracina, e Matteo Achilli, consigliere comunale di Viterbo. Dalla Lega proviene Antonio Giammusso, consigliere a Civitavecchia e membro della Città Metropolitana.
Tramati, la cui candidature era stata inizialmente esclusa per un problema formale ma successivamente riammessa dopo un ricorso, sfiderà Roberto Avantaggiato, uomo di fiducia di Melchiorre Zarelli, figura storica del calcio laziale. Anche se in passato ci sono state tensioni tra Zarelli e Gravina, i due si sono riavvicinati, e una sconfitta di Avantaggiato potrebbe segnare un colpo al dominio di Zarelli e una vittoria per Fratelli d’Italia.
Un’altra regione ritenuta chiave è la Lombardia che conta il Comitato regionale più grande. E qui l’incertezza è ai massimi livelli. Valentina Battistini, ex arbitro e dirigente FIGC, si candida contro Sergio Pedrazzini, successore di Tavecchio. Battistini, un tempo alleata di Pedrazzini, ha poi deciso di candidarsi separatamente, e la sua candidatura è oggetto di discussioni a causa del suo legame con Marco Brunelli, segretario generale della FIGC e collaboratore stretto di Gravina, il che ha sollevato dubbi sull’indipendenza della sua candidatura.
Se nei Comitati c’è un certo grado di incertezza, ai piani alti della Lega Dilettanti sembra tutto più scontato. Infatti, è impossibile che Giancarlo Abete non venga rieletto a capo della LND trattandosi dell’unico candidato presente. Abete è sostenuto da Gravina, ma non è da sottovalutare il ruolo che potrebbero avere i delegati di Lazio e Lombardia nella scelta del prossimo presidente federale. Si parte da lontano, ma la partita per il comando del calcio italiano è già iniziata.