Juve, per il 60% dei tifosi il viaggio per lo Stadium è di almeno 100 km

Di tutti i tifosi accorsi allo Stadium quest’anno, il 60% percorre almeno 100 km per poter raggiungere l’impianto e seguire le sfide della Juventus.

Juventus tifosi Allianz Stadium
(Foto: MARCO BERTORELLO/AFP via Getty Images)

L’esperienza dell’Allianz Stadium dal 2011 a oggi, partendo dal boom dei diritti televisivi negli anni ’90, per arrivare alla situazione odierna. Sono stati questi i temi al centro del discorso di Francesco Gianello, Head of Facilities Management della Juventus, intervenuto nella giornata di ieri durante il convegno “Stadi intelligenti e sostenibili: verso una nuova era dello sport in Italia”.

«L’Allianz nasce da una profonda ristrutturazione del Delle Alpi. Gli anni ’90 vedono la nascita dei diritti televisivi. Non esiste più solo il tifoso da stadio, ma anche il tifoso in tv. Negli anni del Delle Alpi ero il contatto per le competizioni UEFA, e abbiamo fatto uno Juve-Bayern con 17mila spettatori, mi chiamarono per chiedere se avessimo fatto prezzi stellari», ha raccontato Gianello.

«Si voleva uno stadio che non vivesse solo nel giorno della partita, che si incastonasse in un contesto semi-urbano, con dinamiche già esistenti, e si voleva un impianto per soddisfare la curiosità dei nostri tifosi. Ne nacque un percorso che vide l’acquisizione del vecchio stadio Delle Alpi. Nel 2008 si iniziano a demolire le parti non necessarie dell’impianto e si dà il via ai lavori», ha aggiunto.

L’idea di realizzare uno stadio con 41mila posti nasce da tre «indagini di marketing e tutte portarono al medesimo risultato. Abbiamo una saturazione delle tribune sempre superiore al 90%. La visibilità è perfetta, e non penalizza le tv, con gli sponsor che possono vantare un posizionamento di primo livello», ha proseguito ancora Gianello.

I risultati dal 2011 in avanti sono sotto gli occhi di tutti. La Juventus chiuderà la stagione 2023/24 con ricavi da stadio pari a 57 milioni di euro (il record è di oltre 70 milioni e risale alla stagione 2018/19) e con un tasso di riempimento altissimo, che al momento è fisso a 96,7%. In totale, gli abbonati di stagione sono 18.591, mentre sono 4.200 i posti VIP e premium. Si contano 9 aree hospitality e 64 box, con l’88% dei posti venduti in stagione.

«E’ stato un percorso lungo. Oggi abbiamo anche il J Village, dopo avere riqualificato un intero quartiere. C’è il training center della prima squadra, la sede ricavata in una cascina, il J Hotel con un’ala destinata direttamente alla squadra, insomma una riqualificazione complessiva dell’area insieme a un percorso sulla mobilità che stiamo ancora affrontando con la città», ha spiegato ancora Gianello.

E a proposito di mobilità, alcuni numeri sui tifosi della Juventus nel 2023/24 sono particolarmente interessanti. Il 60% degli spettatori che frequenta l’Allianz Stadium viaggia per più di 100 km per raggiungere l’impianto in occasione delle partite, a dimostrazione che i sostenitori bianconeri occupano un’area che va ben oltre quella di Torino e piemontese in generale. Il 32% degli spettatori fa parte di uno Juventus Fan Club e complessivamente sono state 47 le diverse nazionalità rappresentate nel 2023/24.

«Chi arriva allo Stadium deve sentirsi accolto, tra entertainment e sicurezza. Usiamo un sistema di telecamere che copre il 100% dello stadio e registra tutto quello che accade all’interno e all’esterno dello stadio. Abbiamo abbattuto le sanzioni per responsabilità oggettiva sulla base di quello che fanno i tifosi», ha aggiunto Gianello, che ha poi voluto sottolineare l’importanza delle attività collaterali.

Tra queste anche il J Museum, che rientra nella top 50 dei musei più visitati dell’anno. Sono 180mila gli accessi medi, con circa 2.500 presenze medie durante i giorni delle partite per uno spazio espositivo che copre circa 2.000 metri quadrati.