La FIFA punta a raccogliere fino a 2 miliardi per il suo servizio streaming

FIFA+ è nato nel 2022 con l’obiettivo di trasmettere gratuitamente 40.000 partite a stagione. Ora il massimo organo del calcio mondiale punta a ingrandire la piattaforma.

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Gianni Infantino (Foto: NORBERTO DUARTE/AFP via Getty Images)

Mentre cerca di assegnare i diritti televisivi del Mondiale per Club 2025, con la trattativa con Apple che sembra essere in una fase di stallo che potrebbe portare anche al ritorno di affidarsi ai singoli mercati dei paesi interessati, la FIFA ha deciso di rivolgersi agli investitori per ampliare il proprio canale streaming FIFA+.

Come riporta Bloomberg, l’organo di governo del calcio mondiale punta a raccogliere un minimo di 1 miliardo di dollari. Per raggiungere l’obiettivo, la FIFA si sta avvalendo del lavoro del gruppo UBS con la prospettiva di arrivare fino a 2 miliardi di dollari di risorse (poco meno di 1,9 miliardi di dollari, al cambio attuale).

Questo investimento, secondo le prime indiscrezioni, porterebbe alla cessione di una quota di minoranza, non ancora meglio specificata, di FIFA+, la piattaforma streaming del massimo organo del calcio mondiale che trasmette partite internazionali in paesi, specialmente in quelli di piccole dimensioni, in cui non sono stati assegnati i diritti televisivi a un broadcaster nazionale. L’ultimo esempio riguarda la Coppa delle nazioni oceaniane che è trasmessa anche in Spagna proprio da FIFA+.

FIFA+ è stato lanciato nell’aprile 2022, sotto la presidenza di Gianni Infantino, come servizio di streaming gratuito, supportato da pubblicità, che prevedeva lo streaming di 40.000 partite dal vivo all’anno, di cui almeno un quarto proveniente dal calcio femminile. Fino a questo momento, il canale streaming ha offerto dirette nei mercati televisivi più piccoli, con la Coppa del Mondo femminile dello scorso anno offerta gratuitamente nei paesi in cui non aveva venduto i diritti tv.

Non si tratta di una mossa insolita per la FIFA che ha già tentato di raccogliere nuove risorse negli ultimi anni in più di un’occasione. Nel 2018, per esempio, un accordo seguito da SoftBank Group Corp. fu imbastito per 25 miliardi di dollari e prevedeva di investire una joint venture per finanziare due nuove competizioni. Gli investitori avrebbero ricevuto una parte di ricavi da quelli provenienti per la FIFA da attività di gioco e merchandising. Il progetto, però, è stato accantonato dopo l’opposizione dei membri europei.

Un ulteriore tentativo fu fatto nel 2020 con l’obiettivo di raccogliere 1 miliardo di dollari per supportare il lancio del nuovo Mondiale per Club. In questa occasione, la FIFA si avvalse dell’aiuto di Raine Group per il nuovo torneo che sarebbe iniziato in Cina nel 2021. Ma in questo caso entrò in scena il Covid che fece saltare l’operazione.

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