Si scrive Oaktree, si legge Brookfield: chi c’è dietro il fondo USA

Il fondo californiano pronto a diventare azionista di maggioranza del club nerazzurro: alle sue spalle ci sono i canadesi di Brookfield.

Oaktree Howard Marks cancro
(Image Credit: Depositphotos)

Si scrive Oaktree, si legge Brookfield. Il fondo statunitense è pronto a diventare proprietario dell’Inter: la famiglia Zhang al momento non sembra aver trovato soluzioni per ripagare il finanziamento da 385 milioni (interessi compresi) che scade entro oggi e Oaktree potrebbe a breve avviare le partiche per l’escussione del pegno, in questo caso appunto l’Inter, e diventarne proprietario.

Oaktree è una delle principali società globali di gestione degli investimenti alternativi con esperienze nella stretagia del credito con un approccio “opportunistico”, come spiega lo stesso fondo sul proprio sito. Al 31 marzo 2024, Oaktree aveva oltre 192 miliardi di asset under management e tra i clienti aveva 65 dei 100 più grandi piani pensionistici statunitensi, più di 500 società in tutto il mondo, 39 dei 50 piani pensionistici statali negli Stati Uniti, 275 fondi di dotazione e fondazioni a livello globale e 15 fondi sovrani. Complessivamente, il fondo ha più di 1.200 dipendenti con uffici, tra gli altri, a Los Angeles (sede centrale), New York, Londra, Parigi, Dubai, Hong Kong, Tokyo, Pechino, Shanghai e Sydney.

Chi è Oaktree, gli investimenti tra calcio e Italia

Il suo ingresso nel mondo del calcio, tra l’altro, non è una novità: nel 2020 insieme al produttore audiovisivo Pierre-Antoine Capton ha acquisito il 100% delle azioni dei francesi del Caen. Steven Kaplan, uno dei co-fondatori, è co-proprietario dello Swansea (insieme a Jason Levien, ex socio di Thohir di tempi del Dc United) oltre ad azionista di minoranza dei Memphis Grizzlies di Nba, mentre un altro dei co-fondatori, Bruce Karsh, è azionista di minoranza e nel CdA dei Golden State Warriors.

Tra gli altri investimenti in Italia, Oaktree è presente nell’azionariato di MBE Worldwide (Mail Boxes Etc), Marini Impianti (azienda di Latina costruttrice di impianti ad alta tecnologia, soprattutto per il settore ferroviario), e Banca Progetto (per cui ha ricevuto un’offerta da oltre 600 milioni ad aprile, fermando così il processo di quotazione in Borsa), dopo aver ceduto nel corso degli ultimi anni le proprie partecipazioni in Costa Edutainment (la società che gestisce, tra gli altri, l’Acquario di Genova) e Stand By Me (casa di produzione di Simonetta Ercolani, ideatrice della trasmissione Sfide).

Tuttavia, come dicevamo, quello che si scrive Oaktree si legge Brookfield. Nel 2019 infatti il fondo canadese (sede a Toronto) ha acquisito il 62% di Oaktree per fornire «agli investitori una delle offerte più complete di prodotti di investimento alternativi». Secondo l’accordo firmato, Brookfield dovrebbe arrivare a possedere il 100% delle azioni di Oaktree entro il 2029: la scalata all’1 marzo scorso era arrivata al 72%, con investimenti per l’acquisizione delle quote pari a circa 4,7 miliardi di dollari. «Pur collaborando per sfruttare i reciproci punti di forza, Oaktree opera come azienda indipendente all’interno della famiglia Brookfield, con le proprie offerte di prodotti e team di investimento, marketing e supporto», si legge nel sito affermando l’ampia autonomia della società statunitense.

Brookfield Asset Management è uno dei principali gestori patrimoniali alternativi a livello mondiale con oltre 900 miliardi di dollari di asset in gestione in immobili, infrastrutture, energia rinnovabile, private equity e credito: in particolare investe tramite quattro controllate (Brookfield Property Partners, Brookfield Infrastructure Partners, Brookfield Renewable Partners e Brookfield Business Partners). Tra i maggiori azionisti di Brookfield ci sono anche investitori istituzionali, come Royal Bank of Canada.

Image creditDepositphotos